SUL CAMMINARE

Considerazioni, riflessioni e pensieri sul camminare. Un gesto semplice e naturale che ha portato l’uomo alla scoperta di se stesso e degli altri. Camminare non è solo un esercizio fisico, è un bisogno personale, una necessità primaria. E’ un accorciare le distanze, una necessità di conoscenza, un aprirsi a nuove esperienze. Il gesto del camminare conduce alla riflessione, alla introspezione, alla meditazione, all’autoanalisi. Riporta all’istinto di sopravvivenza, allo spostamento necessario per avere salva la vita. Un passo dietro l’altro costruisce il nostro percorso. Meditato, ricercato, voluto. E soprattutto compiuto nel rispetto del nostro ritmo. Passaggi lenti attraverso l’arte del camminare.

Sulle orme di Celestino V: gli eremi sulla Maiella in Abruzzo

Eremo di Santo Spirito a Maiella

La Maiella in Abruzzo è la montagna sacra, una terra difficile, aspra eppure benedetta, il massiccio amato dai pastori, dai carbonai e dagli eremiti, è il corpo di Maja che qui si è adagiato, distrutta dalla perdita del figlio Ermes che diede il nome alla montagna presso la quale venne seppellito, il Gran Sasso, ancora oggi chiamato ‘il gigante’. Sua madre, addolorata da quella perdita, invece, si rifugiò su un altro massiccio poco distante da lì che prese poi il nome di Maiella. Legata ai culti preistorici ed alle pitture rupestri la montagna sacra è stata la casa di monaci ed anacoreti che proprio qui durante il Medioevo trovarono la loro dimora ideale, alla ricerca del divino e della spiritualità che la Chiesa ufficiale aveva perduto. Le sue vette che raggiungono i 2800 metri racchiudono paesaggi lunari costituiti da pietraie, pianori erbosi, ripide gole e torrenti che le attraversano. Luogo di spirito, di misticismo e di profonda riflessione interiore, il massiccio della Maiella venne scelto da due eremiti saliti poi al soglio pontificio: Dauferio divenuto papa Vittore III ed il più conosciuto Pietro da Morrone eletto al soglio pontificio con il nome di Celestino V. (altro…)

Monte Piantangeli, escursione ad anello con vista su Tolfa

Escursione sul Monte Piantangeli

Nelle calde giornate di giugno i Monti della Tolfa regalano colori e scenari davvero magnifici. Il dolce tracciato dell’anello del Monte Piantangeli offre l’opportunità a chi vuole fare una passeggiata di trascorrere alcune ore immersi in un territorio intatto, pieno di scorci mirabili e mozzafiato. Oltre al panorama che si apre sulle modeste vette del gruppo collinare, il percorso consente di osservare la bellissima veduta sulla città di Tolfa, l’azzurro del mare in lontananza e le distese ricche di colori, frutto dei meravigliosi prati in fiore. Abbiamo raggiunto l’inizio dell’anello del Monte Piantangeli percorrendo il Sentiero dei Ginepri, il cui inizio si trova al km.1.100 di Via del Marano, una traversa della strada provinciale che collega Tolfa a Manziana. Subito dopo un ponticello, si trova l’indicazione (una freccia in legno) che segna l’inizio del breve Sentiero dei Ginepri, un percorso lungo appena 670 metri che consente di salire in altitudine per 100 metri. (altro…)

Cammino dei Briganti, un suggestivo trekking di 100 km tra Lazio e Abruzzo

Cammino dei Briganti. La partenza da Sante Marie

Il Cammino dei Briganti è un trekking molto apprezzato dagli amanti della natura e dagli appassionati dei suoi silenzi. Il cammino è un itinerario unico che corre per 100 chilometri tra borghi medievali e paesaggi mozzafiato, interessando il territorio della Marsica e del Cicolano, in un intreccio continuo tra le terre abruzzesi e terre laziali. Un tempo, proprio tra queste montagne dove passava il confine tra lo Stato Pontificio ed il Regno delle Due Sicilie, vivevano bande di briganti che svolgevano qui i loro loschi affari. Il nome del percorso di trekking è stato scelto proprio a ricordo di quel periodo, di quando tra le macchie ed i boschi si nascondevano quegli uomini che hanno dato origine al fenomeno del brigantaggio. (altro…)

Escursione sul Monte Viglio, il gigante dei Simbruini

Monte Viglio

Gli appassionati di escursionismo non possono mancare la scalata di una delle montagne più alte dell’Appennino centrale: il gigante dei Simbruini. Stiamo parlando del monte Viglio con i suoi 2156 metri, la meta ideale per chi, già allenato, voglia passare una giornata piacevole ed intensa tra le vette laziali. Il panorama che si gode dalla sua cima è meraviglioso e una certa fatica si sente mentre ci si avvicina alla meta finale, sferzati dalle raffiche di vento fortissime che possono incontrarsi sulla cresta della montagna. La veduta è spettacolare, un insieme di vette che non conoscono quel confine che l’uomo ha segnato tra la provincia di Frosinone e quella de L’Aquila. Un paesaggio mozzafiato che fa girare la testa alla scoperta delle montagne che circondano la vetta del monte Viglio: i monti Ernici, i Simbruini, il Velino-Sirente, la Majella, la piana del Fucino ed i monti Marsicani. Ad opporsi alla cima del Viglio, poco prima di arrivare, è solo uno sbarramento naturale, quel masso enorme posto come un ostacolo prima della vetta e a cui è stato assegnato il nome imponente e terrifico del Gendarme. (altro…)

Escursione ai Castelli Romani: da Frascati all’antica Tuscolo

Escursione ai Castelli Romani: parco archeologico di Tuscolo

I Castelli Romani sono una delle destinazioni più amate ed apprezzate dagli abitanti della Capitale e da quanti, dopo avere terminato la visita alla Città Eterna, decidono di esplorare anche i dintorni di Roma. Il territorio si presta a passeggiate che consentono di associare l’aspetto naturalistico, storico-archeologico ed artistico dell’area vulcanica dei Colli Albani, formatasi dal collasso del Vulcano Laziale, attivo fino a qualche migliaio di anni fa e che ha dato vita ai laghi di Albano e di Nemi. Il Parco Regionale dei Castelli Romani, istituito nel 1984 per preservare, valorizzare e promuovere questo territorio, ha avviato il recupero degli antichi percorsi di collegamento usati un tempo dai pastori e dagli abitanti dei vari nuclei abitativi per spostarsi e muoversi in questa area. Le antiche mulattiere ed i primitivi tratturi, caduti via via in disuso con l’avvento dei moderni mezzi, erano stati quasi del tutto cancellati dalla memoria locale, facendo cadere queste vie di comunicazione nell’oblio. Il Parco Regionale ha avuto il merito di recuperare le antiche vie e di offrirle, ripulite e ben mantenute, al visitatore che oggi decide di percorrerle in bicicletta o a piedi. (altro…)