Civita di Bagnoregio, il paese sospeso: cosa vedere nella città che muore

Aggiornamento articolo: 13/07/2026

Civita di Bagnoregio, il borgo medievale, la città che muore, il luogo di nascita di San Bonaventura, il paese che lentamente si sgretola. Con questi termini si potrebbe racchiudere l’essenza del centro abitato della Tuscia. Entrato di diritto nel novero dei Borghi più belli d’Italia, Civita di Bagnoregio vive in bilico sul tufo, affascinando i suoi visitatori e regalando scorci di bellezza estatica. Vi conduciamo all’interno di questo splendido paese per mostrarvi tutto quello che c’è da vedere.

Il paesaggio che caratterizza e rende così unico al mondo questo luogo si è modificato nel tempo, a causa di crolli, terremoti e smottamenti di terra. Questi fenomeni continui ed inesorabili hanno sottratto terreno su cui erano poggiate le fondamenta delle case di questo borgo. Proprio tali eventi naturali hanno fatto di Civita di Bagnoregio uno dei borghi più famosi del Lazio e d’Italia, e il particolare ambiente che si è venuto a creare lo ha reso un paese molto apprezzato dai visitatori di tutto il mondo.

Tanti, infatti, sono i turisti che giungono fin qui per visitare le coloratissime stradine ed il meraviglioso centro storico di Civita di Bagnoregio. Non ci resta allora che scoprire insieme la sua storia, i suoi monumenti ed i suoi incredibili angoli medievali.

CONSIGLIO: Se vuoi scoprire tutti i luoghi da visitare nei dintorni puoi leggere la nostra guida completa della Tuscia.

La storia di Civita di Bagnoregio: il paese che si sgretola

Civita di Bagnoregio, il paese che si sgretola
Civita di Bagnoregio, il paese che si sgretola

Partiamo dal nome, davvero particolare! La storia di Civita di Bagnoregio è legata ad una leggenda in cui viene narrata la vicenda di un bagno miracoloso avvenuto durante l’Alto Medioevo. Secondo questo racconto, il re longobardo Desiderio, immersosi nelle acque termali del posto, guarì miracolosamente da una malattia: proprio da questo prodigioso balneum regis sarebbe derivato il toponimo del borgo.

Le origini geologiche e l’instabilità del tufo

Civita di Bagnoregio nasce su un suolo instabile, frutto dell’attività eruttiva del complesso vulcanico dei Monti Vulsini. Migliaia di anni fa la zona compresa tra Montefiascone, Bolsena ed Orvieto era un territorio insicuro, in continua mutazione a causa dei cinque complessi vulcanici che qui erano distribuiti.

L’attività eruttiva, iniziata circa 600.000 anni fa dalla zona paleo-vulsinica, si spostò successivamente verso un’area più esterna. Qui, 330.000 anni fa, iniziarono delle eruzioni molto violente che depositarono su una superficie lunga 200 km² i detriti piroclastici su cui attualmente poggia il borgo. L’ignimbrite formatasi si andò a depositare sopra l’argilla presente in quella zona, rendendo instabile il terreno su cui è stato costruito il centro medievale.

Dagli Etruschi a San Bonaventura

I problemi legati al suolo erano già evidenti ai primi abitanti del territorio: gli Etruschi. Questi avevano iniziato un’opera di canalizzazione delle acque piovane per evitare che venisse erosa la base argillosa. I Romani continuarono l’azione di drenaggio ma, con il disfacimento dell’Impero, i canali non ebbero più manutenzione causando, unitamente ad un’estesa azione di disboscamento, lo sgretolamento del terreno. Dopo la dominazione longobarda, il paese fu liberato dai Franchi e consegnato allo Stato Pontificio nel 774.

Il Duecento segnò un passo importante per il borgo perché a Civita di Bagnoregio nacque Giovanni Fidanza, meglio conosciuto come San Bonaventura (nato nel 1217). Il piccolo si ammalò gravemente e la mamma ottenne la sua guarigione pregando ardentemente San Francesco. Divenuto una figura di primo piano dell’ordine francescano, la sua casa natale a Civita venne purtroppo distrutta durante il terremoto alla fine del Seicento; in sua memoria rimane oggi nel borgo un’edicola con l’effigie del santo.

L’azione di erosione della roccia tufacea era già in stato avanzato nel corso del XVI secolo, tanto che vennero imposte leggi severe che vietavano il pascolo del bestiame e il taglio del bosco. Il blocco tufaceo su cui svetta oggi l’antica Civita di Bagnoregio è il risultato dello sgretolamento prodottosi in tutti questi secoli a causa dell’acqua e dei forti terremoti del 1695 e del 1764.

Oggi Civita, sospesa sulla Valle dei Calanchi e circondata dai fiumi Torbido e Chiaro, è collegata a Bagnoregio solo da un ponte pedonale lungo 300 metri, un passaggio che prepara il visitatore ad un’atmosfera fuori dal tempo.

Cosa vedere a Civita di Bagnoregio, la “Città che muore”

Le case di Civita di Bagnoregio
Le case di Civita di Bagnoregio

Lentamente si percorre a piedi la distanza che collega Bagnoregio, il paese ben ancorato al suolo, alla sua frazione sospesa sul tufo. Il vento taglia la valle velocemente e piano piano si risale verso l’accesso del borgo.

Ecco i principali punti di interesse da non perdere:

  • Porta Santa Maria: l’unica rimasta delle due esistenti in passato, costituisce l’ingresso dell’abitato. In alto si trovano due bassorilievi a ricordo della rivolta degli abitanti nei confronti della famiglia Monaldeschi: un leone che stringe una testa umana.
  • Chiesa di San Donato: situata nella piazza principale, questa splendida chiesa romanica sorge sulle fondamenta di un antico tempio etrusco.
  • Museo Geologico e delle Frane: un luogo fondamentale per comprendere i processi geomorfologici passati ed attuali che mettono a rischio il borgo.
  • I Palazzi Rinascimentali: passeggiando tra i vicoli si incontrano i palazzi nobiliari del Rinascimento viterbese, come quelli appartenuti alle famiglie Alemanni, Bocca e Colesanti.
  • Il Belvedere sulla Valle dei Calanchi: si apre su una piazzetta e consente di abbracciare con lo sguardo tutto il versante nord del territorio, regalando un panorama unico e indimenticabile.

Regna un’aria sospesa, come di attesa. Tutt’intorno si staglia il tufo, la roccia magmatica che rischia ora di far morire il borgo. Proprio per questo motivo Civita di Bagnoregio è conosciuto in tutto il mondo come il “paese che muore”. Il biglietto d’ingresso pagato per accedere al borgo viene riutilizzato dall’amministrazione comunale per tutelare il paese e per rendere sostenibile il flusso turistico.

Ti interessa scoprire la zona? Leggi la nostra guida dedicata ai borghi più belli della Tuscia viterbese.

Scorcio del centro storico di Civita di Bagnoregio
Scorcio del centro storico di Civita di Bagnoregio

Informazioni pratiche per visitare Civita di Bagnoregio

Per pianificare al meglio la tua escursione in questo splendido borgo della Tuscia viterbese, ecco alcune informazioni utili da tenere a mente:

Biglietto d’ingresso e sostenibilità

Per accedere al borgo e attraversare il ponte pedonale è necessario acquistare un ticket d’ingresso. Il ricavato del biglietto viene interamente riutilizzato dall’amministrazione comunale per finanziare i continui lavori di manutenzione, monitoraggio geologico e tutela del territorio, oltre che per gestire il flusso turistico in modo sostenibile. I biglietti possono essere acquistati presso la biglietteria fisica prima del ponte oppure online.

Quando andare

Il borgo è affascinante in ogni stagione, ma i momenti migliori per visitarlo sono la primavera e l’autunno, quando le temperature sono miti e perfette per affrontare la salita a piedi. Se vuoi scattare foto indimenticabili, la mattina presto o il tardo pomeriggio offrono una luce spettacolare e una minore affluenza di visitatori. Nelle giornate autunnali e invernali, se sei fortunato, potrai ammirare lo spettacolo di Civita che emerge letteralmente da un mare di nebbia fitta che avvolge la Valle dei Calanchi.

Come arrivare a Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio si trova in Tuscia, in provincia di Viterbo.

  • In treno e bus: la stazione ferroviaria più vicina è quella di Orvieto; da lì è necessario proseguire prendendo il bus della linea Cotral fino a Bagnoregio.
  • In auto da Nord: uscire dall’autostrada A1 a Orvieto e seguire i cartelli segnaletici per Bagnoregio (distante circa 20 chilometri).
  • In auto da Sud: uscire ad Orte, proseguire sulla superstrada in direzione Viterbo e prendere l’uscita consigliata Bagnaia-Montefiascone.

Guida della Tuscia e della Maremma laziale
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Scopri la Tuscia, la Maremma Laziale e la provincia di Viterbo: terre modellate dagli Etruschi, dove borghi sospesi nel tempo si affacciano su paesaggi mozzafiato. Questa guida ti accompagnerà in un viaggio unico tra arte, natura e tradizioni autentiche. Esplorerai Viterbo, l’affascinante “Città dei Papi”, e ti lascerai incantare dall’atmosfera magica di Civita di Bagnoregio, la “Città che muore”. Dallo specchio blu dei laghi vulcanici di Bolsena e Vico, il percorso si snoda tra i tesori archeologici e medievali di Soriano nel Cimino, Sutri, Tarquinia e Tuscania e molto altro.

Nelle vicinanze:
La Rocca dei Papi di Montefiascone
Il Parco dei Mostri di Bomarzo
Bolsena, la città del lago lungo la via Francigena

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