Aggiornamento articolo: 19 agosto 2026
Scenari incredibili e vista da brivido è quel che regala il massiccio del Gran Sasso, il sistema montuoso d’Abruzzo che ospita la vetta maggiore degli Appennini: il Corno Grande, 2.912 metri di calcare aspro e tagliente. Con la sua altezza questa vetta primeggia sulla linea d’orizzonte, delineando e caratterizzando il paesaggio abruzzese.
Gran Sasso: la Via Normale al Corno Grande
Simbolo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, questa cima appare imponente e difficilmente avvicinabile. E così doveva sembrare anche a Francesco De Marchi quando lo affrontò per la prima volta nel 1573. Aveva 69 anni e, partendo da un ‘castello nominato Sercio’ (Assergi), salì insieme ad un ‘chacciatore di camoccie’, Francesco Di Domenico.
Oggi il Corno Grande è una delle vette che intriga e strega maggiormente escursionisti ed alpinisti che fanno visita al Parco. Quella che proponiamo in questo articolo è la Via Normale da Campo Imperatore, il percorso escursionistico più accessibile per raggiungere la Vetta Occidentale (quella più alta), ma comunque impegnativo, tanto da essere classificato EE (Escursionisti Esperti).
Noi siamo saliti sul Corno Grande accompagnati da una guida, e anche per questo abbiamo potuto goderci la salita con maggiore tranquillità, lasciandoci raccontare la montagna e il territorio che stavamo attraversando.

Il Corno Grande e le sue cime
La catena del Gran Sasso si estende per circa 50 chilometri lungo la direttrice est-ovest e comprende numerose vette affilate e taglienti, composte principalmente da calcari e dolomie. Su tutte primeggia il Corno Grande, il balcone dell’Appennino, con la sua Vetta Occidentale che raggiunge i 2.912 metri.
Il massiccio comprende diverse cime, tra cui la Vetta Orientale, la Vetta Centrale, il Torrione Cambi e la Vetta Occidentale, la più alta.
Da Campo Imperatore alla Vetta Occidentale si può arrivare seguendo itinerari diversi. La Via delle Creste e la Direttissima sono percorsi più alpinistici, mentre la Via Normale permette di raggiungere la cima seguendo un itinerario escursionistico. Non è però una passeggiata: siamo in alta montagna e alcuni tratti, soprattutto verso la vetta, richiedono esperienza e passo sicuro.
Da Campo Imperatore al Corno Grande
La Via Normale al Corno Grande parte dal piazzale di Campo Imperatore, a circa 2.130 metri di quota. L’altopiano è raggiungibile attraverso la strada che sale da Assergi oppure, quando in funzione, con la funivia del Gran Sasso d’Italia da Fonte Cerreto.
Dopo essere giunti sul piazzale di Campo Imperatore si sale lungo l’evidente tracciato che passa sulla sinistra dell’osservatorio astronomico e risale verso il Rifugio Duca degli Abruzzi, visibile proprio sopra le nostre teste.
Da qui si prende il sentiero che sale verso la Sella di Monte Aquila, a circa 2.335 metri di altitudine. Il panorama comincia ad aprirsi e davanti a noi il Gran Sasso mostra sempre più chiaramente le sue forme aspre e imponenti.
Si prosegue, quindi, verso nord seguendo il percorso della Via Normale in direzione della Sella del Brecciaio, lasciando le deviazioni che conducono verso altri itinerari del massiccio. Il sentiero attraversa un ambiente sempre più roccioso e ghiaioso e raggiunge la sella, a circa 2.500 metri di quota.
Qui si apre un bel panorama sul versante teramano, su Pizzo Cefalone e sul Pizzo Intermesoli, mentre il Corno Grande sembra ormai a portata di mano.

Corno Grande: cosa vedere lungo il percorso
Siamo sotto i piedi della cresta occidentale del Corno Grande, che si fa sempre più vicino. Riprendiamo il cammino, ignorando i segnali che indicano la Via delle Creste e altri itinerari alpinistici, e continuiamo fino a giungere alla Conca degli Invalidi, intorno ai 2.600 metri.
Da qui si vede benissimo il vicino e selvaggio Corno Piccolo e cominciamo l’ascesa finale. Il terreno diventa più ripido e la roccia e la ghiaia rendono la salita a tratti faticosa.
Riponete le bacchette: in alcuni passaggi occorre aiutarsi con le mani. È proprio in questo tratto che bisogna procedere con maggiore attenzione, soprattutto perché il terreno ghiaioso può rendere delicata l’ascesa.
In vetta al Corno Grande
Alla fine della lunga salita si arriva alla croce del Corno Grande, a 2.912 metri.
Se vi affacciate alla vostra sinistra vi attende una sorpresa: sotto le pareti del Corno Grande si apre la conca del Calderone, dove sopravvive il ghiacciaio più meridionale d’Europa. Oggi il ghiacciaio è fortemente ridotto rispetto al passato, ma la sua presenza rende ancora più particolare questo affaccio sul versante della montagna.
La vista dalla vetta è davvero eccezionale e, se il cielo è limpido, si possono osservare le cime principali del Gran Sasso, il Velino-Sirente, la più dolce Majella, il Terminillo ed anche il mare Adriatico.

Informazioni sulla Via Normale al Corno Grande
Partenza: Piazzale di Campo Imperatore, circa 2.130 metri
Arrivo: Corno Grande, Vetta Occidentale, 2.912 metri
Dislivello: 782 metri tra partenza e vetta; il dislivello effettivamente affrontato è maggiore per i saliscendi del percorso
Difficoltà: EE – Escursionisti Esperti
Tempo di percorrenza: circa 7-8 ore complessive, andata e ritorno, come riferimento indicativo
Sentieri: CAI 101, 103
Periodo consigliato: estate, in assenza di neve e ghiaccio
Attenzione: la Via Normale è un itinerario di alta montagna. Il tratto finale si sviluppa su roccia e ghiaia e in alcuni passaggi è necessario aiutarsi con le mani. In presenza di neve o ghiaccio le condizioni dell’itinerario cambiano radicalmente.
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Per scoprire il territorio oltre questo itinerario, lasciati guidare tra borghi, luoghi da vedere e percorsi del Gran Sasso e dell’Aquilano.
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