LUOGHI NASCOSTI

Luoghi nascosti e dimenticati dal turismo di assalto. Paesi, piccoli musei, città fantasma e monumenti da riscoprire e da apprezzare, lontano dalle mete più gettonate. Entrare in borghi e villaggi, assaporando lontani silenzi. Luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato ed in cui lo scorrere naturale delle ore viene scandito dal suono delle campane. Il solo accorgimento, quando si visitano questi posti, è spegnere gli apparecchi tecnologici e cominciare ad ascoltare come mai si era fatto prima. Un passaggio obbligato dalla ‘civiltà’ veloce e consumistica alla vita semplice ed essenziale, un riappropriarsi di qualcosa di antico che abbiamo perso.

Cerveteri e gli Etruschi: la necropoli della Banditaccia

Necropoli della Banditaccia a Cerveteri, tomba

Nello scenario naturalistico dei Monti Ceriti, su una sommità tufacea a nord di Cerveteri, si trova la necropoli della Banditaccia, la città dei morti costruita dagli Etruschi per seppellire in quel luogo i propri defunti. L’area archeologica è una delle più estese al mondo con una superficie in grado di ospitare circa duemila tombe, un luogo dedicato esclusivamente al culto dei morti e collegato all’acropoli tramite la Via degli Inferi. Il popolo etrusco ancora oggi affascina per la sua provenienza enigmatica e per la lingua ancora da decifrare che non offre collegamenti con quelle finora conosciute. (altro…)

Cellere, il museo del Brigantaggio e la Chiesa di Sant’Egidio

Cellere. La chiesa di Sant'Egidio realizzata da Antonio da Sangallo Il Giovane

Il piccolo paese di Cellere (VT), circondato dai boschi dell’alto viterbese, lega il suo nome alla storia del brigantaggio post-unitario e ad una chiesa rinascimentale realizzata da Antonio da Sangallo il Giovane. Appartenente allo Stato della Chiesa, Cellere conobbe il suo periodo di splendore durante la sua appartenenza al Ducato di Castro, costituito per volere di papa Paolo III Farnese. Il pontefice, nell’ottobre 1537, fondò il nuovo feudo e lo affidò a suo figlio Pier Luigi. Ma l’egemonia della famiglia Farnese su quei territori durò poco perché nel 1649 ritornò un possedimento della Chiesa, dopo che papa Innocenzo X Pamphilj decretò la distruzione della città di Castro. (altro…)

Tolfa, un borgo antico incastonato tra mare e montagna

Tolfa

Arroccata sulle colline etrusche che affacciano sul mar TirrenoTolfa (Rm) gode di un panorama che spazia su tutto il territorio circostante, in una mescolanza costante di alture, rilievi, faggeti e mare. Interessato da insediamenti etruschi e romani, Tolfa deve la sua fortuna nel corso del Quattrocento alla scoperta delle miniere di alunite. I giacimenti di questo minerale, da cui veniva estratto l’allume, utilizzato per fissare i colori sui tessuti e per la lavorazione delle pelli, furono rinvenuti dal cardinale Giovanni di Castro, funzionario pontificio. L’intensa estrazione ed il forte sfruttamento delle miniere durò circa tre secoli e proprio per facilitarne la lavorazione furono costruiti un villaggio ed uno stabilimento nei pressi  dell’attuale Allumiere (da cui deriva il toponimo). (altro…)

Arpino, da Cicerone a Mastroianni i tanti figli illustri di una città ricca di storia

Arpino, vista panoramica

Mi piace evocare e rappresentare Arpino come un luogo di incontro e di scambio, come un fazzoletto di terra piantato nel cuore della Ciociaria tra intrecci di saperi, cultura e arte. Un borgo a cui il Presidente della Repubblica ha concesso il titolo di città, riconoscendone l’importanza dei suoi uomini illustri e dei suoi monumenti e in cui la storia è passata e si è radicata non solo sul suo territorio ma anche nelle vene della comunità che lo abita e lo racconta con slancio e amorevolezza. Arpino, come spiega Daniele Del Monaco, la nostra guida appassionata, è un lembo di territorio racchiuso tra tre fiumi, il Liri, il Fibreno ed il Melfa, ed è il paese di origine di Cicerone, di Caio Mario, di Marco Vipsanio Agrippa, politico e generale passato alla storia per la costruzione del Pantheon, nonché di Giuseppe Cesari, meglio conosciuto con il nome di Cavalier d’Arpino, pittore tardo-manierista attivo a Roma e Napoli tra Cinquecento e Seicento. (altro…)

Ceri, una perla di tufo tra la Cerveteri etrusca e il mare

Borgo di Ceri, affreschi nella Chiesa di Santa Maria Immacolata

Il Lazio nasconde delle piccole perle, dei paesi nascosti, a pochi chilometri dai centri interessati dai grandi flussi turistici. Il borgo di Ceri è uno di questi. Situato a nord di Roma, nel Comune di Cerveteri, Ceri si sviluppa all’interno delle mura merlate della sua Rocca. Costruito utilizzando le rupi tufacee di cui è costituito il territorio circostante, il borgo è stato interessato da alterne vicende. Abitato dalla civiltà etrusca e da quella romana, ha conosciuto un periodo di abbandono nel corso dell’Alto Medioevo. (altro…)