Autore archivio: Maurizio Carvigno

“E sognai di Cime Tempestose”: una guida per scoprire i luoghi di Emily Brontë

E sognai di Cime Tempestose. Viaggio nei luoghi del romanzo di Emily Brontë

Lo scorso maggio la casa editrice Alcheringa Edizioni ha pubblicato nella collana “Le Ametiste” un piccolo gioiello letterario, E sognai di cime tempestose, di Selene Chilla e Serena Di Battista, grandi amiche e creatrici del blog The Sisters’ RoomE sognai di Cime Tempestose, titolo bellissimo, è, come indicato dalle stesse due autrici, un viaggio nei luoghi del romanzo di Emily Brontë, un Virgilio in forma di libro che conduce il lettore nel mondo narrato dalla scrittrice inglese. Cinque capitoli che analizzano con uno stile mai didascalico i luoghi, la trama, la geografia, le case e molto altro di Cime Tempestose, proiettando il lettore in quel mondo che Selene e Serena hanno più volte visitato, fino a farlo definitivamente loro. Non solo una raffinata ricostruzione della trama di un romanzo “che combina romanticismo e realismo”, ma anche una puntuale critica letteraria di un’opera “molto complessa poiché non è basata su una normale sequenza cronologica di eventi”. (altro…)

Gaetano Bresci e l’assassinio del re Umberto I di Savoia

Umberto I, Gaetano Bresci, Fiorenzo Bava Beccaris

Domenica 29 luglio 1900, Monza. Umberto I di Savoia, re d’Italia dal 9 gennaio 1878, quando è succeduto al padre Vittorio Emanuele II, è appena sceso dai gradini del palco di un concorso ginnico. Sono le 22.30, il re sale sulla prima delle due carrozze regali e da questa si sporge per salutare la folla di atleti che si è accalcata intorno alla carrozza. Il sovrano ringrazia più volte quando dalla ressa un uomo, Gaetano Bresci, spara tre colpi di rivoltella contro il re. La confusione è tanta, i cavalli si impennano e la carrozza muove veloce verso la reggia. Umberto cade in avanti, contro le ginocchia del generale Avogadro di Quinto che, spaventato, gli chiede se sia ferito. “Non credo sia niente”, risponde il sovrano che pochi minuti dopo spira. La regina Margherita, quella a cui anni prima un pizzaiolo napoletano aveva dedicato la sua creazione più celebre, alla notizia della morte del marito rimane pietrificata. (altro…)

Cosa vedere a Rimini: viaggio tra storia, cinema e murales

Cosa vedere a Rimini

Rimini, da sempre, è sinonimo di mare, spiagge assolate, divertimento, locali notturni, piadine e balli infiniti. Ma Rimini è anche molto altro. È storia, arte, bellezza, memoria. Le radici di quella che fu Ariminum affondano nell’antichità. Furono i romani, infatti, a fondare la città. Nel 268 a.C. il senato romano inviò 6.000 coloni per creare l’insediamento urbano di Ariminum, dal nome del vicino fiume Ariminus, nome latino dell’attuale Marecchia. La scelta di quel luogo fu fatta essenzialmente per motivi logistici, trovandosi allo snodo fra strade quali la Flaminia, l’Emilia e la Popilia. Nel 90 a.C., a riprova del ruolo strategico rivestito dalla città, Ariminum divenne municipium, conquistando, così, una certa autonomia nel contesto romano.  (altro…)

Eccidio dei Romanov. Il sangue di Ekaterinburg e la tragica fine di una dinastia

Dinastia dei Romanov

La triste parabola discendente di Nicola II Romanov, l’ultimo imperatore di Russia, ebbe fatalmente inizio il giorno in cui morì il padre, Alessandro III. L’assurdità del sistema ereditario, a cui non a caso la saggezza degli antichi romani aveva posto rimedio attraverso l’introduzione del principio dell’adozione imperiale, fece sì che un ragazzo, poco più che ventenne, si trovasse sul trono del paese più grande del mondo. San Pietroburgo, 20 ottobre 1894*, Alessandro III è appena morto, Nicola, primogenito della plurisecolare famiglia dei Romanov è a tutti gli effetti il nuovo Zar di tutte le Russie. Nel suo diario scrive: “Mi gira la testa, non voglio crederci. Sembra inverosimile. Eppure, questa è la terribile realtà (…). È come se fosse morto un santo”. (altro…)

Largo Magnanapoli a Roma, un crocevia di storie e leggende

Largo Magnanapoli a Roma. I resti delle mura serviane

Snodo viario fra più importanti e caotici di Roma, Largo Magnanapoli è, innanzitutto, un crocevia di storie, leggende, luoghi storici, il tutto sotto il velo del mistero, a cominciare dallo stesso toponimo, la cui origine rimane, al netto delle ipotesi, ancora incerta. Diverse le teorie in merito. Dalla storpiatura di Balnea Pauli, stazione termale romana che sorgeva nella zona, alla contrazione di Magnus Neapolis Connestabilis, uno dei titoli dei Colonna, famiglia che aveva molti possedimenti in quest’area. Esiste, infine, una terza ipotesi, secondo la quale, il nome di Magnanapoli deriverebbe da bannum neapolis, una fortezza di origine bizantina presente nell’area. Toponimo a parte, Largo Magnanapoli è un luogo che meriterebbe davvero maggiore attenzione. (altro…)