STORIE IN CAMMINO

Storie in cammino. Storie che si incontrano durante il viaggio. Storie di paesi, di regioni, di persone. Intrecci di parole che raccontano di noi e dei luoghi attraversati. Tracce di elementi passati ed ancorati ai posti che visitiamo. Storie di impressioni, di affreschi, di antichi cammini, di chiese. E poi storie di persone passate, racconti di segni indelebili lasciati nei luoghi in cui hanno vissuto. Storie anche delle vite di oggi che, nonostante tutto, si trovano in cammino. Con le loro sfide, le loro mete, il loro bisogno fisico e mentale di viaggiare. Passaggi lenti alla ricerca di noi stessi e del nostro passato.

Guido Keller, l’aviatore che gettò un pitale sul Parlamento

Guido Keller

Un pitale ed un uomo di nome Guido Keller, un orinatoio lanciato da un aereo sul Parlamento italiano dopo la notizia della mancata annessione di Fiume da parte del nostro paese. Milanese, aristocratico, anticonformista, eccentrico ed irrequieto, questa è la carta d’identità di Guido KellerAviatore pluridecorato appartenente alla squadriglia di Francesco Baracca, Keller prese parte all’impresa fiumana del 1919 insieme a D’Annunzio. Portava spesso con sé, all’interno del velivolo, una tazza da tè con dei pasticcini. Sfidava i nemici in duelli aerei senza armi e, dopo la firma del Trattato di Rapallo, diede vita ad una azione di dissenso senza precedenti. (altro…)

Marcia su Roma, il prologo del fascismo al potere

Mussolini a Napoli, pochi giorni prima della marcia su Roma

Di una possibile marcia su Roma si iniziò a parlare negli ambienti fascisti a partire dall’agosto del 1922. Nel mese usualmente dedicato dagli italiani al riposo fisico e mentale – una tradizione che affondava le radici addirittura nell’impero romano con le celebre Feriae Augusti, istituite dall’imperatore proprio per concedere un breve riposo dopo le fatiche della coltivazione e della mietitura – alcuni importanti esponenti fascisti cominciarono a ragionare sulla possibilità di realizzare un’azione eclatante, da compiere nella capitale nelle prime settimane d’autunno.
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Disfatta di Caporetto, il crollo dell’esercito italiano nella Grande Guerra

Caporetto. Soldati italiani

L’alba è ancora lontana in quel 24 ottobre 1917, nelle maleodoranti trincee di Caporetto dove ormai si vive da anni come topi in fogna fra pidocchi, morte, solitudine e rassegnazione. I bagliori del sole latitano e i soldati italiani, i fessi – come vengono chiamati in gergo, coloro che stanno in prima linea al contrario dei fissi, coloro che, invece, per vari motivi evitano il fronte, rimanendo comodamente nelle retrovie – sono ancora assopiti e infreddoliti. Poi alle 2 in punto l’artiglieria austro-ungarica suona la sveglia. L’esperienza accumulata al fronte fa comprendere all’esercito italiano che quello non sarà un normale attacco, un’azione militare di routine, ma qualcosa di più e forse di assolutamente devastante. Sarà la disfatta di Caporetto. (altro…)

Il carcere travestito. Quando il manicomio era uno strumento di bonifica sociale

Ci sono stati anni, molti in verità, in cui nei manicomi provinciali italiani, disseminati in tutto lo stivale, non entravano solo malati affetti da disturbi mentali, ma anche persone del tutto sane, la cui colpa era solo quella di rappresentare un pericolo per la società, un rischio, un semplice imbarazzo. In quel periodo finirono negli ospedali psichiatrici italiani senza tetto, sbandati e principalmente oppositori politici. Il manicomio, dal greco manìa (follia) e komèo (curare), divenne il migliore e più pratico strumento per “togliere” di mezzo persone scomode, bypassando lunghi e complessi iter giuridici. (altro…)

Breccia di Porta Pia, lo Stato d’Italia annette Roma

Facciata esterna di Porta Pia a Roma

Il 20 settembre 1870 sulla cupola di San Pietro compare una bandiera bianca, issata in segno di resa dalle truppe papaline. È la presa di Roma, meglio nota come breccia di Porta Pia. Il pontefice, Pio IX, si barrica all’interno della città leonina e le truppe italiane prendono possesso dei territori della Chiesa. A nove anni dalla proclamazione del Regno d’Italia, Roma ed i territori dello Stato Pontificio entrano finalmente a far parte dello Stato italiano, concludendo il processo di riunificazione e ponendo fine alla questione romana. Il potere temporale del papato termina dopo quella che nelle intenzioni doveva essere una battaglia simbolica, uno scontro che, secondo le intenzioni del pontefice, doveva ‘unicamente consistere in una protesta atta a constatare la violenza’ dell’esercito italiano.  (altro…)