San Bernardo alle Terme. Un piccolo Pantheon a due passi da Termini

San Bernardo alle Terme

La Chiesa di San Bernardo alle Terme, che veglia discreta l’omonima piazza di San Bernardo, è una di quelle presenze affogate nelle geometrie urbane, quasi anonima tra i palazzi attigui, le auto parcheggiate e il viavai di una delle strade che maggiormente rappresentano la frenesia ministeriale capitolina: via XX settembre.

Eppure, come la Città Eterna spesso insegna, sono  le chiese nascoste, distrattamente ignorate, superficialmente sfiorate, quelle che poi sorprendono nei dettagli e nelle suggestioni uniche.

La Chiesa deve la sua esistenza alla Contessa Caterina Sforza Cesarini, devota nipote di papa Giulio III che ne ordinò l’edificazione nel 1598 ed intese dedicarla al suo Santo di Chiaravalle e poi affidarla all’ordine da questi fondato, i Cistercensi. La particolarità è che fu riadattato lo spazio di uno dei torrioni delle antiche Terme di Diocleziano, i cui relitti, più o meno evidenti, coinvolgono un perimetro ampio di cui il torrione di San Bernardo rappresenta uno degli estremi.

E per comprendere appieno quale fosse l’effetto dell’edificio sul paesaggio, dobbiamo immaginare il contesto rurale e bucolico che l’area poteva avere fino alla fine dell’Ottocento.

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Villa Fogliano. Un sorprendente angolo esotico nell’Agro Pontino

Villa Fogliano vicino Latina

A pochi passi dal capoluogo pontino, sul lato orientale del lago costiero di Fogliano, resiste un luogo dalle molteplici suggestioni, straripante di biodiversità, in cui la flora esotica importata negli anni dagli antichi proprietari del fondo, si mescola alla vegetazione autoctona e alle piante di eucalipto post bonifica, dando vita ad un paesaggio pittoresco che rappresenta un unicum all’interno del Parco Nazionale del Circeo.

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Un tesoro restituito. La riapertura al pubblico di Palazzo Schifanoia

Palazzo Schifanoia

La riapertura al pubblico, seppure parziale, di Palazzo Schifanoia a Ferrara, delizia Estense tra le più incantevoli ed emblematiche, in questo periodo così cupo, rappresenta un piccolo tassello di rinascita, seguente un periodo di chiusura lungo otto anni, conseguenza di un sisma, quello che colpì l’Emilia nel 2012, che ferì l’intera Città di Ferrara e molti siti di notevole interesse e pregio.

L’attuale Palazzo, che giganteggia su via Scandiana, nel quadrante sudorientale della Città intra moenia, è il prodotto di numerosi rimaneggiamenti e ampliamenti, intervenuti nel corso dei secoli, alcuni dei quali rappresentano dei crimini contro il buon senso, oltre a denotare la superficialità di alcuni proprietari, come nel caso della famiglia Tassoni nel XVIII secolo.

Nonostante ciò, Palazzo Schifanoia è impareggiabile dal punto di vista emblematico, perché è l’unica residenza urbana della famiglia d’Este, a conservare in forma quasi originale un esteso ciclo figurativo realizzato dall’Officina ferrarese, una scuola pittorica tra le più qualificate del Rinascimento italiano: è il Salone dei Mesi, pezzo forte che incanta la vista e i sensi di chi ne varca la soglia.

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Via Prenestina a passo lento. Da Roma a Palestrina alla ri-scoperta di una strada antica

Via Prenestina antica

Un concerto di clacson nelle ore di punta, un groviglio di automobili che ospitano impazienti e frenetici avventori che, per un motivo o per l’altro, sono prigionieri del traffico che impazza nella Capitale in alcuni momenti della giornata: questa è una delle immagini che ci vengono in mente, oggi, quando evochiamo la via Prenestina. Un’arteria stradale che, per affluenza di veicoli e persone, non è mai passata di moda sin dall’epoca romana. Una circolazione viscosa sia dentro il Grande Raccordo Anulare – quando, allontanandosi dalla Roma intra moenia, si attraversano o lambiscono i quartieri della Roma popolare – sia all’esterno del “Sacro” GRA, quando una borgata dopo l’altra, Roma finisce e inizia il suo hinterland.

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Passetto del Biscione: un angolo inconsueto di Roma nascosta

Passetto del Biscione

“Cerca’ Maria pe’ Roma” è un’espressione che nella Città Eterna viene usata spesso per enfatizzare la difficoltà nel trovare qualcosa o qualcuno. Un modo di dire che ben rende l’idea di quanto possa essere ardua la ricerca di una donna con un nome comunissimo in una città molto grande. Eppure pochi sanno che la Maria protagonista del detto popolare non è una donna qualsiasi, bensì la Vergine in persona, ed in particolare la Madonna della Misericordia posta all’intero del Passetto del Biscione, uno dei luoghi segreti di Roma, un camminamento coperto, talmente mimetizzato nel tessuto urbano che, ora come nei secoli addietro, ha sempre messo in difficoltà chi andava a cercarlo.

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