Cosa vedere a Tuscania: viaggio nel borgo dell’alta Tuscia

Aggiornamento articolo: 13/07/2026

In posizione dominante, avvolta dall’ambiente agreste dell’alta Tuscia, Tuscania appare da lontano tutta cinta e racchiusa dalle sue mura e dalle alte torri medievali. Collocata su promontori tufacei, si erge sulla valle del Marta, in una posizione di collegamento strategica tra il mar Tirreno ed il lago di Bolsena.

Di qui passava la Via Clodia, “la strada delle terme”, costruita dai Romani tra la via Aurelia e la via Cassia. Se Tarquinia (che dista appena 25 chilometri) è conosciuta nel mondo per il patrimonio pittorico delle sue tombe, Tuscania rappresenta l’altro centro di primissimo ordine appartenuto agli Etruschi, con i suoi ipogei, i suoi sarcofagi realizzati in nenfro e terracotta ed un immenso patrimonio archeologico.

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La storia e le leggende di Tuscania

Due sono le leggende che si intrecciano circa la sua fondazione. La prima vuole che a porre la prima pietra di Tuscania sia stato Ascanio, figlio di Enea. La seconda racconta che sia stato Tusco, figlio di Ercole, a dare vita a questa città.

Di certo sappiamo che sull’altura posta sulla riva destra del fiume Marta si sviluppò, a partire dall’VIII secolo a.C., l’acropoli etrusca, proprio su quel poggio dove oggi svetta una delle più belle chiese d’Italia: la basilica di San Pietro.

Il tour inizia dalle porte di accesso poste lungo il perimetro murario medievale, iniziato nel 1080 quando l’abitato divenne feudo della famiglia Aldobrandeschi. Costituite da conci di tufo e da merlature, le cortine murarie videro lo sviluppo di alte torri di avvistamento a pianta rettangolare utilizzate per controllare gli eserciti nemici. Di qui passarono San Francesco e Federico II, il sacro ed il profano, in una lotta continua tra famiglie guelfe e ghibelline.

Tuscania, cosa vedere
Panorama di Tuscania

Passeggiata nel centro storico di Tuscania

Tra le vie di Tuscania è bene perdersi, camminare lungo le sue strade procedendo a senso. È così, facendosi portare dalla curiosità, che si incontrano via via le tante strutture religiose della città: la chiesa di Santa Maria delle Rose, la chiesa di San Giovanni, di San Marco, e quella di San Francesco con la cappella Sparapane. Poi ancora la chiesa di San Silvestro, la chiesa di Santa Croce e la chiesa di San Giacomo (il Duomo), con la Fontana Grande che si apre su una piazza vivace, un tempo il quartiere dell’aristocrazia di Tuscania.

Per quanto riguarda l’architettura civile, valgono una visita il trecentesco Palazzetto Baronale con il suo grande arco e le cinque bifore, il Vescovado tra i vicoli di San Pellegrino e poi il palazzetto Spagnoli.

Poco distante dalla piazza del Comune si trova uno spiazzo che dalla fine del medioevo ospitava il mercato. Qui è presente la Fontana delle Sette Cannelle, con l’acqua che esce da altrettanti mascheroni e che un tempo alimentava un mulino.

📸 Il consiglio fotografico: Basta affacciarsi dal belvedere del parco Torre di Lavello per godere di un panorama meraviglioso che si estende su tutta la campagna sottostante. L’affaccio sul promontorio è emozionante: si scorgono le chiese romaniche di San Pietro e Santa Maria Maggiore, nonché le rovine del Castello Rivellino risalente al XIII secolo.

 

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I capolavori romanici: Santa Maria Maggiore e San Pietro

Si lascia il centro storico e si scende lungo la via che dal palazzo comunale discende fino a raggiungere un breve tratto dell’antica via Clodia. Da qui sono facilmente raggiungibili le due chiese più antiche della cittadina.

La Chiesa di Santa Maria Maggiore

Fu la prima cattedrale della città e punto di riferimento per i pellegrini medievali. La facciata in tufo risale ad un rifacimento del XIII secolo ed è costituita da un portale con colonne tortili e le figure in marmo di San Pietro e San Paolo.

L’interno della chiesa è a pianta basilicale, in stile romanico e a tre navate. Sulla destra troviamo il bellissimo fonte battesimale a forma ottagonale e, procedendo oltre, è possibile osservare gli affreschi con il Giudizio Universale, opera trecentesca attribuita a Gregorio e Donato di Arezzo, finemente restaurata dopo il terribile terremoto del 1971.

Cosa vedere a Tuscania
Tuscania: la chiesa di Santa Maria Maggiore

La Basilica di San Pietro

Attraverso una salita si raggiunge la sommità del colle dove è posta la bellissima chiesa di San Pietro, risalente all’VIII secolo, un esempio fulgido di romanico italiano.

Si entra nel piazzale erboso su cui svettano le due torri e la facciata tripartita dell’edificio. Sopra il portale spicca il magnifico rosone decorato con richiami evidenti ai due regni contrapposti, quello del Bene e quello del Male. L’interno è davvero solenne ed austero, arricchito da un pavimento cosmatesco e da una suggestiva cripta sotterranea.

🎬 Curiosità cinematografica: La bellezza mistica di San Pietro ha ammaliato molti registi: Pier Paolo Pasolini vi girò alcune scene di Uccellacci e uccellini, Orson Wells vi ambientò l’Otello e Franco Zeffirelli la scelse per il suo celebre Romeo e Giulietta.

Tuscania, rosone della Basilica di San Pietro
Tuscania, rosone della Basilica di San Pietro

Le Necropoli etrusche ed il Museo Archeologico

La ricchezza di Tuscania offre al visitatore un’immersione totale tra paesaggio e antichità. Oltre alla cittadina è infatti possibile visitare le necropoli disseminate lungo il territorio, facendo visita alle sepolture di epoca etrusca come la famosa Tomba della Regina o le tombe Curunas.

Per chi volesse approfondire la storia arcaica del borgo, è d’obbligo fare tappa al Museo Archeologico Nazionale (collocato all’interno dell’ex convento francescano), ricco di reperti quali sarcofagi con coperchi raffiguranti i defunti, ceramiche ed arredi funerari.

La fioritura della lavanda: un tocco di Provenza nella Tuscia

Se state pianificando la vostra visita proprio nei mesi estivi – in particolare a cavallo tra giugno e luglio – Tuscania vi riserverà una sorpresa spettacolare. In questo periodo, infatti, i campi che circondano il borgo si tingono di un viola intenso grazie alla fioritura della lavanda. Le aziende agricole locali aprono le porte ai visitatori per passeggiate tra i filari profumati ed eventi dedicati, regalando un colpo d’occhio fotografico che non ha nulla da invidiare alla Provenza francese e che rende l’atmosfera della Tuscia ancora più magica.

Sapori locali: cosa mangiare a Tuscania

Una visita a questo splendido borgo non può dirsi davvero completa senza averne scoperto anche il lato più autentico: quello della tavola. La cucina di Tuscania affonda le sue radici nei prodotti della terra e nelle antiche tradizioni contadine della Tuscia. Dopo aver esplorato il centro storico, concedetevi una sosta in una delle caratteristiche trattorie per assaporare i piatti a base di fungo ferlengo, una prelibatezza spontanea che cresce nei terreni della Maremma laziale e della Tuscia viterbese, spesso preparato alla griglia, trifolato o con la mentuccia. Immancabile anche l’olio extravergine d’oliva della Tuscia, dal gusto intenso e fruttato, che esalta zuppe della tradizione, bruschette e piatti di carne, regalando un assaggio genuino dell’identità gastronomica del territorio.

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Scopri la Tuscia, la Maremma Laziale e la provincia di Viterbo: terre modellate dagli Etruschi, dove borghi sospesi nel tempo si affacciano su paesaggi mozzafiato. Questa guida ti accompagnerà in un viaggio unico tra arte, natura e tradizioni autentiche. Esplorerai Viterbo, l’affascinante “Città dei Papi”, e ti lascerai incantare dall’atmosfera magica di Civita di Bagnoregio, la “Città che muore”. Dallo specchio blu dei laghi vulcanici di Bolsena e Vico, il percorso si snoda tra i tesori archeologici e medievali di Soriano nel Cimino, Sutri, Tarquinia e Tuscania.

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