Centrale Montemartini Roma: cosa vedere, opere e storia

Aggiornamento articolo: 31 agosto 2026

La Centrale Montemartini di Roma è uno dei musei più originali della città: negli spazi della prima centrale elettrica pubblica romana convivono oggi statue, mosaici e reperti archeologici provenienti dalle collezioni dei Musei Capitolini con gigantesche turbine, motori e caldaie industriali.

Situata lungo la Via Ostiense, la Centrale Montemartini nasce all’inizio del Novecento come centrale termoelettrica e, dopo essere stata dismessa, viene trasformata in uno spazio espositivo. Il risultato è un sorprendente incontro tra archeologia classica e archeologia industriale.

Ma cosa vedere alla Centrale Montemartini? Tra le opere più interessanti ci sono la statua di Marsia, il mosaico di Santa Bibiana, il busto di Cleopatra e il corredo funerario di Crepereia Tryphaena. A rendere ancora più particolare la visita sono gli enormi macchinari originali della centrale, conservati accanto alle opere antiche.

La storia della Centrale Montemartini

Centrale Montemartini, statue
Centrale Montemartini, statue

La storia della Centrale Montemartini è legata alla modernizzazione di Roma e alla nascita del servizio elettrico pubblico della città. Fu il sindaco Ernesto Nathan a promuovere la costruzione di una centrale termoelettrica comunale con l’obiettivo di produrre l’elettricità necessaria alla capitale e superare il monopolio della società privata Anglo-Romana.

Il Consiglio Comunale deliberò, quindi, la nascita dell’ente pubblico incaricato della realizzazione della nuova centrale. Il progetto fu seguito anche dall’assessore al Tecnologico Giovanni Montemartini, al quale la struttura deve il nome. Nacque così l’Azienda Elettrica Municipale (AEM), oggi confluita in ACEA, che realizzò la prima centrale elettrica pubblica di Roma.

La nascita della centrale elettrica

La struttura in cemento armato venne costruita lungo la Via Ostiense, vicino alla confluenza del fiume Almone con il Tevere. La posizione permetteva di sfruttare le risorse idriche necessarie al funzionamento degli impianti.

La centrale fu inaugurata il 30 giugno 1912. Le turbine a vapore, i motori diesel e le caldaie furono realizzati dalla ditta Franco Tosi di Legnano. I motori diesel venivano utilizzati soprattutto nei momenti di maggiore richiesta di energia elettrica.

Negli anni Trenta, con l’espansione urbanistica di Roma e la realizzazione del nuovo quartiere dell’EUR, aumentò anche il fabbisogno energetico della città. La centrale venne quindi potenziata con due motori di maggiore capacità e una nuova turbina a vapore in grado di sviluppare 20.000 kW.

Dalla centrale elettrica al museo

La Centrale Montemartini venne dismessa a metà degli anni Sessanta e rimase a lungo inutilizzata. Soltanto negli anni Ottanta iniziarono i lavori di ristrutturazione e di adeguamento dell’edificio per una nuova destinazione d’uso.

Nel 1997 gli spazi dell’ex centrale ospitarono per la prima volta una mostra temporanea. L’esperimento ebbe successo e, nel 2001, la Centrale Montemartini divenne uno spazio museale permanente dei Musei Capitolini.

La trasformazione diede vita a un allestimento particolarmente originale: le grandi macchine della centrale, tra caldaie, motori e turbine, furono mantenute all’interno degli ambienti e affiancate alle opere archeologiche provenienti dalle collezioni dei Musei Capitolini.

È proprio questo contrasto tra archeologia romana e archeologia industriale a caratterizzare ancora oggi la visita alla Centrale Montemartini.

Le opere sono distribuite negli spazi della Sala Macchine, della Sala Caldaie e della Sala Colonne e comprendono statue, mosaici, sarcofagi, elementi architettonici e reperti provenienti dagli scavi effettuati a Roma tra la fine dell’Ottocento e il Novecento.

Dal 2016, inoltre, nella seconda Sala delle Caldaie è esposto il treno di Papa Pio IX, composto da tre vetture realizzate nel 1858 e utilizzate dal pontefice per i suoi spostamenti.

Statua di Marsia - Centrale Montemartini
Statua di Marsia – Centrale Montemartini

Cosa vedere alla Centrale Montemartini

Visitare la Centrale Montemartini significa attraversare un percorso in cui l’archeologia romana dialoga continuamente con l’architettura e i macchinari della vecchia centrale elettrica.

Il percorso racconta la storia della città attraverso opere provenienti dagli scavi effettuati a Roma tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Tra le opere e gli ambienti più interessanti da vedere ci sono la statua di Marsia, il ritratto di Cleopatra, il mosaico di Santa Bibiana, il corredo funerario di Crepereia Tryphaena e le grandi sale industriali della centrale.

La statua di Marsia

Uno dei reperti più suggestivi della Centrale Montemartini è la statua di Marsia, caratterizzata dal particolare marmo rosso con cui è realizzata.

Il soggetto rappresenta Marsia, il sileno che, secondo il mito greco, sfidò Apollo in una gara musicale. Dopo essere stato sconfitto, Marsia venne punito dal dio e sottoposto a una terribile tortura: fu legato a un albero e scuoiato vivo.

La scultura colpisce per la drammaticità della rappresentazione e per il colore intenso del marmo, ma anche per il particolare contesto in cui è esposta. La statua si trova infatti all’interno degli ambienti industriali della centrale, creando un forte contrasto tra l’opera antica e i grandi macchinari che la circondano.

Il ritratto di Cleopatra

Tra le opere più interessanti della Centrale Montemartini si trova anche il ritratto di Cleopatra, un’opera di epoca ellenistica rinvenuta alla fine dell’Ottocento in Via Labicana.

Il ritratto testimonia la presenza nelle collezioni del museo di opere legate alla cultura ellenistica e alla rappresentazione dei personaggi del mondo antico.

Insieme alle numerose statue di divinità, imperatori ed eroi mitologici, il ritratto contribuisce a raccontare la varietà delle opere archeologiche conservate all’interno della Centrale Montemartini.

Il mosaico di Santa Bibiana

Tra le opere da vedere alla Centrale Montemartini c’è anche il mosaico rinvenuto nel 1904 nei pressi della chiesa di Santa Bibiana.

Il mosaico presenta scene di caccia al cinghiale e testimonia la ricchezza delle decorazioni che caratterizzavano gli edifici e le residenze della Roma antica.

Il corredo funerario di Crepereia Tryphaena

Particolarmente affascinante è il corredo funerario di Crepereia Tryphaena, una giovane vissuta nel II secolo d.C.

La sepoltura fu scoperta nel 1889 durante i lavori per la costruzione del Palazzo di Giustizia, nel quartiere Prati. Nel corredo sono stati rinvenuti numerosi oggetti personali, tra cui gioielli d’oro, orecchini, perle, bracciali, spille con ametiste, anelli, pettini e specchi.

Tra gli oggetti più curiosi c’è una piccola bambola in avorio, appartenuta alla giovane e conservata insieme agli altri elementi del corredo funerario.

Il ritrovamento permette di conoscere più da vicino alcuni aspetti della vita quotidiana nella Roma imperiale e rende particolarmente interessante la visita anche per chi vuole scoprire la storia delle persone comuni, oltre alle grandi figure e ai monumenti dell’antichità.

Le grandi macchine della Centrale Montemartini

Le opere archeologiche non sono le uniche protagoniste del museo. Durante la visita si incontrano infatti anche le grandi macchine che appartenevano alla vecchia centrale elettrica.

Turbine, motori, caldaie e altri elementi dell’impianto sono ancora conservati all’interno degli ambienti originali e fanno parte integrante dell’allestimento.

La Sala Macchine è uno degli spazi più scenografici della Centrale Montemartini: le imponenti strutture industriali si trovano accanto alle statue e agli altri reperti archeologici, creando un dialogo continuo tra antico e moderno.

Il treno di Papa Pio IX

Tra le curiosità della Centrale Montemartini c’è il treno di Papa Pio IX, uno dei primi convogli ferroviari dello Stato Pontificio. Le tre carrozze, costruite nel 1858, sono oggi una testimonianza rara della nascita della ferrovia pontificia e permettono di vedere da vicino anche gli ambienti destinati al viaggio del pontefice.

Mosaico di Santa Bibiana - Centrale Montemartini
Mosaico di Santa Bibiana – Centrale Montemartini

Centrale Montemartini: informazioni utili

Dove si trova la Centrale Montemartini

La Centrale Montemartini si trova in Via Ostiense 106, a Roma, nel quartiere Ostiense.

La sua posizione la rende facilmente inseribile in un itinerario alla scoperta della zona, insieme agli altri luoghi di interesse dell’area Ostiense.

Come arrivare alla Centrale Montemartini

La Centrale Montemartini può essere raggiunta facilmente con i mezzi pubblici.

Per chi utilizza la metropolitana, la fermata più vicina è Piramide, sulla linea B. Dalla zona di Piramide si può poi proseguire verso la Centrale Montemartini utilizzando i collegamenti di superficie o a piedi.

Un’altra possibilità è arrivare alla stazione ferroviaria Roma Ostiense, che si trova nella stessa area e rappresenta un punto di riferimento utile soprattutto per chi raggiunge il museo in treno.

La zona è inoltre servita da diverse linee di autobus. Prima della visita è consigliabile verificare il percorso più comodo in base al punto di partenza e gli eventuali aggiornamenti sul servizio di trasporto pubblico di Roma.

Orari e giorni di apertura

Gli orari di apertura, i giorni di chiusura e le eventuali variazioni legate a festività o eventi possono cambiare nel corso dell’anno.

Prima della visita è quindi consigliabile consultare il sito ufficiale dei Musei in Comune di Roma, dove sono riportati gli orari aggiornati e gli eventuali avvisi.

Biglietti

Le tariffe della Centrale Montemartini possono variare in base alle mostre temporanee e alle iniziative in corso. Per conoscere prezzi, riduzioni e modalità di acquisto è quindi consigliabile consultare le informazioni aggiornate sul sito ufficiale dei Musei in Comune.

L’ingresso alla Centrale Montemartini è gratuito per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana di Roma, esibendo in biglietteria un documento che attesti la residenza.

L’ingresso è inoltre gratuito per i possessori della Roma MIC Card in corso di validità.

Prima della visita è sempre consigliabile verificare sul sito ufficiale eventuali variazioni delle tariffe, delle condizioni di gratuità e delle modalità di accesso.

Quanto tempo serve per visitare la Centrale Montemartini

Per una visita completa della Centrale Montemartini è consigliabile prevedere almeno un’ora e mezza o due ore, soprattutto se si desidera soffermarsi sulle principali opere archeologiche e osservare con attenzione i macchinari della vecchia centrale.

Il tempo necessario può naturalmente variare in base all’interesse personale e alla presenza di eventuali mostre temporanee.

Scopri la Roma del Novecento

La Centrale Montemartini racconta una delle trasformazioni della Roma moderna: quella legata all’energia, all’industria e alla crescita della città fuori dal centro storico. Se vuoi continuare a conoscere questo volto della Capitale, scopri altri luoghi, architetture e storie del secolo scorso.

Roma Novecento: architetture, luoghi e memorie della Capitale

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