L’antica Monterano, città abbandonata

Monterano

Un paese arroccato sul tufo quasi del tutto sconosciuto, un borgo fantasma che racchiude atmosfere particolari, sapori di vite oramai passate, resti di esistenze scivolate via, di pietre, di chiese, di fontane e di roccia. Tutto avvolto dalla vegetazione. Questa è l’antica Monterano, la città perduta arroccata su una altura racchiusa dal fiume Mignone e dal fosso Bicione. Spopolatasi intorno al 1700 a causa della malaria e poi definitivamente abbandonata nel 1799 a causa del saccheggio perpetrato dai Francesi, l’antica Monterano conserva il fascino del tempo trascorso.

Antica Monterano, la Fontant del leone di Bernini

Antica Monterano, la Fontant del leone di Bernini

Un’atmosfera surreale in cui lo scorrere degli anni si è cristallizzato in antiche chiese ed abitazioni diroccate immerse nella natura. Sembra di rivivere in un lontano passato, fissato per sempre nelle sue pietre e nelle sue rovine.

Questo luogo è stato il set cinematografico di numerosi film tra cui Guardie e Ladri (1951), Ben Hur (1959), Brancaleone alle Crociate (1970) e Il Marchese del Grillo (1981).

Le rovine si trovano all’interno della Riserva Naturale Monterano, territorio costituito da una ricca varietà arborea. Basti pensare che in questo territorio convivono alberi caratteristici di aree mediterranee, appenniniche e balcaniche: il leccio, il faggio, il bagolaro ma anche il carpino, l’acero, il castagno, il corbezzolo. Tra le piante si osservano l’orchidea, la primula ed il bucaneve. Ricco è anche il patrimonio faunistico come il gatto selvatico, l’istrice, la salamandra dagli occhiali, il nibbio, l’assiolo e la civetta.

ANTICA MONTERANO, IL SENTIERO NATURA BICIONE

Il percorso è abbastanza semplice, non presenta terreno sconnesso o passaggi difficoltosi. L’inizio del sentiero Natura Bicione si trova in prossimità del parcheggio Diosilla; da qui si scende lungo uno sterrato costeggiando l’omonima cascata e, poco dopo, si giunge in una grotta dove in passato veniva estratto lo zolfo. Superato un ponticello di legno si arriva a delle polle di acqua sulfurea.

Oltre i rivoli di acqua si comincia a salire verso l’antica Monterano. Si incontra, per primo, l’acquedotto costruito nel Seicento su due file di arcate e denominato Ponte del Diavolo.

LA LEGGENDA DEL PONTE DEL DIAVOLO

Secondo una leggenda, i cittadini canalesi, nel corso dei secoli, cominciarono a mostrare sempre più l’esigenza di una via di comunicazione con i luoghi vicini, per poter evitare le zone boschive ed impervie.  Per superare questa difficoltà si presentò il diavolo in persona che ad un monaco del luogo chiese un sacrificio di quattro persone. In cambio avrebbe costruito un ponte in una sola notte. Il mancato pagamento del pegno da parte del prelato diede il via ad una maledizione lanciata dal demone stesso. Il paese fu prima colpito da un’epidemia di malaria e, poco dopo, dalla devastazione operata dall’esercito francese.

I RUDERI DELL’ANTICA MONTERANO

Monterano - Acquedotto del XVII secolo

Monterano – Acquedotto del XVII secolo

Si prosegue quindi e, inerpicandosi sull’altura posta alle spalle dell’acquedotto, si incontra la costruzione più imponente dell’antica Monterano: il palazzo ducale o castello Orsini-Altieri, eretto con molta probabilità nel corso dell’VIII secolo e più volte rimaneggiato. Nel 1679 Gian Lorenzo Bernini costruì un loggiato a sei arcate che univa le due torri e costruì, su una delle pareti, la Fontana del Leone, raffigurante l’animale che fa zampillare l’acqua dalla roccia.

Dopo avere visitato i ruderi della chiesa di Santa Maria e di San Rocco, che si trovano vicino al palazzo ducale, si percorre un breve tratto di strada che conduce ad una spianata erbosa in cui sorgono la chiesa ed il convento di San Bonaventura, progettati sempre dal Bernini. All’interno della navata unica è presente una pianta di fico, all’esterno la copia della fontana ottagonale dello scultore. L’originale è collocata davanti alla piazza del comune di Canale Monterano.

Oltrepassato il convento, si supera una staccionata e si comincia a scendere, seguendo sempre il percorso che conduce al parcheggio.

COME ARRIVARE DAL PERCORSO AD ANELLO

  • PARTENZA ED ARRIVO: PARCHEGGIO DIOSILLA
  • COLORE SENTIERO: ROSSO
  • DISTANZA: 3,5 KM
  • DISLIVELLO: 130 METRI
  • TEMPO TOTALE: 1.30 ORA
  • DIFFICOLTA’: FACILE

 

 

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