Ariccia è uno dei borghi più conosciuti dei Castelli Romani e una delle mete più apprezzate per una gita fuori porta da Roma. Il suo nome oggi è innegabilmente legato alla porchetta, ma il paese conserva un patrimonio storico e artistico molto più ampio che vale la pena conoscere.
Nel centro storico si concentrano alcuni importanti edifici del Seicento, nati dal progetto di trasformazione voluto dalla famiglia Chigi e affidato a Gian Lorenzo Bernini e Carlo Fontana. Piazza di Corte, Palazzo Chigi e la Collegiata di Santa Maria Assunta costituiscono il nucleo monumentale della visita.
A questi si aggiungono il ponte, il Parco Chigi e il Santuario di Santa Maria di Galloro.
Ariccia si presta bene a una visita a piedi e può essere visitata in una giornata, abbinando monumenti, storia, paesaggio e cucina locale.
La storia di Ariccia
Le origini di Ariccia sono molto antiche. Sappiamo con certezza che Aricia era uno dei centri più importanti della Lega Latina e aveva un ruolo significativo nel Lazio già prima della nascita di Roma.
Dopo la sconfitta della Lega Latina nel 338 a.C., Aricia entrò nell’orbita romana. La sua posizione lungo la Via Appia, che collegava Roma con Capua e – dopo il suo prolungamento – con Brindisi, ne accrebbe l’importanza e la rese un punto di passaggio per commercianti, viaggiatori e militari.
Dopo la caduta dell’Impero romano, Ariccia attraversò un lungo periodo di declino. Nel Medioevo il territorio tornò progressivamente a svilupparsi e il feudo passò sotto il controllo di diverse famiglie nobiliari, tra cui i Savelli.
La svolta arrivò nel 1661, quando il feudo venne acquistato per 358.000 scudi passando dalle mani dei Savelli ai Chigi. Papa Alessandro VII affidò a Gian Lorenzo Bernini e Carlo Fontana la trasformazione del borgo.
Il progetto interessò la piazza, la chiesa e il palazzo e diede ad Ariccia l’aspetto monumentale e decisamente barocco che ancora oggi caratterizza il centro storico.
Cosa vedere ad Ariccia
Ariccia è un borgo piccolo e raccolto, e il suo centro storico si visita facilmente senza dover fare grandi spostamenti. Una volta parcheggiata l’auto, si può procedere a piedi alla scoperta del centro storico e dei suoi più importanti edifici e monumenti.
Piazza di Corte e la Collegiata di Santa Maria Assunta
Piazza di Corte è il cuore del centro storico e il punto da cui si può partire per comprendere meglio il progetto urbanistico di Bernini.
La piazza venne ridisegnata a partire dal 1661 nell’ambito della trasformazione di Ariccia voluta dalla famiglia Chigi. Palazzo Chigi e la Collegiata di Santa Maria Assunta si affacciano sulla piazza ai lati della Via Appia e furono concepiti come parti di un unico progetto monumentale.
La Collegiata venne progettata da Bernini e costruita in pochi anni: nel 1665 era stata innalzata e consacrata dal pontefice Alessandro VII. La pianta di forma circolare e l’imponente cupola ci richiamano alla memoria il Pantheon e il richiamo al celebre monumento di epoca romana era stato voluto dal papa che aveva commissionato l’opera.
La facciata della chiesa è coperta da un ampio portico a tre fornici che richiama nella struttura i due edifici ai lati dell’entrata: il Casino del Governatore ed il Casino del Ministro,
All’interno Antonio Raggi, allievo del Bernini, si è occupato dell’abbellimento della cupola, decorandola con 16 angeli in stucco e con cassettoni di dimensioni diverse. L’abside, invece, è stato affrescato dal Borgognone che ha dipinto un’Assunzione.
Palazzo Chigi
Sull’altro lato della piazza si trova Palazzo Chigi, uno dei principali monumenti di Ariccia, che merita una visita soprattutto per la straordinaria ricchezza dei suoi ambienti interni.
L’edificio apparteneva originariamente alla famiglia Savelli e venne modificato e ampliato nel 1672 per volontà dei Chigi, con l’intervento di Carlo Fontana e Gian Lorenzo Bernini. Il risultato è una delle più significative testimonianze dell’architettura barocca dei Castelli Romani.
Il palazzo conserva gran parte degli ambienti della residenza storica e permette di immergersi nell’atmosfera e nello sfarzo della vita di una grande famiglia aristocratica del Seicento. Le sale, ancora riccamente arredate e decorate secondo il gusto dell’epoca, custodiscono dipinti, sculture, mobili, affreschi e numerosi elementi decorativi originali.
Tra gli ambienti più interessanti ci sono le camere da letto, caratterizzate dai preziosi letti a baldacchino, e la Sala delle Belle, così chiamata per i ritratti di nobildonne romane che ne decorano le pareti. Meritano attenzione anche i grandi saloni di rappresentanza e, sul lato orientale del palazzo, la Sala da Pranzo d’Estate, uno degli ambienti più suggestivi della residenza. Le volte del soffitto sono decorate con affreschi che evocano un cielo turchino attraversato da nuvole bianche e stormi di uccelli in volo, creando un raffinato effetto scenografico tipicamente barocco.
Palazzo Chigi ospita inoltre il Museo del Barocco Romano, che raccoglie opere di importanti artisti del Seicento e del Settecento e completa la visita offrendo un interessante percorso alla scoperta della pittura e della cultura figurativa barocca.

Parco Chigi
Accanto a Palazzo Chigi si trova il Parco Chigi, l’antica tenuta della famiglia che ancora oggi rappresenta una delle aree verdi più suggestive di Ariccia.
Il nucleo originario apparteneva ai Savelli e comprendeva già una parte di bosco destinata anche alla caccia. Dopo l’acquisto del feudo da parte dei Chigi, la tenuta venne progressivamente ampliata attraverso l’acquisto di nuovi terreni e di alcune vigne, fino a raggiungere un’estensione di circa 28 ettari.
Il parco venne quindi risistemato con la realizzazione di nuovi percorsi, fontane e altri elementi architettonici, mantenendo però un carattere prevalentemente naturale. A differenza dei giardini formali tipici delle grandi residenze nobiliari, qui sono soprattutto il bosco e il paesaggio a dominare la scena.
Passeggiando tra i sentieri si incontrano grandi alberi, zone ombrose e testimonianze del passato della tenuta. Non mancano inoltre tracce legate all’antica Aricia romana, che ricordano quanto sia antico il territorio su cui sorge l’attuale Ariccia.
La visita del parco completa idealmente quella di Palazzo Chigi, permettendo di scoprire non soltanto la residenza della famiglia, ma anche il paesaggio nel quale la tenuta nobiliare era inserita.
Locanda Martorelli e il Grand Tour
Tra Settecento e Ottocento Ariccia entrò negli itinerari del Grand Tour, il viaggio attraverso l’Italia compiuto da artisti, scrittori e viaggiatori europei.
La vicinanza a Roma, la presenza dei resti dell’antica Aricia e il paesaggio dei Colli Albani resero il paese una tappa interessante per i viaggiatori stranieri.
La Locanda Martorelli è legata proprio a questo periodo: qui soggiornarono numerosi artisti e viaggiatori del Grand Tour, tra cui i pittori J.M.W. Turner e Jean-Baptiste-Camille Corot, attratti dal paesaggio dei Castelli Romani e dalle testimonianze dell’antichità.
Il Ponte Monumentale
Non si può visitare Ariccia senza soffermarsi sul Ponte Monumentale, uno dei simboli più riconoscibili della città e una delle opere architettoniche che ne caratterizzano maggiormente il paesaggio.
Il ponte venne costruito nella prima metà dell’Ottocento e fu ultimato nel 1854, per superare il profondo vallone che separava Ariccia da Albano Laziale e permettere alla Via Appia di raggiungere più agevolmente il centro abitato. La sua realizzazione rappresentò un’importante opera di ingegneria per l’epoca e contribuì a migliorare i collegamenti tra Ariccia e gli altri centri dei Castelli Romani.
La struttura, imponente e facilmente riconoscibile, si sviluppa su più livelli di archi e raggiunge un’altezza considerevole rispetto al vallone sottostante. Proprio le sue dimensioni – ha una lunghezza di 312 metri e un’altezza di 59 – rendono il Ponte Monumentale particolarmente spettacolare.
Per apprezzarne meglio le proporzioni e l’inserimento nel territorio, vale la pena osservarlo da diversi punti di Ariccia, soprattutto dalle strade e dagli affacci che permettono di coglierne l’intera struttura.

Santuario di Santa Maria di Galloro
Lungo la Via Appia, a poca distanza dal centro di Ariccia in direzione di Genzano, si trova il Santuario di Santa Maria di Galloro, uno dei luoghi di culto più importanti della città.
La storia del santuario è legata a una piccola immagine della Madonna con il Bambino, rinvenuta nel 1621 su un masso di peperino nel vallone di Galloro. La devozione verso l’immagine crebbe rapidamente e nel 1624 venne posta la prima pietra del santuario, con l’approvazione di papa Urbano VIII.
Il legame tra la Madonna di Galloro e gli abitanti di Ariccia si rafforzò pochi decenni dopo, durante la peste del 1656. Secondo la tradizione locale, mentre l’epidemia colpiva Roma e diversi centri dei Castelli Romani, Ariccia venne risparmiata grazie all’intercessione della Vergine. L’episodio alimentò ulteriormente la devozione popolare e ancora oggi è ricordato nelle celebrazioni dedicate alla Madonna.
Il santuario assunse l’aspetto attuale soprattutto dopo l’arrivo dei Chigi. Tra il 1661 e il 1663 papa Alessandro VII affidò a Gian Lorenzo Bernini alcuni importanti interventi di ampliamento e decorazione. All’architetto si devono, tra l’altro, la caratteristica facciata e parte della sistemazione interna della chiesa.
All’interno, sopra l’altare maggiore, è ancora custodita l’immagine della Madonna di Galloro, cuore della devozione al santuario. La visita è quindi interessante non solo per chi è legato alla tradizione religiosa, ma anche per chi vuole conoscere un altro capitolo della storia barocca di Ariccia.
La porchetta di Ariccia
La Porchetta di Ariccia IGP è il prodotto che più di ogni altro identifica la città, tanto da essere diventata uno dei simboli gastronomici dei Castelli Romani.
La si trova nelle fraschette, nelle osterie e nelle trattorie del centro e dei dintorni. Il modo più semplice per assaggiarla è anche quello più tradizionale: dentro un panino.
La cucina locale comprende anche molti piatti della tradizione romana e castellana, che si possono trovare nei menu delle trattorie.
Per chi arriva ad Ariccia, il pranzo è una parte importante della visita, soprattutto nel fine settimana, quando il paese richiama molti visitatori proprio per la sua tradizione gastronomica.
Ariccia in un giorno: l’itinerario
Una giornata è sufficiente per vedere i principali luoghi di interesse senza dover concentrare troppe visite. Qui di seguito proponiamo un tour per apprezzare i monumenti principali della cittadina laziale.
Mattina
Il punto di partenza è Piazza di Corte. Da qui puoi visitare la Collegiata di Santa Maria Assunta e Palazzo Chigi.
Terminata la visita, puoi proseguire a piedi verso il Ponte Monumentale e dedicarti alla scoperta delle vie del centro storico.
Pranzo
Per il pranzo puoi scegliere una fraschetta o una trattoria e assaggiare la porchetta di Ariccia insieme agli altri piatti della cucina locale.
Nel fine settimana è consigliabile considerare l’affluenza nelle ore centrali della giornata, quando le attività di ristorazione sono più frequentate.
Pomeriggio
Il pomeriggio può essere dedicato al Parco Chigi.
In alternativa, se preferisci continuare l’itinerario storico, puoi raggiungere il Santuario di Santa Maria di Galloro.
Con più tempo a disposizione puoi dirigerti verso uno degli altri borghi dei Castelli Romani come Genzano o Castel Gandolfo, a pochi minuti di macchina.
Come arrivare ad Ariccia da Roma
Ariccia si trova a circa 25 chilometri da Roma e può essere raggiunta in auto o con i mezzi pubblici.
In auto
Da Roma si segue la Via Appia in direzione dei Castelli Romani, passando per Ciampino e Albano Laziale.
Arrivare è semplice, mentre il parcheggio può essere più problematico.
Nel weekend trovare posto vicino al centro può essere difficile, soprattutto la domenica e nelle giornate di maggiore affluenza. La situazione peggiora quando sono in programma mercati, fiere, sagre o altre manifestazioni.
Il Parcheggio Bernini, gratuito, si trova sotto il Ponte Monumentale ed è una delle soluzioni più comode per raggiungere il centro. Dal parcheggio si può utilizzare l’ascensore (a pagamento) che collega la zona con Piazza di Corte.
Se vai ad Ariccia di domenica, soprattutto a pranzo, è consigliabile arrivare presto. Nei giorni di eventi è inoltre opportuno controllare prima eventuali modifiche alla viabilità.
Con i mezzi pubblici
Ariccia è raggiungibile da Roma con i collegamenti Cotral verso i Castelli Romani.
Un’altra possibilità è utilizzare la linea ferroviaria FL4 fino ad Albano Laziale e proseguire poi verso Ariccia con un autobus locale.
Quando visitare Ariccia
Ariccia può essere visitata durante tutto l’anno, ma se vuoi passeggiare con maggiore tranquillità nel centro storico è preferibile scegliere un giorno feriale. Il fine settimana, soprattutto la domenica a pranzo, il paese è invece più frequentato per la presenza delle fraschette e dei ristoranti.
Se vuoi visitare Palazzo Chigi e gli altri monumenti con maggiore calma, conviene arrivare al mattino. Prima della partenza è comunque consigliabile verificare gli orari di apertura delle attrazioni che vuoi visitare.
Alla scoperta dei Castelli Romani
Ariccia è un paese da visitare. In poche ore si possono incontrare architettura barocca, testimonianze dell’antica Aricia, paesaggi boschivi e una tradizione gastronomica profondamente legata al territorio. Il centro raccolto permette di visitare gran parte dei luoghi principali a piedi, rendendo il borgo una meta ideale per una gita da Roma e un ottimo punto di partenza per continuare la scoperta dei Castelli Romani.
Continua il viaggio: scopri la nostra guida ai Castelli Romani e lasciati ispirare per la prossima gita fuori porta da Roma.
Credits immagini: @Gigi Er Gigliola
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