Prima di partire per un cammino, un trekking o un viaggio a piedi c’è una scelta che può fare molta differenza: quella dello zaino.
Sarà con noi dall’inizio alla fine della giornata, sulle salite e nelle discese, nei tratti facili e in quelli più impegnativi. Dovrà contenere tutto ciò che serve senza diventare un peso inutile da portare sulle spalle per ore.
La scelta, quindi, non dovrebbe partire dal modello più grande o da quello con più caratteristiche, ma da una domanda molto semplice: che cosa devo davvero portare con me?
Durata del viaggio, stagione, tipo di percorso e possibilità di dormire o rifornirsi lungo la strada determinano la capacità necessaria. Le esigenze cambiano drasticamente tra una semplice escursione giornaliera e una camminata di più settimane. Allo stesso modo, affrontare un itinerario in totale autonomia con tenda e fornello richiede uno zaino molto più capiente e strutturato rispetto a un viaggio con pernottamento in rifugi, B&B o alberghi.
Quanti litri deve avere uno zaino da trekking?
La capacità dello zaino si misura in litri, ma non esiste una misura valida per tutti. Più che dalla durata del viaggio in sé, la capacità dipende da quanto materiale dobbiamo trasportare e da quanto possiamo rifornirci o trovare lungo il percorso.
Per un’escursione giornaliera, uno zaino tra i 20 e i 25 litri è generalmente sufficiente per acqua, cibo, una giacca, qualche indumento di ricambio e il necessario per affrontare il percorso. Per uscite brevi e leggere può bastare anche meno; se invece il clima è freddo o serve più equipaggiamento, può essere utile salire verso i 25-30 litri.
Per un trekking di più giorni, un volume di 30-40 litri può essere sufficiente quando si dorme in strutture ricettive e non è necessario trasportare attrezzatura da campeggio. Se dobbiamo invece portare tenda, sacco a pelo, materassino, fornello e viveri, il volume necessario aumenta.
Nei cammini di lunga durata, come il Cammino di Santiago o la Via Francigena, non è necessariamente utile scegliere uno zaino molto grande. Se si dorme lungo il percorso e si viaggia leggeri, un volume nell’ordine dei 35-45 litri può essere adeguato.
Sono indicazioni orientative, non regole. Due persone che affrontano lo stesso percorso possono avere bisogno di zaini molto diversi in base all’attrezzatura, alla stagione e al modo di viaggiare.
La regola più utile è quindi semplice: scegliere la capacità in funzione dell’attrezzatura reale che dobbiamo trasportare, lasciando il minor spazio possibile al superfluo.
Uno zaino grande non è necessariamente uno zaino migliore
È una tentazione comune scegliere uno zaino più grande “così ci sta tutto”.
Il problema è che, quando abbiamo spazio, spesso finiamo per riempirlo. Un paio di magliette in più, una felpa che forse non servirà, qualche oggetto che potrebbe tornare utile. Alla fine il volume aumenta e, con lui, il peso.
Su una camminata di due ore forse ce ne accorgiamo poco. Dopo diversi giorni e decine di chilometri, invece, ogni peso superfluo comincia a farsi sentire.
Per questo è meglio scegliere la capacità dello zaino partendo dall’attrezzatura che dobbiamo trasportare, non dal desiderio di avere più spazio possibile.
Come deve vestire uno zaino da trekking?
Uno zaino può avere un ottimo schienale, numerose regolazioni e un sistema di ventilazione efficace, ma se la sua struttura non è adatta al nostro corpo, queste caratteristiche servono a poco.
La vestibilità deve quindi essere il primo criterio da verificare.
Un elemento fondamentale è la lunghezza dello schienale, che deve essere proporzionata a quella del busto e non semplicemente all’altezza della persona. Nei modelli regolabili, è possibile adattare la posizione degli spallacci alla propria conformazione fisica.
Una volta impostata questa misura, bisogna verificare la posizione della cintura lombare. Deve appoggiare sul bacino, nella zona delle creste iliache, e non rimanere troppo alta sull’addome né troppo bassa. Quando è correttamente posizionata, permette di trasferire una parte importante del carico dal sistema di spallacci al bacino.
Gli spallacci devono seguire la forma delle spalle senza creare punti di pressione. Devono aderire al corpo, ma non essere così stretti da trasferire nuovamente sulle spalle il peso che la cintura dovrebbe scaricare sul bacino.
Nei modelli dotati di variatori di carico, le cinghie che collegano la parte superiore dello zaino agli spallacci permettono di regolare la distanza tra il carico e il corpo. Stringendole, la parte superiore dello zaino viene avvicinata alla schiena; allentandole, si lascia maggiore libertà di movimento.
La cinghia pettorale ha invece una funzione diversa. Collega i due spallacci all’altezza del torace e impedisce che tendano a scivolare verso l’esterno. Deve mantenere gli spallacci nella posizione corretta senza comprimere il petto o limitare la respirazione.
La vestibilità, quindi, non dipende da una singola caratteristica: è il risultato dell’interazione tra lunghezza dello schienale, cintura lombare, spallacci e regolazioni.
Come deve essere lo schienale dello zaino?
Lo schienale determina in buona parte il modo in cui lo zaino aderisce al corpo. La sua progettazione influenza soprattutto stabilità, ventilazione e gestione del carico. Negli zaini da trekking si incontrano diverse soluzioni.
Gli schienali aderenti e imbottiti mantengono il carico vicino al corpo e possono offrire una sensazione di maggiore stabilità, soprattutto quando il terreno è sconnesso o lo zaino è abbastanza carico. La superficie a contatto con la schiena, però, può limitare la circolazione dell’aria.
Una soluzione intermedia è rappresentata dagli schienali con canali o zone ventilate. L’imbottitura è sagomata in modo da creare alcuni spazi attraverso i quali l’aria può circolare, cercando un compromesso tra aderenza e ventilazione.
Gli schienali a rete sospesa, invece, mantengono la schiena separata dal pannello dello zaino attraverso una rete. Lo spazio che si crea favorisce la circolazione dell’aria e può risultare particolarmente piacevole nelle giornate calde.
Non significa però che una rete sospesa sia automaticamente meno stabile o adatta soltanto ai carichi leggeri. Il comportamento dello zaino dipende dall’intero sistema di sospensione, compresi telaio, cintura, regolazioni e struttura del pannello posteriore.
La scelta dipende quindi dal tipo di utilizzo. Se la priorità è mantenere il carico vicino al corpo, l’aderenza può avere maggiore importanza; se si cammina soprattutto con temperature elevate e carichi moderati, una maggiore ventilazione può diventare un vantaggio significativo.
Non esiste uno schienale migliore in assoluto: deve essere quello più adatto al nostro corpo, al carico e al tipo di percorso.
Come organizzare tasche e scomparti
Il numero delle tasche non determina da solo la funzionalità di uno zaino. Più importante è come sono distribuite e quanto è facile raggiungere ciò che serve durante il cammino.
Le tasche laterali sono particolarmente utili per borracce, bottiglie o altri oggetti che vogliamo estrarre senza aprire lo scomparto principale. La loro posizione è importante quanto la capacità: se vogliamo raggiungere una borraccia mentre camminiamo, la tasca deve essere effettivamente accessibile senza togliere lo zaino.
Le tasche sugli spallacci o sulla cintura lombare sono invece adatte agli oggetti di piccole dimensioni che vogliamo avere immediatamente a portata di mano: telefono, snack, occhiali, crema solare o altri piccoli accessori.
Una tasca superiore offre un ulteriore spazio facilmente accessibile e può essere utile per gli oggetti utilizzati frequentemente.
Nei modelli più capienti può essere presente anche un’apertura frontale o laterale dello scomparto principale. Rispetto alla tradizionale apertura dall’alto, consente di raggiungere più facilmente il contenuto che si trova nella parte centrale o inferiore dello zaino.
Per i cammini di più giorni conta quindi soprattutto la logica dell’organizzazione. Gli oggetti utilizzati durante la giornata dovrebbero essere facilmente raggiungibili, mentre quelli che servono soltanto una volta arrivati a destinazione possono essere sistemati più in profondità.
Una buona disposizione delle tasche non aumenta semplicemente lo spazio disponibile: evita di dover svuotare e riorganizzare continuamente lo zaino.
Come proteggere lo zaino dalla pioggia
Un buon sistema di protezione dalla pioggia è importante soprattutto nei cammini di più giorni, quando non possiamo semplicemente aspettare che il maltempo passi prima di ripartire.
La soluzione più comune è il coprizaino antipioggia, integrato nello zaino oppure acquistabile separatamente. È leggero, occupa poco spazio e permette di proteggere rapidamente lo zaino e il suo contenuto durante un acquazzone.
Il coprizaino, però, non deve essere confuso con l’impermeabilità completa. Anche quando il tessuto dello zaino offre una certa resistenza all’acqua, cerniere, cuciture, aperture e zone esposte possono lasciar passare l’umidità. Inoltre, il coprizaino lascia normalmente scoperti schienale, spallacci e parte della cintura.
Per questo, quando il contenuto è particolarmente sensibile all’acqua, è utile prevedere una seconda protezione. Documenti, telefono, macchina fotografica e dispositivi elettronici possono essere raccolti in sacche impermeabili, mentre il resto dell’attrezzatura può essere organizzato in sacche interne più semplici, utili anche per mantenere ordinato il contenuto.
Esistono anche zaini realizzati con materiali e costruzioni più resistenti all’acqua. In questo caso è importante distinguere tra uno zaino semplicemente idrorepellente e un modello realmente impermeabile: oltre al tessuto, contano infatti anche cuciture, cerniere e sistema di chiusura.
Per un normale trekking, quindi, non è necessariamente indispensabile acquistare uno zaino impermeabile. Un buon coprizaino, associato a una protezione interna per gli oggetti più delicati, offre spesso una soluzione semplice e versatile.
Come provare e regolare lo zaino
Lo zaino va provato con un carico realistico. Uno zaino vuoto non permette infatti di valutare correttamente né la distribuzione del peso né il comportamento delle regolazioni.
Prima di indossarlo, si allentano le principali cinghie di regolazione: cintura lombare, spallacci e variatori di carico. La cinghia pettorale va lasciata sganciata. Se lo zaino ha uno schienale regolabile, si imposta preliminarmente una lunghezza compatibile con quella del proprio busto.
Una volta indossato, il primo elemento da sistemare è la cintura lombare. Deve essere centrata sul bacino, con l’imbottitura appoggiata nella zona delle creste iliache. Si chiude la fibbia e si stringe in modo uniforme fino a ottenere un sostegno sicuro, senza comprimere eccessivamente i fianchi.
Si regolano quindi gli spallacci, tirando le cinghie verso il basso e all’indietro. Devono aderire alle spalle senza creare punti di pressione e senza essere così stretti da trasferire nuovamente tutto il peso sulle spalle.
A questo punto si regolano i variatori di carico. Servono ad avvicinare o allontanare la parte superiore dello zaino dal corpo e devono essere abbastanza tesi da stabilizzare il carico, senza tirare eccessivamente gli spallacci verso l’alto.
Solo alla fine si chiude la cinghia pettorale. Va posizionata a un’altezza confortevole e regolata in modo da mantenere gli spallacci nella posizione corretta senza comprimere il torace.
Terminata la regolazione, bisogna muoversi con lo zaino addosso. Camminare, salire e scendere alcuni gradini e ruotare il busto permette di verificare se il carico rimane stabile e se compaiono punti di pressione o sfregamento.
Se lo zaino tende a muoversi, tira all’indietro o crea pressioni anomale, non è necessariamente sufficiente stringere le cinghie. Può essere necessario correggere la lunghezza dello schienale o la posizione della cintura.
La prova serve anche a capire se lo zaino è della misura giusta. Le regolazioni possono migliorare la vestibilità, ma non possono compensare completamente uno schienale della lunghezza sbagliata o una cintura che non si adatta alla conformazione del bacino.
Cosa controllare prima di scegliere uno zaino da trekking
Prima dell’acquisto, vale la pena controllare questi elementi:
- Capacità: deve essere sufficiente per l’attrezzatura che dobbiamo portare, senza lasciare troppo spazio al superfluo.
- Peso a vuoto: meno peso significa meno carico da trasportare per tutta la giornata.
- Schienale: deve avere una lunghezza adatta al busto e, se regolabile, permettere una corretta messa a punto.
- Cintura lombare: deve appoggiarsi correttamente sul bacino e contribuire a sostenere il carico.
- Spallacci: devono aderire alle spalle senza creare pressioni o sfregamenti.
- Sistema di ventilazione: va valutato insieme all’aderenza dello zaino e al tipo di percorso che affrontiamo.
- Tasche e aperture: devono permettere di raggiungere facilmente gli oggetti che utilizziamo più spesso.
- Regolazioni: devono consentire di adattare lo zaino al corpo e di stabilizzare il carico.
- Protezione dalla pioggia: un coprizaino o una soluzione equivalente può essere utile quando si cammina in condizioni meteorologiche variabili.
La prova con il carico previsto resta comunque il controllo più importante: uno zaino può avere ottime caratteristiche sulla carta, ma deve prima di tutto vestire bene e risultare stabile e confortevole durante il movimento.
Lo zaino giusto è quello che ci fa pensare alla strada
Quando si parla di attrezzatura da trekking, è facile lasciarsi attirare da materiali, tecnologie e numeri. Ma uno zaino dovrebbe fare soprattutto una cosa: permetterci di camminare comodamente.
Per un’escursione di poche ore sarà probabilmente sufficiente un modello leggero e compatto. Per un cammino di più giorni serviranno maggiore capacità e un sistema di trasporto più curato. Per un trekking in autonomia saranno invece l’attrezzatura e le condizioni del viaggio a determinare quanto spazio occorre.
Non esiste quindi lo zaino perfetto in assoluto. Esiste quello giusto per quel percorso, quella stagione e quel modo di viaggiare. E c’è un’ultima cosa da ricordare prima di chiudere la cerniera: ogni oggetto che mettiamo dentro lo zaino dovrà camminare con noi. Dopo i primi chilometri, spesso, è proprio questa la considerazione che aiuta a capire cosa era davvero necessario portare.
Leggi anche: