STORIE IN CAMMINO

Storie in cammino. Storie che si incontrano durante il viaggio. Storie di paesi, di regioni, di persone. Intrecci di parole che raccontano di noi e dei luoghi attraversati. Tracce di elementi passati ed ancorati ai posti che visitiamo. Storie di impressioni, di affreschi, di antichi cammini, di chiese. E poi storie di persone passate, racconti di segni indelebili lasciati nei luoghi in cui hanno vissuto. Storie anche delle vite di oggi che, nonostante tutto, si trovano in cammino. Con le loro sfide, le loro mete, il loro bisogno fisico e mentale di viaggiare. Passaggi lenti alla ricerca di noi stessi e del nostro passato.

Gaetano Bresci e l’assassinio del re Umberto I di Savoia

Umberto I, Gaetano Bresci, Fiorenzo Bava Beccaris

Domenica 29 luglio 1900, Monza. Umberto I di Savoia, re d’Italia dal 9 gennaio 1878, quando è succeduto al padre Vittorio Emanuele II, è appena sceso dai gradini del palco di un concorso ginnico. Sono le 22.30, il re sale sulla prima delle due carrozze regali e da questa si sporge per salutare la folla di atleti che si è accalcata intorno alla carrozza. Il sovrano ringrazia più volte quando dalla ressa un uomo, Gaetano Bresci, spara tre colpi di rivoltella contro il re. La confusione è tanta, i cavalli si impennano e la carrozza muove veloce verso la reggia. Umberto cade in avanti, contro le ginocchia del generale Avogadro di Quinto che, spaventato, gli chiede se sia ferito. “Non credo sia niente”, risponde il sovrano che pochi minuti dopo spira. La regina Margherita, quella a cui anni prima un pizzaiolo napoletano aveva dedicato la sua creazione più celebre, alla notizia della morte del marito rimane pietrificata. (altro…)

Eccidio dei Romanov. Il sangue di Ekaterinburg e la tragica fine di una dinastia

Dinastia dei Romanov

La triste parabola discendente di Nicola II Romanov, l’ultimo imperatore di Russia, ebbe fatalmente inizio il giorno in cui morì il padre, Alessandro III. L’assurdità del sistema ereditario, a cui non a caso la saggezza degli antichi romani aveva posto rimedio attraverso l’introduzione del principio dell’adozione imperiale, fece sì che un ragazzo, poco più che ventenne, si trovasse sul trono del paese più grande del mondo. San Pietroburgo, 20 ottobre 1894*, Alessandro III è appena morto, Nicola, primogenito della plurisecolare famiglia dei Romanov è a tutti gli effetti il nuovo Zar di tutte le Russie. Nel suo diario scrive: “Mi gira la testa, non voglio crederci. Sembra inverosimile. Eppure, questa è la terribile realtà (…). È come se fosse morto un santo”. (altro…)

L’elezione di Sandro Pertini. Il settimo presidente della Repubblica italiana

Sandro Pertini

Alle 12.57 dell’8 luglio 1978 nell’emiciclo della Camera dei Deputati a Roma parte spontaneo un lungo applauso. L’Italia, in quell’anno difficile, a quasi due mesi dal ritrovamento del corpo di Moro in una Renault rossa, all’incrocio fra la politica e la storia, ha il suo nuovo presidente della Repubblica, il settimo della sua breve storia. È il socialista Alessandro Pertini, per tutti Sandro, nato ottantadue anni prima a San Giovanni di Stella, una frazioncina in provincia di Savona, poche case, una bella chiesa, un minuscolo cimitero e stradine impervie che innervano un territorio sospeso fra il mare e il cielo. Quando il 15 giugno il presidente della Repubblica Giovanni Leone irrompe nelle case degli italiani con un irrituale annuncio tv, ribadendo di essere un uomo onesto e anticipando le sue dimissioni, nessuno pensa a Sandro Pertini come suo successore. (altro…)

I soliti ignoti. Genesi di un capolavoro del cinema italiano

Una scena del film I Soliti Ignoti

Quando Mario Monicelli, fra la generale soddisfazione degli astanti, diede l’ultimo ciak de I soliti Ignoti, probabilmente era consapevole di aver girato un bel film ma, di certo, non avrebbe mai potuto, neanche minimamente, immaginare che quella pellicola sarebbe stata “uno dei pilastri della nascente commedia italiana” come anni dopo affermerà Morando Morandini. I Soliti Ignoti è una pietra miliare (Totò avrebbe detto “emiliana”) di quella commedia all’italiana che si basava sulla capacità di far ridere sulla miseria, sulla disgrazia, su situazioni di partenza non certo divertenti. Una tradizione, quest’ultima, che traeva origine dalla letteratura italiana, da alcune novelle del Boccaccio ma anche, ad esempio, dalla Mandragola di Machiavelli. Il cinema italiano del secondo dopoguerra, semplicemente recuperò questo patrimonio con un incredibile successo, esibendo sì la disgrazia, l’inedia, la povertà, ma in modo drammaticamente farsesco. (altro…)

Storie di emigrazioni. Intervista a Ruth Stirati, un’italiana a Berlino

Berlino

Conosco Ruth Stirati da più di trent’anni, dai tempi del ginnasio ed è rimasta identica, una ragazza piena di vita, animata da una insopprimibile curiosità. Da moltissimi anni vive a Berlino dove è moglie, madre di tre bellissimi figli e imprenditrice di successo in diversi settori, una donna per cui una giornata di quarantotto ore sarebbe comunque insufficiente per stare dietro a tutte le sue innumerevoli attività. Ruth Stirati è una di quei settecentomila italiani che vivono stabilmente in Germania e che in quel paese hanno portato la cultura e l’inventiva tipicamente italiana. In questa intervista ci racconta la sua storia. (altro…)