Abbazia di Farfa: storia, arte e spiritualità nel cuore della Sabina

La strada che conduce all’Abbazia di Farfa attraversa un territorio rurale costituito da colline, uliveti, frutteti e campi coltivati e arriva al piccolo borgo, con le case addossate una all’altra e le vie lastricate che si stringono intorno alla piazza e alle antiche botteghe.

È difficile immaginare che in questo angolo della Sabina abbia avuto sede una delle abbazie più potenti dell’Italia medievale. Per secoli Farfa (oggi è una frazione di Fara Sabina) ebbe un ruolo importante nella vita religiosa, politica ed economica del territorio, arrivando a possedere castelli, chiese, terre e villaggi in gran parte dell’Italia centrale.

Oggi il complesso conserva le tracce di quella lunga storia, ma non è rimasto soltanto un monumento. L’abbazia è ancora abitata dalla comunità benedettina e il borgo continua a vivere intorno ad essa. Visitare Farfa significa quindi entrare nell’abbazia, ma anche conoscere il piccolo borgo che le è cresciuto intorno e il territorio della Sabina in cui è inserita.

La storia dell’Abbazia di Farfa

Le origini dell’abbazia risalgono probabilmente alla seconda metà del VI secolo. La tradizione attribuisce la fondazione del primo insediamento monastico a San Lorenzo Siro, arrivato in Sabina dalla Siria. Dopo la distruzione e l’abbandono provocati dall’arrivo dei Longobardi, la comunità conobbe una nuova stagione grazie a Tommaso di Moriana, considerato il secondo fondatore di Farfa.

Da quel momento l’abbazia iniziò a crescere fino a diventare uno dei più importanti centri benedettini dell’Italia centrale. Un passaggio decisivo avvenne nel 775, quando Carlo Magno pose Farfa sotto la propria protezione, sottraendola alla competenza della Chiesa di Roma. L’abbazia assunse così il ruolo di feudo imperiale, rafforzando la propria posizione strategica e la propria autonomia.

Papi, re e imperatori concessero ulteriori privilegi all’abbazia, mentre il suo patrimonio si estendeva attraverso castelli, chiese, villaggi e proprietà agricole. Farfa arrivò così a esercitare una notevole influenza religiosa, economica e politica su un territorio molto vasto.

Cosa vedere nell’Abbazia di Farfa

Basilica di Santa Maria

La visita comincia dalla Basilica di Santa Maria. L’interno è diviso in tre navate da colonne romane di reimpiego e raccoglie opere realizzate in epoche diverse.

Nelle cappelle laterali si trovano opere di Orazio Gentileschi e della sua bottega, mentre nella basilica sono presenti anche opere dei fratelli Zuccari e di Hendrik van der Broek e della sua formazione veneto-fiamminga.

Il campanile di Farfa

Accanto alla basilica si trova il campanile romanico. La parte inferiore conserva murature di epoca carolingia, mentre le altre porzioni appartengono a fasi successive del complesso.

Il chiostro

Il percorso di visita comprende anche il chiostro rinascimentale, costruito nella seconda metà del XVI secolo per volere del cardinale Alessandro Farnese.

Dal chiostro è visibile l’ingresso della cripta della basilica medievale, accanto alla quale si trova un sarcofago di epoca romana. Il percorso prosegue nell’antico refettorio monastico, decorato con affreschi del XVII secolo, e nell’aula capitolare.

La biblioteca e il patrimonio documentario

La storia di Farfa è legata anche ai libri e alla conservazione del sapere. Lo scriptorium dell’abbazia era già attivo nell’alto Medioevo e contribuì alla produzione e alla trasmissione di manoscritti.

La Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Farfa conserva oggi oltre 50.000 volumi, tra cui manoscritti medievali e incunaboli. Il patrimonio manoscritto comprende anche circa 450 volumi e circa 270 pergamene.

Il borgo di Farfa

Il borgo di Farfa fa parte della visita tanto quanto l’abbazia. Le vie sono brevi e si percorrono facilmente a piedi, tra case in pietra, abitazioni addossate una all’altra, botteghe e piccole attività.

La presenza dei locali artigianali è legata anche alla storia commerciale del paese. Per secoli Farfa fu sede di fiere organizzate dai monaci, che richiamavano mercanti e visitatori.

Passeggiando per il borgo si incontrano particolari architettonici e tracce delle antiche attività che rischiano di passare inosservati se si percorrono le strade soltanto per raggiungere la basilica.

Visitare l’Abbazia di Farfa

L’abbazia è un monastero ancora attivo e le visite si svolgono nel rispetto delle attività della comunità monastica.

La visita guidata comprende la basilica e diversi ambienti del complesso, tra cui il corridoio d’ingresso, il chiostrino, l’antico refettorio, l’aula capitolare e il chiostro rinascimentale. Il percorso permette, inoltre, di vedere la cripta della basilica medievale e le sale dedicate alla storia di Farfa.

Informazioni utili per la visita

Le visite dell’Abbazia di Farfa sono organizzate nel rispetto delle attività della comunità monastica.

Per le visite individuali e i gruppi inferiori a dieci persone non è richiesta la prenotazione, mentre per i gruppi organizzati è necessario prenotare.

Gli orari di apertura, i costi delle visite guidate e le modalità di accesso possono variare nel corso dell’anno. Prima di partire è quindi consigliabile consultare le informazioni ufficiali dell’Abbazia di Farfa per verificare gli aggiornamenti e organizzare la visita.

Come arrivare all’Abbazia di Farfa

Da Roma si percorre la via Salaria in direzione di Rieti, passando per Passo Corese. Da qui si prosegue sulla via Farense e poi sulla Strada degli Inglesi fino a raggiungere Farfa.

Per chi arriva in auto, l’Abbazia consiglia di utilizzare il parcheggio esterno al borgo e di proseguire poi a piedi verso il centro storico e il complesso abbaziale.

Da Roma in auto

Da Roma si raggiunge la Sabina seguendo la via Salaria e proseguendo poi in direzione di Fara in Sabina e Farfa.

Una volta arrivati al borgo, si può proseguire a piedi per raggiungere l’abbazia.

Con i mezzi pubblici

Farfa può essere raggiunta anche con i mezzi pubblici, ma il collegamento con il borgo richiede di verificare gli spostamenti locali. L’Abbazia indica come riferimenti per organizzare il viaggio i servizi ferroviari di Trenitalia e quelli degli autobus Cotral. Prima della partenza è quindi consigliabile controllare gli orari aggiornati e le coincidenze disponibil.

Farfa e le altre grandi abbazie benedettine

L’Abbazia di Farfa può essere inserita in un itinerario alla scoperta dei grandi monasteri benedettini del Lazio. Insieme ai monasteri di Subiaco e all’Abbazia di Montecassino, Farfa racconta una parte importante della storia del monachesimo benedettino nell’Italia centrale.

Le tre abbazie hanno però storie e caratteristiche molto diverse. A Subiaco il percorso è legato soprattutto alla figura di San Benedetto e alla sua esperienza eremitica nel Sacro Speco; Montecassino è il luogo fondato dallo stesso San Benedetto intorno al 529 e considerato la casa madre della tradizione benedettina.

Farfa offre invece un’altra prospettiva: nata in Sabina tra il VI e il VII secolo e divenuta nei secoli successivi una potente abbazia imperiale, permette di conoscere il ruolo religioso, economico e politico che un grande monastero poteva avere nel territorio medievale.

Visitare Farfa può quindi essere l’occasione per proseguire il viaggio verso Subiaco e Montecassino, seguendo un itinerario tra monasteri, paesaggi e testimonianze della lunga storia benedettina dell’Italia centrale.

Domande frequenti sull’Abbazia di Farfa

Quanto costa visitare l’Abbazia di Farfa?

L’accesso alla basilica e le modalità di visita possono variare. Per conoscere i costi aggiornati delle visite guidate è consigliabile consultare il sito ufficiale dell’Abbazia di Farfa prima di partire.

Quanto tempo serve per visitare l’Abbazia di Farfa?

Per visitare l’abbazia e passeggiare nel borgo è consigliabile considerare almeno mezza giornata, soprattutto se si vuole vedere il complesso senza fretta.

Cosa vedere nel borgo di Farfa?

Oltre alla basilica e agli ambienti dell’abbazia, vale la pena percorrere le vie del borgo, dove si trovano antiche abitazioni, botteghe e testimonianze legate alla storia commerciale di Farfa.

Farfa può essere solo l’inizio. Se vuoi continuare a esplorare questo angolo del Lazio, nella nostra guida alla Sabina trovi altri borghi, luoghi da vedere e itinerari da percorrere lentamente.

Continua il viaggio nella Sabina

Foto immagine: @Livio Andronico 2013

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