Le donne non possono correre la maratona. Questo sostenevano i medici fino a qualche decennio fa e la motivazione era incredibilmente e terribilmente semplice. Rischiano l’infertilità. E i dottori ne erano così convinti che fino alle Olimpiadi del 1968 la distanza massima corsa dalle donne nella più importante celebrazione dello sport mondiale era quella che si percorreva in appena due giri di pista, ovvero la gara degli 800 metri.
Donne nella storia
Storie di donne famose nella storia. Donne che non hanno chinato la testa dinanzi ai soprusi e alle umiliazioni. Donne che hanno lottato, scardinato pregiudizi, rivendicato diritti. Un lungo percorso in direzione della libertà e dell’autodeterminazione. Storie di donne in cammino.
Hejira di Joni Mitchell: il viaggio che ispirò il concept album
Roberta Joan Anderson ha 32 anni quando si infila dentro una macchina e parte dal Maine alla volta della California. È il 1976 e la sua vita è ad un punto di svolta. È appena terminata la sua storia d’amore con John Guerin, un ragazzo nato alle Hawaii con il quale condivideva fino a poco prima una casa a Bel Air, quartiere-icona di Los Angeles. Adesso che è finita la sua relazione sentimentale ha bisogno di pensare a se stessa, di staccare con la routine, di riflettere sulla piega che ha preso la sua vita. Così decide di intraprendere un viaggio attraverso gli Stati Uniti, tagliando il paese da una costa all’altra. Prima percorre la Interstate 95, 3.000 chilometri di asfalto che corrono in parallelo all’Oceano Atlantico, poi prende l’Interstate 10, la strada di 4.000 chilometri che collega la costa est degli Stati Uniti a quella ovest. Ma Roberta non è soltanto una giovane donna canadese, è una star già affermata e nota al grande pubblico. È una cantante, anzi di più, è una cantautrice che ha già pubblicato 7 album e che si è cimentata con la musica folk, pop e jazz. Perché lei è Joni Mitchell, che nel 1976 pubblicherà l’album Hejira.
Volevo essere soltanto una donna. La vera storia di Lili Elbe
La moglie, Gerda Gottlieb, fu la prima a conoscere l’indole nascosta e più intima di suo marito, Einar Wegener. Entrambi pittori, seppur di generi differenti, Gerda dipinge perlopiù ritratti, disegni di moda e vignette per giornali umoristici, mentre Einar prevalentemente paesaggi, i due si sposano giovanissimi nel 1904, dopo essersi conosciuti alla Scuola d’arte di Copenaghen. La personalità di Lili Elbe è ancora in là dal palesarsi.
Processo per stupro: l’arringa di Tina Lagostena Bassi
Raccontare uno stupro in seconda serata in televisione, lanciare nelle case dell’Italia di fine anni Settanta un filmato forte come un ordigno esplosivo con una potenza in grado di squarciare gli schermi ed aprire la realtà della violenza di genere nei salotti e nelle cucine italiane. L’evento dirompente accese il dibattito nelle famiglie, nei bar, nei luoghi di lavoro, portando alla ribalta prepotentemente il sopruso, la violenza del maschio che imponeva il suo dominio nella società e che si affermava con la sua rappresentazione della realtà. Così il 26 aprile 1979 la RAI mandò in onda alle ore 22 sul secondo canale un documentario prodotto da Loredana Dordi e dal titolo forte come un pugno nello stomaco: Processo per stupro, sessantacinque minuti di pellicola in bianco e nero in grado di scuotere le coscienze degli italiani. Più di tre milioni di spettatori seguirono il documentario quella sera mentre una seconda replica, andata in onda nell’ottobre del 1979, venne guardata da ben nove milioni di italiani.
Sissi, storia di un’imperatrice triste entrata nel mito
Sissi l’imperatrice, la sposa infedele, la ragazza che amava la vita e la natura. Ma anche la madre sfortunata e la moglie trascurata. Una donna che, come scrisse una delle sue biografe, Brigitte Hamann, «si rifiutò di comportarsi secondo le regole imposte dalla sua posizione sociale, perseguendo e raggiungendo con notevole consapevolezza l’obiettivo che solo … Leggi tutto