Assisi al tempo dei Romani

foro assisi

[Piccolo preambolo a questo articolo: il terremoto che ha interessato il centro Italia, a distanza di mesi, ha modificato il flusso turistico nelle regioni colpite dal sisma (e non solo). Anche Assisi, pur non avendo subito danni e non essendo stata direttamente coinvolta nell’evento distruttivo, ha visto ridursi notevolmente il numero dei visitatori. Questo fenomeno si sta verificando in molti paesi dell’Italia centrale e sta mettendo a dura prova le economie locali. Marco Zubboli, libraio di Assisi, ha chiesto un piccolo aiuto a questo sito. Non avendo altra possibilità che quella legata alla scrittura, pubblichiamo questo articolo. I luoghi da raccontare ci sono stati suggeriti da Marco].

Se volessimo consigliare ad un ipotetico viaggiatore i monumenti ed i tesori di Assisi da visitare, di certo, non dimenticheremmo di indicare la basilica di San Francesco, quella di Santa Chiara e la cattedrale di San Rufino.

Conosciuta soprattutto per il patrimonio artistico medievale e per il suo valore spirituale, Assisi deve la sua visibilità alla figura di Francesco e al passaggio nel suo territorio di artisti come Cimabue, Giotto, Pietro Lorenzetti e Simone Martini. Eppure, al di là della sua età dell’oro riferibile al XIII e XIV secolo, la cittadina umbra nasconde siti archeologici di estremo valore ed indubbia qualità. Quasi tutti al di sotto del piano stradale attuale, ciascuno risalente al tempo dei Romani.

Il tempio di Minerva ad Assisi

Il tempio di Minerva ad Assisi

Nel corso delle stratificazioni  dovute a nuovi innesti architettonici si iniziò un’opera di rimaneggiamento dei precedenti tessuti urbani e di sostituzione degli stessi con l’innesto di altri edifici. L’itinerario alternativo che potremmo, quindi, consigliare al viaggiatore che per la prima volta visita Assisi potrebbe partire dal centro del potere civile medievale: Piazza del Comune.

Sorta nel luogo in cui un tempo si trovava il Foro Romano, la piazza propone l’ardito accostamento dell’antico tempio romano di Minerva con la Torre del Popolo ed il palazzo del Capitano. Incastonato tra le due architetture medievali realizzate tra la fine del Duecento e l’inizio del Trecento, il tempio venne eretto tra l’inizio del I secolo a.C. e l’età augustea e deve il suo nome al ritrovamento di una statua femminile identificata come Minerva. Alcuni studiosi, non concordi con tale tesi, ritengono che l’edificio sacro fosse dedicato ad Ercole o a Castore e Polluce. Costituito da sei colonne scanalate su cui poggiano una trabeazione ed un frontone, il tempio e tutto il foro circostante vennero devastati nel corso dell’alto medioevo dalla discesa di Totila nel 545 e di Carlo Magno appena due secoli dopo.

Il foro romano ad Assisi

Il foro romano

Solo con la nascita del comune di Assisi nel 1198, la piazza riconquistò il suo ruolo centrale ma dell’impianto romano oramai non era sopravvissuto nulla se non il tempio che, nel corso dei secoli, subì varie trasformazioni, divenendo una chiesa dedicata a San Donato, quindi una residenza per i magistrati e successivamente un carcere. Dal XVI secolo è divenuto nuovamente un edificio sacro dedicato a Santa Maria della Minerva. Così lo descrive Goethe nel 1786 in Viaggio in Italia:

‘Finalmente giungemmo alla città veramente antica e, ecco, davanti ai miei occhi quell’illustre monumento, il primo completo monumento dell’antichità che io contemplavo. Un tempio non vasto come si addiceva ad una così piccola città e, tuttavia, così perfetto, così ben pensato che farebbe ovunque una bellissima figura’.

Se dell’antico tessuto urbano del periodo romano sopravviveva il solo tempio di Minerva, di tutti gli altri edifici religiosi, civili e pubblici si persero le tracce, ridotti ad un accumulo di macerie. Dopo le devastazioni perpetrate da Goti e Franchi, quelle rovine difatti servirono da fondamenta per i palazzi e le abitazioni erette successivamente. Soltanto nel 1836, a tre metri di profondità rispetto all’asse stradale attuale, sono stati rinvenuti gli edifici che costituivano il foro romano.

Centro nevralgico della vita civile e religiosa, l’area rappresentava la sede principale degli affari, della politica e dell’espressione del culto. L’accesso al Foro che ospita anche il Museo Archeologico si trova in Via Portica, proprio dietro la piazza del Comune; attraverso la cripta della ex chiesa di San Nicolò  si scende e di percorre un affascinante tragitto sotterraneo. Lungo la passerella che si snoda al di sotto dell’attuale piano di calpestìo e da cui è possibile vedere l’antica pavimentazione, si incontrano gli antichi edifici romani: i resti del tribunale con i seggi dei sette magistrati, l’antico tempio di Castore e Polluce, una cisterna monumentale, il muro di travertino con la scalinata che conduceva al tempio di Minerva, statue ed epigrafi.

Anfiteatro romano di Assisi

Anfiteatro romano di Assisi

Dirigendosi, infine, verso la trecentesca Porta Perlici si arriva all’anfiteatro romano, edificato nel corso del I secolo d.C. ed inglobato agli edifici medievali. Edificato in una depressione del terreno, era costituito da due file di gradinate e si ipotizza che al suo interno vi si ospitassero i combattimenti navali che tanto entusiasmavano i Romani. Nella cavea, in età medievale, vennero costruiti edifici ancora visibili  al suo interno, un classico esempio di riutilizzo di costruzioni precedenti.

1 Commento

  1. ortolani pacifica

    Lo scorso anno sono stata ad Assisi ad aprile e faceva freddissimo tanto che durante la notte è nevicato. Era la prima volta che entravo nella “porziuncola” e ne sono rimasta affascinata dalla sua bellezza per l’atmosfera spirituale che ne sprigiona. Ognuno di noi dovrebbe conoscere tante cose sulla città prima di visitarla per poter apprezzare al meglio tutte le bellezze della nostra cara Italia.

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