Acquapendente è il primo paese laziale posto lungo la Via Francigena e deve il suo sviluppo proprio alla strada che nel Medioevo collegava Canterbury alla città di Roma. Il luogo di maggiore interesse per i pellegrini medievali e per quelli contemporanei è rappresentato dalla basilica del Santo Sepolcro, realizzata nel X secolo. Vediamo perché questo monumento è diventato così importante e perché ancora oggi suscita emozioni.

ACQUAPENDENTE, L’INTERNO DELLA BASILICA DEL SANTO SEPOLCRO

Acquapendente, la cripta della Basilica del Santo Sepolcro

Acquapendente, la cripta della Basilica del Santo Sepolcro

La basilica del Santo Sepolcro, rimaneggiata nel corso del Settecento, racchiude, nella parte sottostante il transetto, la parte più antica e più importante dell’edificio: la cripta che ospita un’edicola con le sembianze del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Proprio per tale motivo, in un documento risalente al 993, la città di Acquapendente viene denominata Hierusalem, Gerusalemme appunto, segno evidente che il luogo di culto già esisteva in quel periodo. Consacrata nel 1149, la chiesa divenne ben presto conosciuta ed i pellegrini non mancavano di visitarla e rendere omaggio alle reliquie qui contenute.

La cripta, di stile romanico, rappresenta un gioiello dell’arte medievale ed è veramente ben conservata. Suddivisa in nove piccole navate con volta a crociera, presenta numerose colonne decorate con capitelli scolpiti con immagini di grande varietà compositiva: figure zoomorfe si alternano a decorazioni di carattere vegetale. Sulle pareti sono ancora visibili tracce di affreschi recanti immagini di santi ed una Natività.

Acquapendente, il sacello nella Cripta della Basilica del Santo Sepolcro

Acquapendente, il sacello nella Cripta della Basilica del Santo Sepolcro

La parte più importante per i pellegrini che solcano la Via Francigena è custodita all’interno della cripta. Attraverso una scalinata è possibile scendere, infatti, all’interno di un sacello posto al di sotto del pavimento e visitare la riproduzione più antica del Santo Sepolcro, una copia in miniatura del sepolcro della Città Santa, il luogo in cui venne tumulato il corpo di Cristo dopo la crocifissione. Al suo interno sono conservate delle reliquie portate in loco da cavalieri cristiani di Acquapendente tornati in patria nel 1099, al temine dalla prima Crociata: si tratta di pietre intrise del sangue di Gesù.

Perché la basilica del Santo Sepolcro ospita questa riproduzione in miniatura del luogo sacro per eccellenza di Gerusalemme? Durante il Medioevo si usava costruire copie del luogo-simbolo per i cristiani, strutture che riproducevano il monumento più rilevante per i credenti in modo che anche i pellegrini meno giovani e meno in salute potessero rendere omaggio al Santo Sepolcro, senza la necessità di giungere fino alla meta finale che era Gerusalemme. Proprio qui ad Acquapendente, a 150 chilometri da Roma, è custodita la copia più antica del luogo sacro e merita di essere visitata.

 

Nelle vicinanze: 
Castro, una città nel bosco
Sorano, il fascino della città del tufo
Viaggio nel viterberse: Torre Alfina e il suo castello