Aggiornamento articolo: 31 agosto 2026
Durante la Seconda guerra mondiale anche Roma dovette fare i conti con i bombardamenti aerei. La città, che molti ritenevano protetta dalla presenza del Vaticano e del pontefice, fu invece colpita più volte dalle incursioni anglo-americane.
In questo clima di crescente preoccupazione vennero realizzati numerosi rifugi antiaerei, destinati a proteggere la popolazione. Ma nel cuore della Capitale furono costruiti anche rifugi riservati alle alte cariche dello Stato: tra questi il bunker di Villa Ada, destinato alla famiglia reale che risiedeva a Villa Ada Savoia.
Nascosto nel verde del parco, il bunker di Villa Ada è oggi una delle testimonianze più interessanti della Roma della Seconda guerra mondiale. La sua particolare struttura e la possibilità di accedervi con le automobili lo rendono diverso dagli altri rifugi antiaerei realizzati nella Capitale.
Bunker di Villa Ada: storia e costruzione

Il re Vittorio Emanuele III e sua moglie, la regina Elena, scelsero Villa Ada come residenza ufficiale a partire dal 1919, lasciando la prestigiosa sede del Quirinale. La proprietà in realtà era stata acquistata, insieme a Villa Mirafiori, da suo nonno Vittorio Emanuele II alla fine dell’Ottocento ed era adibita a casino di caccia, luogo di svago e di divertimento da raggiungere nel suburbio settentrionale di Roma, in una zona verdeggiante e boscosa.
Nel 1878 la villa venne venduta dal re Umberto I, figlio di Vittorio Emanuele II, al conte Giuseppe Telfener, amministratore dei beni dei Savoia e fu proprio lui a dargli il nome che oggi porta, dedicando la proprietà a sua moglie Ada. Ma all’inizio del secolo Vittorio Emanuele III decise non solo di riacquistare la proprietà ma di trasferircisi con la famiglia.

I reali Savoia vivevano nella palazzina che oggi è sede dell’ambasciata d’Egitto ed ogni mattina il re si recava al palazzo del Quirinale per attendere alle sue attività. Ma la guerra imperversava già da due anni e le cose non si stavano mettendo bene per l’esercito italiano.
Servivano dei rifugi in grado di proteggere l’incolumità delle due famiglie più importanti in quel periodo in Italia, così il Duce decise di costruire velocemente i due rifugi antiaereo, uno per sé ed uno per la famiglia reale. Quando iniziarono i lavori del bunker era già il novembre del 1942 e bisognava ridurre i tempi di realizzazione per cui si optò per la soluzione più rapida, sfruttando la conformazione orografica del terreno di Villa Ada Savoia.
Invece di scavare il ricovero antiaereo sotto terra si decise di scavare la collinetta denominata Colle delle Cavalle Madri. Fu l’ingegner Cametti ad occuparsi della progettazione e della realizzazione del bunker di Villa Ada, ultimando i lavori nel giugno del 1943, sette mesi dopo il loro inizio e ricevendo in cambio un compenso di quasi 706.000 lire.
Bunker di Villa Ada: cosa vedere e come visitarlo
La particolarità del rifugio antiaereo di Villa Ada è che era l’unico in cui si poteva accedere con la macchina al suo interno e questa scelta rispondeva ad una precisa esigenza visto che il bunker si trovava a circa 350 metri dalla residenza reale, quindi non raggiungibile velocemente in caso di attacco. Poderose sono le ante della porta carrabile che pesano quasi due tonnellate ciascuna e che consentono l’accesso ad un corridoio che si incurva e che prevede uno spazio di manovra per le macchine che vi entravano.

L’interno del bunker di Villa Ada: cosa vedere
Ovviamente non potevano mancare i due ambienti che dovevano ospitare i Savoia, anche se la stanza rifugio vera e propria era una sola, piccolissima e dotata di porte antigas. Si tratta di un ambiente ristretto in cui poteva essere introdotta aria per aumentare la pressione della stanza, consentendo di filtrare ed aerare l’ambiente in maniera autonoma.
Le quattro bocchette di aerazione pompavano aria nell’ambiente, opponendosi ai gas e alle onde d’urto. In caso di malfunzionamento o di interruzione dell’energia elettrica si poteva ovviare con un elettroventilatore a trazione umana. A completamento del bunker si trovavano anche due bagni e l’uscita di emergenza raggiungibile attraverso una scala a chiocciola.
Come visitare il bunker di Villa Ada
Il rifugio antiaereo di Villa Ada è oggi nuovamente accessibile al pubblico, dopo un lungo periodo di chiusura e un importante intervento di recupero e riqualificazione. Dal febbraio 2026 il bunker è stato riaperto alla collettività grazie alla collaborazione tra Roma Capitale, l’associazione Roma Sotterranea e ASD Giochi di Strada.
Per chi volesse visitarlo, il bunker si trova all’interno di Villa Ada e gli accessi sono indicati da Via Panama 55 e Via Salaria 267. Le modalità di visita e gli eventuali appuntamenti possono variare: è quindi consigliabile verificare le informazioni aggiornate prima di organizzare la visita.
Come arrivare al bunker di Villa Ada
Il bunker di Villa Ada si trova all’interno del parco di Villa Ada Savoia, nella zona nord di Roma. L’accesso più comodo per raggiungere il rifugio antiaereo è quello di Via Panama, nel quartiere Parioli.
Villa Ada è facilmente raggiungibile dal centro di Roma sia in auto sia con i mezzi pubblici. Una volta entrati nel parco, il bunker si trova nella zona del Colle delle Cavalle Madri, dove venne realizzato sfruttando la conformazione naturale della collina.
Per organizzare la visita è consigliabile verificare in anticipo gli accessi e le modalità di ingresso, soprattutto in occasione delle visite guidate.
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