Monte Gennaro da Prato Favale: escursione sui Monti Lucretili

Aggiornamento articolo: 25 agosto 2026

Il Monte Gennaro è una delle montagne più riconoscibili dei Monti Lucretili e la sua sagoma è ben visibile anche da Roma, dove spicca sul profilo dei rilievi a nord-est della Capitale. Con i suoi 1.271 metri è la seconda cima dei Lucretili, dopo il Monte Pellecchia, che raggiunge i 1.368 metri.

Attraverso un’escursione di qualche ora possiamo conoscere e vivere l’ambiente che caratterizza questi monti, passando attraverso faggete, pianori e lecceti e immergendoci in un territorio modellato dal carsismo, fenomeno legato all’azione dell’acqua sulle rocce calcaree.

La partenza di questa lunga passeggiata è in località Prato Favale, a circa 841 metri di altezza, nel territorio di Marcellina. Da qui ci incamminiamo verso il Monte Gennaro attraversando la Valle Cavalera e raggiungendo il Pratone, una grande conca erbosa dove è ancora possibile incontrare animali al pascolo.

Murales a Marcellina in direzione Prato Favale
Murales a Marcellina in direzione Prato Favale

I Monti Lucretili e il paesaggio carsico

I Monti Lucretili fanno parte della fascia sub-appenninica e sono caratterizzati da un paesaggio modellato nel corso del tempo dall’acqua e dalla natura calcarea delle rocce.

Lungo il percorso incontriamo alcuni degli elementi tipici del carsismo, come le doline, depressioni del terreno formatesi attraverso la dissoluzione della roccia calcarea. Anche Prato Favale e il Pratone di Monte Gennaro sono legati a questo particolare paesaggio: due ampie conche erbose che interrompono la copertura boschiva.

Da Prato Favale alla Valle Cavalera

Prato Favale si trova a circa 6 chilometri da Marcellina. Per raggiungerla percorriamo la strada che sale dal paese e che inizia nei pressi dell’ex miniera. Qui è ancora visibile La Miniera d’oro, l’opera realizzata in memoria di Teodora Fornari, anziana donna di Marcellina che lavorò proprio nella miniera.

Dopo aver lasciato l’auto, raggiungiamo il pannello che segnala l’inizio del percorso. Imbocchiamo lo sterrato sulla sinistra e iniziamo a camminare lungo il sentiero 302B, che sale gradualmente attraversando una faggeta.

Il tratto nel bosco è piacevole e ombreggiato e ci conduce verso il sentiero 303, che attraversa la Valle Cavalera per quasi un chilometro.

    Escursione al Monte Gennaro
    Escursione al Monte Gennaro

    La deviazione alla Fonte di Campitello

    Dopo aver attraversato la Valle Cavalera arriviamo a un incrocio. Da qui possiamo proseguire direttamente verso il Monte Gennaro oppure seguire sulla destra le indicazioni per la Fonte di Campitello. Noi scegliamo di allungare un po’ il percorso e prendiamo questa seconda direzione. La deviazione ci permette di attraversare una zona più aperta, dove incontriamo alcuni animali al pascolo.

    Questi prati raccontano anche una parte della storia pastorale dei Monti Lucretili. In passato la zona era interessata dalla transumanza a corto raggio, con le mandrie condotte verso le radure in quota durante i periodi più favorevoli dell’anno. Ancora oggi non è raro incontrare mucche e cavalli che pascolano liberamente tra i prati.

    Raggiungiamo così la Fonte di Campitello, dove ci fermiamo per una breve pausa prima di tornare sui nostri passi e riprendere il percorso verso il Monte Gennaro.

    Il Pratone di Monte Gennaro

    Dalla Fonte di Campitello torniamo indietro e imbocchiamo il sentiero 305, che in circa 20-25 minuti ci conduce al Pratone di Monte Gennaro, a circa 1024 metri di altitudine.

    La prima impressione è quella di trovarsi davanti a un grande anfiteatro naturale: una vasta distesa erbosa circondata dai rilievi dei Lucretili, dove spesso incontriamo cavalli e mucche al pascolo.

    Da qui finalmente vediamo bene la nostra meta. Il Monte Gennaro si staglia davanti a noi e la sua cima appare sulla sinistra, indicando la direzione da seguire per affrontare l’ultimo tratto dell’escursione.

    ⚠️ Attenzione all’orientamento: dal Pratone il percorso richiede maggiore attenzione, soprattutto perché ci troviamo in un’ampia area prativa dove la traccia può essere meno immediata da individuare. È quindi consigliabile avere con sé una traccia GPS aggiornata o una carta escursionistica.

    Dal Pratone alla vetta del Monte Gennaro

    Dal Pratone iniziamo la salita verso il Monte Gennaro. Il sentiero si fa più sassoso e il terreno diventa progressivamente più ripido, mentre alle nostre spalle il Pratone si allontana e il panorama comincia ad aprirsi.

    Seguiamo la traccia che sale lungo il pendio e, dopo circa 30-40 minuti di cammino, raggiungiamo la vetta del Monte Gennaro, a circa 1271 metri di altitudine.

    La salita non è particolarmente lunga, ma il fondo sconnesso e la pendenza dell’ultimo tratto richiedono un po’ di attenzione.

    Il panorama dalla vetta del Monte Gennaro

    Una volta raggiunta la cima, la fatica viene ripagata dal panorama.

    Dalla vetta del Monte Gennaro possiamo osservare a 360 gradi i rilievi che circondano questa parte del Lazio. Nelle giornate limpide lo sguardo arriva fino al Gran Sasso e al Monte Velino, mentre più vicino riconosciamo i Monti Prenestini, il Terminillo e il Monte Soratte.

    È uno dei momenti più belli dell’escursione: dopo aver camminato tra boschi e radure, ci troviamo finalmente in uno spazio aperto, con le montagne e le vallate che si susseguono davanti a noi.

    Il panorama cambia molto a seconda delle condizioni atmosferiche, ma nelle giornate più limpide il Monte Gennaro regala una vista davvero ampia, nonostante la quota relativamente contenuta.

    Il ritorno a Prato Favale

    Dopo esserci fermati in vetta torniamo sui nostri passi e ripercorriamo l’itinerario dell’andata.

    La discesa ci riporta prima al Pratone e poi verso la Valle Cavalera. Da qui proseguiamo fino a Prato Favale, dove ritroviamo l’auto.

    Considerando anche la deviazione alla Fonte di Campitello, l’escursione richiede complessivamente circa 6 ore. Senza la deviazione il tempo di percorrenza si riduce a circa 5 ore.

    Escursione al Monte Gennaro da Prato Favale: informazioni utili

    Come arrivare a Prato Favale

    Prato Favale si trova nel territorio di Marcellina, a circa 6 chilometri dal paese.

    Per raggiungere il punto di partenza dell’escursione si percorre la strada che sale verso Prato Favale, passando nei pressi dell’area dell’ex miniera. Il riferimento più caratteristico lungo il percorso è La Miniera d’oro, l’opera dedicata alla memoria di Teodora Fornari.

    La strada prosegue poi con alcuni tornanti fino alla località di Prato Favale, dove possiamo lasciare l’auto e raggiungere il pannello che segnala l’inizio del sentiero.


    Alla scoperta della Sabina

    Dai Monti Lucretili ai borghi medievali, dai laghi alle antiche abbazie: scopri cosa vedere e cosa fare nella nostra guida alla Sabina.

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