Lo scorso maggio la casa editrice Alcheringa Edizioni ha pubblicato nella collana “Le Ametiste” un piccolo gioiello letterario, E sognai di cime tempestose, di Selene Chilla e Serena Di Battista, grandi amiche e creatrici del blog The Sisters’ RoomE sognai di Cime Tempestose, titolo bellissimo, è, come indicato dalle stesse due autrici, un viaggio nei luoghi del romanzo di Emily Brontë, un Virgilio in forma di libro che conduce il lettore nel mondo narrato dalla scrittrice inglese. Cinque capitoli che analizzano con uno stile mai didascalico i luoghi, la trama, la geografia, le case e molto altro di Cime Tempestose, proiettando il lettore in quel mondo che Selene e Serena hanno più volte visitato, fino a farlo definitivamente loro. Non solo una raffinata ricostruzione della trama di un romanzo “che combina romanticismo e realismo”, ma anche una puntuale critica letteraria di un’opera “molto complessa poiché non è basata su una normale sequenza cronologica di eventi”.

“E SOGNAI DI CIME TEMPESTOSE”: VIAGGIO NEI LUOGHI DEL CAPOLAVORO DI E. BRONTE

The Sisters' Room, il blog sulle sorelle Bronte

The Sisters’ Room, il blog sulle sorelle Bronte

Non solo un’analisi filologica del testo, ma anche una raffinata ricerca delle coincidenze e differenze fra la geografia del romanzo, come architettata da Emily Brontë, e quella reale di quei luoghi che hanno ispirato la grande scrittrice inglese. Perché il paesaggio di Cime tempestose è un altro protagonista; è impossibile, infatti, “scindere la brughiera dall’autrice. Emily Brontë sembra incarnare con i suoi tratti caratteriali e il suo genio impetuoso la furia del vento, la freddezza della pioggia, l’accecante luminosità del sole che accende di viola il mare di erica in fiore, la durezza del fango cristallizzato”.

Nel libro di Selene Chilla e Serena Di Battista il paesaggio descritto nel capolavoro della Brontë diventa personaggio, attraverso una scrittura che è anch’essa romanzo e non semplice saggio. Le due autrici descrivono con la leggerezza di una scrittura che emoziona, che scuote, che fotografa, luoghi “di una bellezza feroce, pura e primordiale, così come l’autrice stessa l’ha vissuta, sperimentata, osservata, venerata”. Ma la cifra assoluta di E sognai di Cime Tempestose è senza dubbio l’attenzione che le due giovani autrici riservano ai piccoli particolari che nel corso dei loro viaggi hanno imprigionato nella loro memoria.

E allora la loro scrittura si tinge di poesia e la narrazione diventa emozione, spalancando semplicemente una finestra sul mondo di Emily Brontë. “Avete mai provato la sensazione del vento che vi soffia addosso talmente forte da spostarvi? Avete mai avuto le guance così fredde da non riuscire a parlare? Noi ci siamo sentite così lungo la strada verso Ponden Kirk…”.

Selene Chilla e Serena Di Battista

Selene Chilla e Serena Di Battista

Nel 2014 Selene e Serena realizzano un loro sogno: visitare Haworth e il Brontë Parsonage Museum e nell’appendice di E sognai di Cime Tempestose ci conducono con passo lieve all’interno di quello scrigno e il sogno diventa realtà. L’ingresso e lo studio del reverendo, la sala da pranzo, la cucina, la pendola, la stanza di Charlotte e altri luoghi rivivono attraverso lo sguardo di Selene e Serena che si fa descrizione, emozione. “Respirare le atmosfere delle quali fino a quel momento avevamo solo letto nei romanzi, girovagare per le stanze in cui le sorelle Brontë avevano scritto le opere che tanto amiamo, sentire addosso il vento furioso che soffia sulla brughiera, ci ha fatto provare emozioni talmente forti che una volta tornate a casa abbiamo sentito il bisogno di condividerle”.

E sognai di Cime Tempestose è un libro che chi ama il mondo delle Brontë non può non leggere, ma è ideale anche per chi quell’universo unico non lo ha mai neppure sfiorato. Il libro di Selene Chilla e Serena Di Battista è davvero un viaggio, corredato da bellissime foto scattate dalle due autrici nel corso delle loro ripetute visite, nei luoghi di Cime Tempestose. “Un compendio garbato, indispensabile e utile” – come scrive nell’introduzione Maddalena De Leo (referente italiana della Brontë Society) – “per cercare di comprendere al meglio il romanzo immortale della grande Emily Brontë, insuperata scrittrice dell’Ottocento”.

 

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