Elly Kedward, la strega di Blair, era una donna di origine irlandese che viveva nella piccolissima cittadina di Blair, nel Maryland (Stati Uniti). Viveva nel bosco di questa minuscola contrada che, all’epoca, contava non più di due strade e una manciata di case. Elly conduceva una vita tranquilla, viveva di quello che il terreno le offriva e conosceva i segreti delle piante officinali e delle capacità curative di queste. Viveva sola e senza figli. Nell’inverno del 1785, alcuni bambini del villaggio raccontarono ai loro genitori che Elly li aveva portati a casa sua e aveva estratto loro del sangue con strani strumenti.

LA STREGA DI BLAIR: STORIA DI ELLY KEWDARD

Le credenze dell’epoca, le superstizioni e la paura delle streghe, portarono i cittadini di Blair a condannare senza processo e senza appello la donna. Andarono nella sua casa e la picchiarono. La legarono su un carretto e l’abbandonarono nel bosco in piena notte. Era febbraio.

Elly Kedward fu ritrovata cadavere, annegata nel torrente gelato, probabilmente mentre cercava di tornare a casa sua, dopo essere riuscita a liberarsi. Gli abitanti del villaggio si lasciarono alle spalle la vicenda senza alcun rimorso.

L’anno successivo, sparirono nel nulla sia i bambini sia gli adulti accusatori di Elly. Questo non fece che alimentare la credenza che, realmente, la donna fosse una strega e che una maledizione fosse ormai scesa sugli abitanti di Blair. Coloro che erano rimasti, abbandonarono spaventati il villaggio.

Cinquanta anni dopo, sui resti del villaggio, fu costruita una cittadina, tutt’oggi conosciuta con il nome di Burkittsville. Poco dopo l’insediamento degli abitanti, una ragazzina, Eileen Treacle, scomparve. Alcuni la videro sparire tra le acque del torrente, trascinata giù dalla mano di una donna.

QUANDO LE STREGHE ESISTONO DAVVERO E METTONO MOLTA PAURA…

Streghe nella pitturaDiversi anni dopo, era il marzo 1886, un bambino di otto anni, Robin Weaver, scomparve nel nulla durante una passeggiata nel bosco con la madre. I due, infatti, si erano addentrati tra gli alberi alla ricerca di castagne. Il bambino, molto stanco, venne lasciato per pochi minuti dalla madre su una roccia a riposare e, al suo ritorno, era sparito.

La donna diede subito l’allarme e una squadra di soccorritori si mise subito alla ricerca del bambino. Le ricerche durarono tutta la notte, ad opera di pochi che erano determinati a trovare il bambino. Robin, in realtà, tornò da solo.

Raccontò di essere stato attirato da un’anziana donna in una casa e di essere stato portato nelle viscere della casa. La donna gli avrebbe raccomandato di rimanere lì, mentre lei si sarebbe assentata per un breve periodo. Robin fece ritorno a casa, quindi, ma la squadra di soccorritori no. Furono trovati smembrati e legati come a seguito di un qualche rituale, da un’altra squadra di soccorso sopraggiunta per cercarli. Dato l’allarme, una squadra armata giunse sul posto, ma non trovò nulla se non delle tracce di sangue.

Sul finire del 1920, un uomo, Rustin Parr, si trasferì nel bosco di Burkittsville, per vivere in una sorta di autoesilio, in comunione con la natura. Per molti anni gli abitanti della cittadina lo vedevano solo quando egli si recava in città per fare provviste. Lo descrivevano come una persona comunque socievole e tranquilla. Durante il processo a suo carico, Rustin raccontò di come, per diversi anni, visse sereno nel bosco, in pace con se stesso. Intorno agli anni ’30 però, così racconta Rustin, le cose iniziarono a cambiare. Incontrava sempre più di frequente una donna nel bosco, senza riuscire ad avvicinarla. La donna era vestita con un mantello nero e sembrava seguirlo. Gli animali del bosco, abituati alla presenza di Rustin, iniziarono a tenerlo a distanza, spaventati.

Raccontò inoltre di aver iniziato a sentire una voce di donna, che la notte lo obbligava ad alzarsi e ad andare a dormire nei posti più inconsueti. Per Rustin non era possibile non ubbidirle.

Tra il 1940 e il 1941, Rustin rapì otto bambini e ne massacrò sette, sotto ordine della strega di Blair. Li portò a coppie di due, attirandoli con la promessa di caramelle, uccidendoli secondo rituali di magia, costringendo uno di loro ad assistere ai delitti. Il bambino era Kyle Brody. Inspiegabilmente Kyle fu risparmiato.

Nel maggio del 1941 Rustin si costituì volontariamente, affermando che la strega gli aveva detto che il suo incarico era terminato e, confessando, sarebbe stato libero. Infatti, durante la sua confessione, Rustin dichiarò più volte di aver ucciso perché obbligato da quella che lui definiva “la donna del bosco”. Il piccolo Kyle fu ritrovato in forte stato di shock e testimoniò durante il processo, affermando di aver visto Rustin commettere gli omicidi, spesso in compagnia di una donna dalla carnagione chiara e gli occhi neri

Rustin Parr fu condannato per otto capi di accusa in primo grado e condannato e impiccato il 22 novembre del 1941. Kyle, invece, dopo una vita di sofferenze e follia, passando da un arresto all’altro, morì suicida tagliandosi i polsi.

RIMEDI PER TENERE LONTANE LE STREGHE

Come difenderci dalle streghe allora? La domanda fa sorridere, ma è indubbio che, ancora oggi, in alcune località italiane, si creda all’esistenza di queste entità e i rimedi per tenerle lontane si tramandino da madre in figlia.

Così come è ancora realtà che in alcuni di questi posti ancora si pratichino piccoli incantesimi e si creino filtri d’amore, pozioni o mezzi per procurare e levare il malocchio. Quanto ai rimedi per tenerle lontane, ne conosco qualcuno, come il tenere una scopa di saggina appoggiata all’uscio di casa o riporre dei grani di sale grosso davanti alla porta.

Le streghe, infatti, per loro natura, sono costrette a contare tutto quello che si pone davanti ai loro occhi e, dovendo contare i numerosi fili della scopa o dei grani di sale, si può stare tranquilli che arrivi la luce del giorno prima che finiscano e siano quindi costrette ad andarsene. Non dimenticarsi poi di nascondere sotto i vestiti qualche erba di San Giovanni, lavanda, spicchio d’aglio, da raccogliere prima dell’alba.

Se poi si vuole vincere la paura e si desidera vederle in volo, bisogna porsi in un incrocio, con i denti di un forcone poggiati sotto al mento e un catino di acqua sotto i piedi.

 

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