Aggiornamento articolo 24/07/2026
Nel cuore della Tuscia viterbese esiste un territorio dove il paesaggio sembra raccontare ancora la presenza degli antichi Etruschi. È la zona di Blera, un piccolo borgo medievale affacciato sulla valle del Biedano, circondato da boschi, gole tufacee e antiche vie scavate nella roccia.
Abbiamo percorso questo trekking ad anello alla scoperta di uno degli itinerari più suggestivi della Tuscia, un percorso che unisce natura e archeologia attraversando il ponte del Diavolo, antiche tagliate etrusche, colombari romani e la necropoli di Pian del Vescovo.
Camminare a Blera significa entrare in un paesaggio dove il tempo sembra essersi fermato: il rumore dell’acqua del Biedano accompagna il sentiero, la vegetazione nasconde tombe millenarie e ogni curva può rivelare una nuova testimonianza del passato.
Indice
- Blera tra Etruschi, boschi e vie cave
- Trekking da Blera alla necropoli di Pian del Vescovo
- Ponte del Diavolo e valle del Biedano
- Cava Buia e vie cave nel tufo
- Colombario romano di Blera
- Necropoli etrusca di Pian del Vescovo
- Informazioni utili trekking Blera
- Come arrivare a Blera
- Consigli per il trekking a Blera
- Vale la pena fare il trekking di Blera?
Blera: un borgo tra Etruschi, boschi e vie cave
Blera si trova nella parte settentrionale della provincia di Viterbo, a poca distanza da Tarquinia e Barbarano Romano.
Il borgo medievale domina la valle del Biedano ed è circondato da un territorio caratterizzato da una forte presenza etrusca. Qui gli antichi abitanti sfruttarono la particolare conformazione del territorio creando necropoli, vie di comunicazione scavate nel tufo e insediamenti lungo le vallate.
Uno degli aspetti più affascinanti di questa zona è proprio il continuo incontro tra ambiente naturale e testimonianze storiche: il bosco non nasconde il passato, ma lo conserva e lo integra nel paesaggio.

Il trekking da Blera alla necropoli di Pian del Vescovo: la nostra esperienza
Il nostro percorso è iniziato dal parcheggio di Piazza Papa Giovanni XIII, da dove abbiamo raggiunto a piedi il centro del borgo.
Seguendo via Umberto I abbiamo iniziato la discesa verso la valle del Biedano, lasciandoci alle spalle le case di Blera e entrando lentamente in un ambiente completamente diverso.
In pochi minuti il paesaggio cambia: dalle strade del paese si passa a un sentiero immerso nel verde, dove le antiche tracce della Via Clodia accompagnano il cammino.
Il ponte del Diavolo e la valle del Biedano
Uno dei primi punti spettacolari dell’escursione è il Ponte del Diavolo, un’antica struttura romana risalente al I secolo a.C.
Il ponte, costruito con tre archi, permetteva alla Via Clodia di superare il torrente Biedano e collegare i diversi centri della Tuscia.
Da questo punto si può osservare il contrasto tra il ponte romano e il più moderno viadotto in cemento costruito nel Novecento: due epoche diverse che convivono nello stesso paesaggio.
Dopo aver attraversato il torrente si entra nella parte più naturalistica del percorso, tra boschi, pareti tufacee e il continuo rumore dell’acqua. È uno di quei momenti in cui ci si rende conto di quanto la Tuscia riesca a conservare luoghi dove storia e natura convivono ancora senza separazioni.

La Cava Buia di Blera e le antiche vie scavate nel tufo
Proseguendo lungo il sentiero si raggiunge una delle zone più suggestive dell’escursione: la Cava Buia.
Si tratta di una profonda tagliata etrusca lunga circa 400 metri, scavata direttamente nel tufo. Le pareti alte e la vegetazione che ricopre la roccia creano un ambiente particolarmente suggestivo, quasi fuori dal tempo.
Camminare all’interno di queste antiche vie permette di comprendere quanto il territorio della Tuscia fosse modellato dall’uomo già migliaia di anni fa.
Il colombario romano di Blera
Lungo il percorso si incontra anche un antico colombario romano. Questo ambiente scavato nella roccia veniva utilizzato per conservare le ceneri dei defunti ed è caratterizzato dalla presenza di numerose nicchie interne.
Per visitarlo è necessario salire una scala metallica e avere con sé una torcia, perché l’interno è completamente buio.
È uno dei tanti esempi di come in questo territorio le testimonianze archeologiche siano spesso nascoste nel bosco e lontane dai classici percorsi turistici.

La necropoli etrusca di Pian del Vescovo
Il momento più importante del trekking è sicuramente la visita alla necropoli di Pian del Vescovo.
Raggiungibile seguendo l’antico tracciato della Via Clodia, questa area archeologica conserva numerose tombe etrusche costruite tra il VII e il II secolo a.C.
Tra le più interessanti troviamo la Tomba della Sfinge, una sepoltura a doppia camera che prende il nome dalla scultura rinvenuta al suo interno, oggi conservata presso il Museo Archeologico di Viterbo.
Camminare tra queste tombe immerse nella vegetazione è un’esperienza particolare: non si ha la sensazione di visitare un’area archeologica isolata, ma di esplorare un paesaggio dove natura e storia sono ancora completamente unite.
Informazioni utili per il trekking a Blera
Località: Blera (VT)
Percorso: anello tra valle del Biedano e necropoli di Pian del Vescovo
Difficoltà: E (escursionistico)
Lunghezza: circa 9 km
Dislivello: circa 200 metri
Durata: circa 3 ore
Periodo consigliato: primavera e autunno
Fondo: sentieri boschivi, tratti su roccia e vie cave tufacee
Equipaggiamento: scarpe da trekking
Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche, ma alcuni tratti possono risultare umidi e scivolosi, soprattutto vicino al torrente e nelle zone più ombreggiate.
Come arrivare a Blera
Blera si trova in provincia di Viterbo ed è raggiungibile in auto dalle principali località della Tuscia.
Il trekking parte dal centro del paese, in prossimità di Piazza Papa Giovanni XIII, dove è possibile parcheggiare e iniziare il percorso verso la valle del Biedano e il Ponte del Diavolo.
Consigli per affrontare il trekking
Consigliamo di affrontare il percorso con:
- scarpe da trekking con buona aderenza;
- pantaloni lunghi per la vegetazione;
- acqua sufficiente nei mesi più caldi;
- una torcia per visitare il colombario;
- una traccia GPS o una mappa dei sentieri.
Dopo periodi di pioggia è consigliabile informarsi sulle condizioni dei sentieri, perché alcuni tratti vicino al Biedano possono diventare fangosi e più difficili da percorrere.
Perché fare il trekking di Blera?
Dopo aver percorso diversi itinerari nella Tuscia possiamo dire che il trekking di Blera è uno di quelli che meglio rappresentano l’anima di questo territorio.
È un percorso dove non si cammina soltanto per raggiungere una meta, ma per vivere un paesaggio fatto di boschi, acqua, roccia e storia.
Dal Ponte del Diavolo alle vie cave etrusche, fino alle tombe della necropoli di Pian del Vescovo, questo itinerario racconta una Tuscia autentica, dove ogni sentiero conserva ancora le tracce delle persone che hanno vissuto questo territorio nei secoli.
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