PASSAGGI LENTI

La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi – Bruce Chatwin

Sulle orme di Celestino V: gli eremi sulla Maiella in Abruzzo

Eremo di Santo Spirito a Maiella

La Maiella in Abruzzo è la montagna sacra, una terra difficile, aspra eppure benedetta, il massiccio amato dai pastori, dai carbonai e dagli eremiti, è il corpo di Maja che qui si è adagiato, distrutta dalla perdita del figlio Ermes che diede il nome alla montagna presso la quale venne seppellito, il Gran Sasso, ancora oggi chiamato ‘il gigante’. Sua madre, addolorata da quella perdita, invece, si rifugiò su un altro massiccio poco distante da lì che prese poi il nome di Maiella. Legata ai culti preistorici ed alle pitture rupestri la montagna sacra è stata la casa di monaci ed anacoreti che proprio qui durante il Medioevo trovarono la loro dimora ideale, alla ricerca del divino e della spiritualità che la Chiesa ufficiale aveva perduto. Le sue vette che raggiungono i 2800 metri racchiudono paesaggi lunari costituiti da pietraie, pianori erbosi, ripide gole e torrenti che le attraversano. Luogo di spirito, di misticismo e di profonda riflessione interiore, il massiccio della Maiella venne scelto da due eremiti saliti poi al soglio pontificio: Dauferio divenuto papa Vittore III ed il più conosciuto Pietro da Morrone eletto al soglio pontificio con il nome di Celestino V. (altro…)

Gaetano Bresci e l’assassinio del re Umberto I di Savoia

Umberto I, Gaetano Bresci, Fiorenzo Bava Beccaris

Domenica 29 luglio 1900, Monza. Umberto I di Savoia, re d’Italia dal 9 gennaio 1878, quando è succeduto al padre Vittorio Emanuele II, è appena sceso dai gradini del palco di un concorso ginnico. Sono le 22.30, il re sale sulla prima delle due carrozze regali e da questa si sporge per salutare la folla di atleti che si è accalcata intorno alla carrozza. Il sovrano ringrazia più volte quando dalla ressa un uomo, Gaetano Bresci, spara tre colpi di rivoltella contro il re. La confusione è tanta, i cavalli si impennano e la carrozza muove veloce verso la reggia. Umberto cade in avanti, contro le ginocchia del generale Avogadro di Quinto che, spaventato, gli chiede se sia ferito. “Non credo sia niente”, risponde il sovrano che pochi minuti dopo spira. La regina Margherita, quella a cui anni prima un pizzaiolo napoletano aveva dedicato la sua creazione più celebre, alla notizia della morte del marito rimane pietrificata. (altro…)

Galleria Doria Pamphili: una collezione unica di opere d’arte nel cuore di Roma

Palazzo Doria Pamphili, la Galleria degli Specchi

Palazzo Doria Pamphili, elegante edificio nobiliare ancora oggi adibito a dimora privata dell’omonima famiglia, è una storica residenza patrizia che si affaccia con la sua imponente facciata su Via del Corso a Roma. Il palazzo si sviluppa su vari corpi di fabbrica succedutisi nell’arco di quattro secoli, un lungo periodo che ha visto numerosi ampliamenti della sua struttura. Quel che attrae ed incanta quanti visitano la dimora nobiliare è la Galleria Doria Pamphili, nata per volere di papa Innocenzo X, l’esponente più illustre del casato, che nel 1651 nominò il nipote Camillo quale erede delle opere d’arte appartenenti alla famiglia, un gesto oculato e lungimirante che obbligava il giovane a conservare i beni ricevuti. Con quell’atto si dava vita al progetto di blindare il patrimonio artistico ed archeologico della famiglia Pamphili. Bisogna poi ricordare che quattro anni prima, nel 1647, avvenne qui uno degli eventi cruciali della famiglia:il principe Camillo, dopo avere rinunciato alla carica di cardinal nipote, convolava a nozze con Olimpia Aldobrandini. L’unione tra i due casati accrebbe la già cospicua collezione di arte, grazie all’apporto delle tele appartenenti alla famiglia fiorentina. Ma vediamo quali sorprese riserva il meraviglioso palazzo Doria Pamphili. (altro…)

Cosa vedere a Rimini: viaggio tra storia, cinema e murales

Cosa vedere a Rimini

Rimini, da sempre, è sinonimo di mare, spiagge assolate, divertimento, locali notturni, piadine e balli infiniti. Ma Rimini è anche molto altro. È storia, arte, bellezza, memoria. Le radici di quella che fu Ariminum affondano nell’antichità. Furono i romani, infatti, a fondare la città. Nel 268 a.C. il senato romano inviò 6.000 coloni per creare l’insediamento urbano di Ariminum, dal nome del vicino fiume Ariminus, nome latino dell’attuale Marecchia. La scelta di quel luogo fu fatta essenzialmente per motivi logistici, trovandosi allo snodo fra strade quali la Flaminia, l’Emilia e la Popilia. Nel 90 a.C., a riprova del ruolo strategico rivestito dalla città, Ariminum divenne municipium, conquistando, così, una certa autonomia nel contesto romano.  (altro…)

Monte Piantangeli, escursione ad anello con vista su Tolfa

Escursione sul Monte Piantangeli

Nelle calde giornate di giugno i Monti della Tolfa regalano colori e scenari davvero magnifici. Il dolce tracciato dell’anello del Monte Piantangeli offre l’opportunità a chi vuole fare una passeggiata di trascorrere alcune ore immersi in un territorio intatto, pieno di scorci mirabili e mozzafiato. Oltre al panorama che si apre sulle modeste vette del gruppo collinare, il percorso consente di osservare la bellissima veduta sulla città di Tolfa, l’azzurro del mare in lontananza e le distese ricche di colori, frutto dei meravigliosi prati in fiore. Abbiamo raggiunto l’inizio dell’anello del Monte Piantangeli percorrendo il Sentiero dei Ginepri, il cui inizio si trova al km.1.100 di Via del Marano, una traversa della strada provinciale che collega Tolfa a Manziana. Subito dopo un ponticello, si trova l’indicazione (una freccia in legno) che segna l’inizio del breve Sentiero dei Ginepri, un percorso lungo appena 670 metri che consente di salire in altitudine per 100 metri. (altro…)