Con una vista così bella, perché mai avrebbe dovuto lamentarsi!!!!!!”. Ci troviamo ad Aliano, nel cuore della Basilicata, un piccolo paese arroccato su speroni di argilla, che donano al paesaggio circostante un aspetto lunare. Sebbene disti poco più di un’ora di viaggio dal paese delle mie vacanze estive, e sebbene mi fossi da tempo ripromessa di visitarlo, le estati man mano sono scivolate via, una dopo e l’altra, e il finale si è ripetuto sempre uguale a se stesso: “l’anno prossimo sicuramente…”

LA VITA AD ALIANO IN BASILICATA AI TEMPI DI CARLO LEVI

Nell’afosa estate del 2023, caratterizzata da un’alternanza di giornate torride e pomeriggi dal cielo plumbeo, finalmente Aliano è apparsa alla mia vista, o meglio alla nostra. Il nostro sparuto gruppo è composto da sei persone, spinte da differenti ed eterogenee motivazioni, anche se non tutti conoscevano a fondo l’importanza di questo paese, divenuto famoso per essere stato luogo di confino tra l’altro di Carlo Levi, il cui nome si lega indissolubilmente alla sua opera principale “Cristo si è fermato a Eboli”.

Iniziamo la visita da quella che fu la casa che lo ospitò per la maggior parte dei mesi della sua permanenza, che come recitano le sue stesse parole: “si era trovata ad essere l’ultima sull’orlo del precipizio “ composta da pochi ambienti, a completarla un’ ampia terrazza, che li sovrasta tutti, dotata di una pavimentazione a scacchiera, che però non suscitava in lui note di apprezzamento, piuttosto lo infastidiva.”

Ed ecco mentre ci soffermiamo ad ammirare il paesaggio così peculiare e cerchiamo di coglierne la maestosità che sento pronunciare quella frase. Sorrido, conscia di tutta l’ingenuità intrinseca in questa affermazione. E ripenso a Carlo Levi, quest’uomo del nord, benestante, laureato in Medicina, la cui passione viscerale per la pittura lo portarono ad accantonare la professione di medico. Era fortemente convinto che l’attività artistica e quindi la pittura fossero una forma di espressione di libertà, e tale orientamento andò a scontrarsi con la retorica dell’arte fascista, ancorata al più greve conformismo, raggiungendo l’apice della contrapposizione a seguito dell’adesione al movimento antifascista “Giustizia e Libertà“.
Il prezzo che fu costretto a pagare fu dapprima la prigionia, tramutata ben presto nel confino. Il primo paese ad accoglierlo fu Grassano, al quale dedicherà sempre parole lodevoli e calorose e poi, dopo un nuovo ordine appunto Aliano.

Ed ecco dopo un ultimo saluto, di nuovo in viaggio, anche se questa volta molto più breve, ogni tornante lo avvicinava sempre di più a quel paese che solitario e abbarbicato si delineava tra i calanchi di Aliano. Chissà quali pensieri avranno afflitto la sua mente, quali paure avranno tormentato il suo cuore, di fronte all’ignoto della nuova realtà che lo avrebbe dovuto ospitare per i successivi tre anni della sua vita.

Calanchi di Aliano

Calanchi di Aliano

Numerosi erano i confinati già presenti, per i quali vigeva l’assoluto divieto di incontrarsi fra loro, ma fin dal suo arrivo si comprese che per Levi molte cose sarebbero state diverse, forse per la fama che lo procedeva. Ed ecco che, al calar della sera del suo primo giorno ad Aliano, ritrovatosi nella piazza del paese, con modalità diverse, i galantuomini si avvicinavano a lui, sebbene fosse confinato, come in una danza, ove la sala da ballo era la piazza del paese. E i passi di tale danza erano scanditi da raccomandazioni, avvertimenti, suggerimenti.

Ad aprir le danze primo cittadino, che tosto lo venne instradare, attraverso un dettagliato resoconto, nelle cristallizzate dinamiche locali, schierate su due fronti, tra loro in netto contrasto, da una parte i cosiddetti galantuomini, dall’altra coloro non erano neanche di essere definiti “Cristiani” i contadini.

A questo indottrinamento, si aggiunsero i primi contatti con le altre figure preminenti del paese, i due medici, il brigadiere, l’avvocato. E fu così che immediatamente Levi comprese chiaramente come l’odio permeasse le loro anime, che trapelavano con forza dalle loro parole.

I contadini invece, da principio erano solo ancora un rumore di zoccoli, del loro perpetuo incedere verso il duro lavoro nei lontani campi, come sveglia al mattino presto e come segnale dell’imminente crepuscolo. E le donne, accorse in gruppo, a chiedere che lui, un medico vero, che finalmente potesse curare i loro bimbi, accusate di essere streghe, che preparavano filtri, capaci di somministrarli con i più variegati stratagemmi.
A fronte di tutto questo con il trascorrere dei giorni rafforzarono in lui avversità contro i galantuomini, il cui mondo era permeato solo da forti risentimenti e desiderio di risalva, a discapito dei contadini, uniche vere vittime di questa società stratificata, mentre un sempre maggior desiderio e curiosità lo portavano verso le tradizioni, dinamiche e persino le credenze che li avevano permeati.

Aliano e Carlo Levi

Aliano e Carlo Levi

Ed ecco quindi emergere con tutta la sua prorompenza la grandezza di Carlo Levi, che sebbene venne privato della libertà personale, costretto al confino nel profondo sud, catapultato in una realtà diametralmente opposta alla sua, piuttosto che rinnegare tale esperienza, e ricordarla con parole di rancore e distacco, si immerse totalmente in essa, al punto tale che “l’esilio lucano” lo segnerà definitivamente. Fu così che si formò in lui la coscienza di una questione meridionale, della consapevolezza delle quotidiane e incessanti vessazioni a cui doveva piegarsi il mondo contadino, comprendendo l’umanità celata di quei “rinnegati” da Dio, come loro stessi si appellavano. Il suo animo non fu travolto da astio, risentimento, negazione, ma prevalse una totale e penetrante empatia.

COSA VEDERE A ALIANO

Riprendiamo ora la nostra visita, ove il passato si intreccia e si sovrappone al presente, lasciando la casa che ancor si affaccia sul precipizio, perdendosi tra i vicoli di questo peculiare paese che si trova: “in una specie di sella irregolare in mezzo a profondi burroni pittoreschi”, senza tralasciare la Pinacoteca, una eccezionale raccolta, che alterna le sue opere a una mostra fotografica inerente la sua vita personale.
I pensieri che lo accompagnarono in quel viaggio tra i calanchi rimarranno si sempre un mistero, ma certezza che Aliano lo conquistò e segnò ineluttabilmente il prosieguo della sua esistenza sono una certezza, al punto tale che scelse di essere proprio li sepolto.

Terminiamo il nostro lento e incessante cammino nel luogo dell’eterno riposo, lo sguardo che si posa sulla tomba, semplice ma perfettamente posizionata a strapiombo, affacciata verso il paese e la casa in cui aveva vissuto e ora possiamo veramente affermare: “Con una vista così bella, perché mai dovrebbe lamentarsi”.

Ringraziamo Francesca Lanza per l’articolo e per le foto.

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