Aggiornamento articolo: 26 agosto 2026
Nel cuore dell’Abruzzo, a circa 30 km da L’Aquila, Bominaco è un piccolo borgo medievale che custodisce uno dei complessi d’arte romanica e gotica più interessanti della regione. Frazione di Caporciano, Bominaco è dominato dai resti del castello e dalla sua torre cilindrica e conserva due straordinari edifici religiosi: la chiesa di Santa Maria Assunta e l’oratorio di San Pellegrino, celebre per i suoi affreschi.
Cosa vedere a Bominaco
Le origini del complesso religioso di Bominaco sono molto più antiche del borgo che oggi vediamo. Tra III e IV secolo il luogo sarebbe stato legato alla sepoltura di San Pellegrino e, nei secoli successivi, vi sorse un importante complesso monastico benedettino, entrato anche nell’orbita dell’abbazia di Farfa.

In contrasto continuo ed assiduo con la diocesi di Valva da cui è cominciato a dipendere dal 1093, il complesso benedettino ha vissuto la sua storia attraversando questa lunga conflittualità senza mai approdare ad una maggiore autonomia rispetto al vescovo valvense. Di quel monastero oggi è possibile ammirare due edifici costruiti tra l’XI ed il XII secolo: la chiesa romanica di Santa Maria Assunta e l’oratorio di San Pellegrino. Entriamo a vedere la ricchezza artistica che nascondono.
Nella parte più alta del paese, invece, si trovano i resti del castello, memoria dell’antica funzione difensiva di Bominaco.

Il castello di Bominaco
A dominare Bominaco dall’alto sono i resti del suo antico castello, posto in una posizione strategica dalla quale era possibile controllare l’altopiano di Navelli. Il primo impianto della fortificazione risale al XII secolo, ma ciò che vediamo oggi è in gran parte frutto della ricostruzione avvenuta nel Quattrocento, dopo la distruzione del precedente castello durante la spedizione di Braccio da Montone.
La cinta muraria ha una singolare forma trapezoidale ed è scandita da torri a pianta quadrata. Nel punto più alto si innalza invece la grande torre cilindrica, il mastio, ancora oggi l’elemento più riconoscibile della fortificazione. All’interno del recinto restano le tracce degli edifici che un tempo formavano un vero e proprio abitato fortificato.
La chiesa di Santa Maria Assunta a Bominaco
La chiesa di Santa Maria Assunta presenta un portico ornato nella parte superiore e sormontato da una monofora circondata da quattro teste leonine. L’interno è a tre navate suddivise da colonne di spoglio e capitelli corinzi con decorazioni vegetali. Le testimonianze più interessanti della chiesa sono legate all’arte marmorea presente all’interno dell’edificio.
Colpisce, nella navata centrale, la presenza dell’ambone databile al 1180 e commissionato dall’abate Giovanni. Si tratta di una tribuna finemente decorata e sollevata da quattro colonne con capitelli corinzi. L’altare è coperto, invece, da un pregevole ciborio del 1223, affiancato da un cero pasquale.
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Oratorio di San Pellegrino
L’edificio più sorprendente è rappresentato sicuramente dall’oratorio di San Pellegrino, capace di offrire un notevole contrasto tra la dimessa struttura esterna (ad aula unica) e l’esplosione di colori degli affreschi che conserva al suo interno.
La struttura venne commissionata nel 1263 dall’abate Teodino e fu edificata su un precedente edificio che, secondo l’iscrizione, a rege carulo fuit edificata [fu costruito da re Carlo]. Secondo molti studiosi questo monarca sarebbe proprio Carlo Magno, che passò da queste parti e qui soggiornò.
Gli affreschi dell’oratorio di San Pellegrino
L’aula, con la volta a botte ogivale, è interamente ricoperta da cicli di affreschi databili al XIII secolo e intrecciati tra loro. Suddivisi su tre registri, raccontano episodi dell’infanzia di Gesù, della Passione, del Giudizio Universale e della vita di San Pellegrino.
Ai lati dell’altare è possibile ammirare anche uno dei rari esempi di calendario liturgico dipinto giunto fino a noi in ottimo stato di conservazione. A ogni mese sono dedicate due vignette, nelle quali compaiono il segno zodiacale, la corrispondente fase lunare, una figura allegorica che rappresenta il mese e i relativi giorni, contrassegnati dalle lettere dell’alfabeto anziché dai numeri.
Non conosciamo il nome degli artisti che realizzarono la decorazione dell’oratorio di San Pellegrino, ma è possibile riconoscere almeno tre mani diverse all’interno del ciclo pittorico. Tra queste si distingue quella del Maestro Miniaturista, autore del calendario e delle fasce decorative, caratterizzate da una pittura attenta e minuziosa.
È soprattutto in questo contrasto tra la severità delle forme romaniche e la ricchezza delle immagini che si trova il fascino di Bominaco. Un piccolo borgo che, quasi nascosto sull’altopiano di Navelli, conserva un patrimonio artistico sorprendente per dimensioni e qualità.
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