Visita a Labro: il borgo di pietra sospeso tra Lazio, Umbria e storia

Aggiornamento articolo: 12/07/2026

Sul filo del confine tra il Lazio e l’Umbria, arroccato a seicento metri d’altitudine, sorge Labro: un piccolo gioiello medievale interamente costruito in pietra. Questo borgo reatino si inerpica su una collina dominata dall’antica rocca della famiglia Nobili, offrendo scorci straordinari che spaziano dal magnifico Monte Terminillo fino alle acque del vicino Lago di Piediluco.

Se cerchi una meta dove assaporare il silenzio, la calma e la bellezza del passato, Labro è il posto perfetto per una gita fuori porta. Qui ti proponiamo una guida completa per scoprirlo.

La storia di Labro: dalle origini alla bolla papale

Il nome di Labro deriva molto probabilmente dal latino lavabrum (vasca, bacino), a testimonianza della sua storica vicinanza al Lago di Piediluco, un tempo molto più esteso di oggi.

La nascita del borgo risale al 956 d.C., quando l’imperatore Ottone I di Sassonia affidò alla famiglia Nobili il compito di edificare un castello per controllare il territorio strategico tra i monti Reatini e la valle del Tevere.

Il castello e la punizione papale

Nel Quattrocento, a causa dell’uccisione di un sacerdote da parte di un membro del casato, la famiglia Nobili subì una pesante scomunica. Nel 1476, Papa Sisto IV revocò la punizione ma impose una condizione severissima: al posto del mastio difensivo doveva essere costruita una chiesa. Fu così che la torre venne abbattuta e la sala d’armi fu trasformata, nel 1508, nella Chiesa di Santa Maria Maggiore. Alla fine del Cinquecento, l’unione con il casato dei Vitelleschi portò alla costruzione del nuovo palazzo che ancora oggi domina il profilo del paese.

Labro vicino Rieti
Scorcio del borgo di Labro

Cosa vedere a Labro: itinerario nel centro storico

Labro è un perfetto esempio di recupero architettonico. Negli anni Sessanta, grazie all’amore di un gruppo di cittadini belgi innamoratisi del luogo, il borgo è stato oggetto del primo grande intervento di restauro conservativo del Lazio, che ha ridato vita alle case usando solo materiali ed elementi d’epoca.

Oggi il centro storico è un dedalo di strade a gradini da girare rigorosamente a piedi. Ecco le tappe imperdibili:

  • Porta Reatina: Il monumentale ingresso al paese, caratterizzato da un arco a tutto sesto.
  • La Piazza dei Tre Portoni: Il cuore di Labro. Da questa piazzetta si aprono tre porte che danno origine alle tre vie principali, le quali ricalcano l’antica gerarchia medievale: le due vie più alte ospitavano i palazzi dei latifondisti, mentre quella inferiore era destinata ad artigiani e contadini.
  • Palazzo Nobili-Vitelleschi: Splendido palazzo nobiliare che conserva arredi d’epoca e da cui si gode di una vista mozzafiato sul territorio boscoso circostante.
  • Gli scorci panoramici: Passeggiando tra archi e balconi fioriti, affacciati dalle finestre rinascimentali per ammirare il Lago di Piediluco sottostante.
Il lago di Piediluco
Il lago di Piediluco

Come arrivare a Labro e dove parcheggiare

Labro gode di un’ottima posizione di confine che lo rende facilmente raggiungibile sia dalle principali città del Lazio che dall’Umbria.

  • In auto da Roma (circa 1 ora e 40 minuti): Prendi l’autostrada A1 Milano-Napoli in direzione Nord, esci a Orte e imbocca la SS675 (Superstrada Umbro-Laziale) verso Terni. Da Terni, prosegui sulla SS79 in direzione Rieti, costeggia il Lago di Piediluco e segui i cartelli che salgono fino al bivio per Labro. In alternativa, puoi percorrere la Via Salaria (SS4) fino a Rieti e da lì proseguire verso Terni sulla SS79.
  • In auto da Rieti (circa 25 minuti): Prendi la SS79 in direzione Terni, imbocca l’uscita per Colli sul Velino e segui le indicazioni per il borgo.
  • In auto da Terni (circa 20 minuti): Segui la SS79 bis direzione Rieti, supera la zona del Lago di Piediluco e gira al bivio per Labro.

Dove parcheggiare gratuitamente

Il centro storico di Labro è interamente pedonale, strutturato a scale e vietato ai non residenti. Puoi lasciare l’auto gratuitamente subito fuori dalle mura.

Di seguito trovi la mappa esatta per calcolare il tuo percorso:

Quando andare: il periodo migliore per visitare il borgo

Il periodo migliore per visitare Labro va da maggio a ottobre. Durante la primavera e l’estate il borgo dà il meglio di sé: i vicoli si riempiono di balconi fioriti, le giornate lunghe permettono di godersi i tramonti sul Lago di Piediluco e il clima a 600 metri d’altitudine offre una piacevole frescura rispetto all’afa delle città.

Anche l’autunno ha il suo fascino, specialmente per gli amanti del foliage, quando i boschi circostanti dei Monti Reatini si tingono di rosso e oro. L’inverno è suggestivo e silenzioso, ma le temperature possono scendere parecchio ed è più facile trovare i pochi locali del borgo chiusi.

Cosa mangiare: i piatti tipici di Labro e della Sabina

La cucina di Labro è una straordinaria sintesi di confine: fonde la robusta tradizione della Sabina reatina con le forti influenze della vicina Umbria. Il risultato è una tavola ricca di sapori genuini, esaltati dal pregiato olio extravergine d’oliva locale e dai profumi dei boschi circostanti.

I piatti tipici da non perdere durante la visita sono:

  • I Primi Piatti d’eccellenza: Spiccano i manfricoli al tartufo (pasta fresca tipica arricchita dall’aroma del tartufo di Colli sul Velino) e le classiche pappardelle al cinghiale. Non mancano le specialità locali come i pizzicotti alla labrese, i classici gnocchi al sugo di carne, le tradizionali fregnacce alla sabinese e i maccheroni a fezze (una pasta lunghissima a filo unico, tipica della tradizione di Salisano).
  • I Secondi di Carne: La cacciagione la fa da padrona, con ottimi tagli di carne alla brace e un intramontabile classico del territorio: il pollo alla cacciatora, ricco di profumi e sapori intensi.
  • I Dolci: Per chiudere in dolcezza, la pasticceria secca offre una ricca varietà di specialità, degnamente rappresentata dai tradizionali tozzetti alle mandorle, perfetti da inzuppare nel vin santo.
Labro, cosa vedere
Il borgo di Labro

Cosa vedere nei dintorni di Labro

La posizione strategica di Labro, sospeso sul confine tra la provincia di Rieti e l’Umbria, lo rende la base di partenza perfetta per un viaggio che unisce natura, spiritualità e borghi incantati. Ecco cosa non devi perderti a breve distanza:

Il Monte Terminillo (a circa 25 km): La maestosa montagna che si erge alle spalle di Labro. In inverno è una storica stazione sciistica, mentre in estate si trasforma nel paradiso del trekking del Centro Italia, con sentieri che superano i 2000 metri di quota.

Il Lago di Piediluco (a circa 6 km): È lo splendido specchio d’acqua che si ammira dai punti panoramici di Labro. Dista appena dieci minuti d’auto ed è l’ideale per una passeggiata rilassante sul lungolago, un pranzo a base di pesce di lago o un giro in battello.

Le Cascate delle Marmore (a circa 20 km): Situate subito dopo il lago di Piediluco, sono tra le cascate più alte d’Europa con un salto complessivo di 165 metri. Questo capolavoro di ingegneria romana offre diversi sentieri escursionistici per ammirare i getti d’acqua da vicino. (Consiglio: verifica sempre gli orari di apertura del flusso dell’acqua prima di andare).

Il Santuario di Greccio (a circa 20 km): Arroccato sulla roccia nella Valle Santa reatina, questo eremo francescano è celebre in tutto il mondo. È qui che San Francesco d’Assisi, nella notte di Natale del 1223, diede vita al primo presepe vivente della storia.

Scopri la guida della Sabina

Se sei interessato a esplorare questo territorio, ti consigliamo di dare un’occhiata alla Guida della Sabina dove troverai i borghi più belli, i luoghi da vedere, gli itinerari, i trekking e tanti consigli per organizzare il tuo viaggio.

Ringraziamo il fotografo Fabrizio Di Ruscio per la gentile concessione degli scatti. E’ possibile seguire Fabrizio su FacebookInstagram – Flickr

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