Aggiornamento articolo: 21 agosto 2026
Alle pendici del Celio, a pochi passi dal Colosseo, sotto la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo si nasconde uno dei luoghi più affascinanti della Roma sotterranea: le Case Romane del Celio. Il complesso archeologico conserva oltre quattro secoli di storia e permette di osservare la trasformazione di questo angolo della città, dalle abitazioni e dalle botteghe di epoca imperiale fino alla nascita di un luogo di culto cristiano.
Si accede agli ambienti sotterranei dal Clivo di Scauro, un’antica strada romana che conserva ancora parte del suo tracciato. Qui sono stati riportati alla luce 20 ambienti ipogei, con decorazioni e affreschi di grande valore, tra cui la Stanza dei Geni, la Stanza dell’Orante e il suggestivo Ninfeo.
La particolarità del sito sta proprio nella sua stratificazione: quello che inizialmente era un complesso residenziale con botteghe e ambienti abitativi venne trasformato nel corso dei secoli prima in una grande domus e poi in un titulus cristiano, fino alla costruzione della basilica che oggi sovrasta gli scavi.
Visitare le Case Romane del Celio significa quindi scendere sotto la Roma di oggi e leggere, attraverso muri, mosaici e pitture, le profonde trasformazioni che hanno interessato la città tra l’età imperiale e la tarda antichità.

La storia delle Case Romane del Celio
Il complesso che oggi possiamo visitare è il risultato di diverse trasformazioni avvenute nell’arco di alcuni secoli. Il primo nucleo risale al II secolo d.C., quando nell’area compresa tra il Clivo di Scauro e la strada che conduceva al tempio del Divo Claudio si trovavano abitazioni private e attività commerciali.
Nel secolo successivo gli edifici furono inglobati in una insula, una struttura a più piani destinata ad accogliere più abitazioni e residenti. Di questa fase rimangono diverse tracce negli ambienti sotterranei, che permettono di ricostruire la complessa organizzazione dell’isolato romano.
Tra la fine del III e l’inizio del IV secolo l’area subì una nuova trasformazione. Gli spazi vennero riuniti e riorganizzati fino a formare una grande domus privata, con ambienti più ampi, nuove decorazioni sulle pareti e pavimenti rivestiti di mosaici. Alcune delle stanze che vediamo oggi appartengono proprio a questa fase di rinnovamento dell’edificio.
La storia del complesso non si fermò però alla sua funzione residenziale. Nel corso del IV secolo, una parte della domus venne destinata al culto cristiano e associata alla memoria dei martiri Giovanni e Paolo. La trasformazione dell’edificio in un luogo di culto rappresenta uno dei passaggi più interessanti dell’intero sito, perché mostra concretamente il cambiamento della società romana e della funzione degli spazi urbani durante la tarda antichità.
Alla fine del IV secolo e agli inizi del V, il processo culminò nella costruzione del titulus Pammachii, l’edificio di culto dal quale sarebbe derivata l’attuale Basilica dei Santi Giovanni e Paolo. Le strutture della basilica vennero così a sovrapporsi agli ambienti più antichi, creando quella stratificazione che ancora oggi caratterizza la visita.
Una storia riscoperta nell’Ottocento
Per molti secoli gli ambienti rimasero nascosti sotto le strutture della basilica. Fu nel 1887 che il rettore della chiesa, Padre Germano di San Stanislao, individuò gli ambienti sotterranei dando avvio alla riscoperta del complesso archeologico.
Gli scavi permisero progressivamente di riportare alla luce le stanze, le decorazioni e le diverse fasi costruttive dell’area. È proprio questa sovrapposizione di epoche a rendere le Case Romane del Celio particolarmente interessanti: qui non si osserva soltanto una domus romana, ma la trasformazione dello stesso spazio attraverso la storia di Roma.

Cosa vedere nelle Case Romane del Celio
Gli ambienti sotterranei conservano una sorprendente quantità di decorazioni. Le pareti affrescate, i mosaici e le strutture architettoniche permettono di riconoscere funzioni e caratteristiche diverse delle stanze, alcune delle quali sono diventate particolarmente note proprio per le loro pitture.
La Stanza dei Geni
Tra gli ambienti più interessanti c’è la Stanza dei Geni, decorata con affreschi risalenti al III secolo d.C.
Le pitture sono organizzate su due registri. Nella parte inferiore compaiono giovani figure avvolte in mantelli e impegnate a sorreggere una ghirlanda floreale, mentre nella fascia superiore sono raffigurati amorini intenti a raccogliere frutti su uno sfondo chiaro.
La decorazione conserva ancora una vivace combinazione di colori e permette di apprezzare la raffinatezza raggiunta dalla pittura parietale romana anche negli ambienti privati.
La Stanza dell’Orante
Un altro ambiente caratteristico è la Stanza dell’Orante, chiamata così per la figura femminile raffigurata con le braccia sollevate.
Le pareti sono arricchite da riquadri decorativi e immagini di soggetto mitologico e fantastico, tra cui maschere di sileno, maschere teatrali e creature marine. La varietà delle decorazioni mostra come gli ambienti della domus fossero concepiti non soltanto per essere funzionali, ma anche per rappresentare il prestigio del proprietario.
In questa parte del percorso è particolarmente interessante osservare anche il rapporto tra l’architettura della domus e l’antico vicus. La strada, originariamente pavimentata con basoli, venne progressivamente inglobata nella struttura dell’edificio e trasformata in un criptoportico, diventando un elemento di collegamento tra le diverse parti della casa.
Il Ninfeo
Tra gli ambienti più scenografici c’è il Ninfeo, uno spazio legato all’acqua e caratterizzato da vasche e da una grande decorazione pittorica.
L’affresco sulla parete è stato interpretato in modi differenti: secondo una delle ipotesi potrebbe rappresentare il ritorno di Proserpina dall’Ade, mentre altre interpretazioni vi riconoscono Venere e Bacco. La presenza di diverse letture iconografiche rende il dipinto particolarmente interessante anche dal punto di vista archeologico.
Le figure sono immerse in una composizione dai colori vivaci, con tonalità di azzurro, rosso e ocra, mentre intorno compaiono amorini impegnati nella pesca e nella navigazione. La presenza dell’acqua e delle decorazioni contribuisce a creare un ambiente volutamente scenografico, pensato per sorprendere chi vi entrava.
Le antiche terme
Al di sotto di questo settore sono visibili anche i resti degli ambienti termali della domus, collocati a un livello inferiore rispetto al piano che si percorre durante la visita.
La loro presenza testimonia la ricchezza dell’abitazione e permette di comprendere come, all’interno delle residenze più importanti, potessero essere presenti spazi destinati alla cura del corpo e al benessere.
Case romane del Celio: la Stanza dell’Orante
Dalla domus al luogo di culto cristiano
Nella seconda metà del IV secolo, una parte dell’edificio assunse una nuova funzione legata al culto cristiano. Secondo la tradizione, nella domus vennero deposti i corpi di Giovanni e Paolo, due soldati romani che sarebbero stati uccisi per la loro fede durante il regno dell’imperatore Giuliano l’Apostata.
La memoria dei due martiri trasformò progressivamente questi ambienti in un luogo di preghiera. La presenza delle tombe divenne infatti un elemento centrale per la comunità cristiana che frequentava la domus.
In corrispondenza della sepoltura è visibile una nicchia rettangolare, interpretata da alcuni studiosi come una confessio, cioè una struttura collegata alla memoria e alla venerazione dei martiri. Sulle pareti sono inoltre conservate alcune pitture che vengono generalmente interpretate in relazione alla tradizione cristiana e datate alla fine del IV secolo.
Questa fase è particolarmente significativa perché permette di leggere, all’interno dello stesso edificio, il passaggio da residenza privata a luogo di culto. La successiva costruzione della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo avrebbe inglobato le strutture più antiche, lasciandole conservate nei sotterranei.
Un dettaglio da non perdere
Durante la visita vale la pena osservare con attenzione il rapporto tra le strutture della domus e quelle della basilica sovrastante. Muri, fondazioni e ambienti appartenenti a epoche diverse si sovrappongono, rendendo evidente la stratificazione che caratterizza questo angolo del Celio.

Visitare le Case Romane del Celio
Le Case Romane del Celio si trovano sotto la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, nel cuore del Celio, a pochi minuti dal Colosseo. L’ingresso al complesso archeologico si trova lungo il Clivo di Scauro, una delle strade più suggestive del colle.
La visita permette di scendere negli ambienti sotterranei e osservare da vicino le diverse fasi del complesso, dalle strutture delle abitazioni romane alle stanze decorate con affreschi e mosaici.
Dove si trovano
L’accesso alle Case Romane è sul Clivo di Scauro, accanto alla Basilica dei Santi Giovanni e Paolo.
La posizione è particolarmente comoda per inserirle in un itinerario dedicato alla Roma antica: il sito si trova infatti vicino al Colosseo, al Foro Romano e al Parco del Celio.
Nella stessa zona di Roma si trovano anche le Domus Romane di Palazzo Valentini, un altro interessante esempio di abitazioni romane conservate sotto la città moderna.
Biglietti e visita
La visita degli ambienti sotterranei è regolamentata e gli accessi possono essere organizzati in orari specifici. Prima di andare, è quindi consigliabile verificare sul sito ufficiale le modalità di ingresso, gli orari aggiornati e l’eventuale necessità di prenotazione.
Quanto dura la visita?
La durata può variare in base alle modalità di accesso e al percorso previsto. È comunque consigliabile considerare almeno un’ora per visitare con calma gli ambienti e soffermarsi sulle decorazioni.
Perché visitare le Case Romane del Celio
Le Case Romane del Celio sono una tappa ideale per chi vuole scoprire una Roma meno conosciuta, lontana dai percorsi più affollati. Gli affreschi, le strutture della domus e le diverse stratificazioni dell’area rendono la visita particolarmente suggestiva.
Un luogo da inserire in un itinerario alla scoperta della Roma segreta e nascosta.
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