Ci sono luoghi che sogniamo di visitare per mesi e altri che finiamo per rimandare proprio perché sono così vicini da sembrare sempre a portata di mano. Fara Sabina appartiene alla seconda categoria: un borgo della provincia di Rieti che, a circa un’ora da Roma, offre storia, paesaggi e atmosfere tutte da scoprire.
Meno conosciuta rispetto ad altre destinazioni del Lazio, Fara Sabina è una meta ideale per una gita fuori porta da Roma e per chi cerca cosa vedere in Sabina senza allontanarsi troppo dalla Capitale. Per chi parte da Roma Nord, il viaggio è ancora più breve.
Tra antiche vie in pietra, scorci sul paesaggio sabino e testimonianze di una storia millenaria, il borgo invita a rallentare e a lasciarsi conquistare dai piccoli dettagli. Una destinazione perfetta per riscoprire il piacere della vita lenta e viaggiare vicino casa.
Fara Sabina: dove si trova e perché visitarla
Fara Sabina si trova nel cuore della Sabina, una terra legata all’antico popolo dei Sabini e caratterizzata da un paesaggio fatto di colline, boschi, uliveti e piccoli borghi.
Il paese sorge a circa 482 metri di altezza, in una posizione dominante che regala ampi panorami sul territorio circostante. Già arrivando a Fara si percepisce quel rapporto tra borgo e paesaggio che rende questa parte del Lazio così particolare.
Passeggiare tra le vie di Fara Alta, osservare le antiche case in pietra, entrare nelle chiese e affacciarsi dai punti panoramici è il modo migliore per entrare nell’anima del borgo e coglierne, passo dopo passo, l’atmosfera autentica.
A rendere interessante una visita contribuiscono anche la storia del borgo, il suo legame con l’Abbazia di Farfa e le tradizioni della cucina locale.
Fara Sabina e Farfa: qual è il legame
Nel territorio comunale di Fara Sabina, in località Farfa, si trova uno dei luoghi più importanti della storia religiosa della Sabina: l’Abbazia di Farfa. Per secoli il monastero esercitò una forte influenza sul territorio e anche Fara Sabina entrò nella sua sfera tra il 1006 e il 1050.
Questo legame storico rende naturale abbinare la visita di Fara Alta a quella dell’abbazia e del piccolo borgo di Farfa, creando un itinerario alla scoperta di alcuni dei luoghi più significativi della Sabina.
Fara Alta: cosa vedere nel borgo
Il centro storico di Fara Sabina, conosciuto come Fara Alta, conserva un impianto medievale e alcuni edifici che raccontano la storia del paese.
Il modo migliore per visitarlo è probabilmente quello più semplice: lasciare l’auto e iniziare a camminare senza fretta, seguendo le strade e i vicoli del centro storico.
Piazza del Duomo
Piazza del Duomo è uno dei punti migliori da cui partire per esplorare Fara Alta.
Qui si trovano alcuni degli edifici più importanti del borgo, tra cui la Collegiata di Sant’Antonino Martire e il Museo Civico.
La pietra degli edifici, le architetture storiche e gli scorci sul paesaggio circostante restituiscono già qui il carattere raccolto del centro storico.
La Collegiata di Sant’Antonino Martire
La Collegiata di Sant’Antonino Martire, conosciuta anche come Duomo di Fara Sabina, risale all’inizio del Cinquecento, ma la sua storia affonda le radici in un edificio religioso medievale, già dedicato al patrono del paese.
La facciata, di gusto romanico, introduce a un interno ampio e articolato, dove si incontrano testimonianze artistiche di epoche diverse. Le cappelle, le tele e gli affreschi raccontano infatti le trasformazioni subite dalla chiesa nel corso dei secoli, dal periodo rinascimentale agli interventi di epoca barocca.
Tra le opere che meritano attenzione ci sono una Crocifissione tra la Vergine e San Giovanni, riconducibile alla scuola di Guido Reni, e L’Educazione della Vergine di Vincenzo Manenti. Particolare è anche la tela conservata nel coro, con Santa Fara raffigurata mentre offre a Sant’Antonino la rappresentazione della città.
Uno degli elementi più preziosi è il tabernacolo in alabastro di Volterra, una scultura di notevoli dimensioni tradizionalmente collegata alla scuola del Vignola. A questa ricchezza artistica si aggiungono alcune curiosità che rendono la visita ancora più interessante, come la leggenda legata al Crocifisso di Cristo, al quale la tradizione popolare attribuisce un rivestimento in pelle umana.
A completare il complesso contribuisce la vicina Torre Campanaria. Nel corso della sua storia la torre svolse anche una funzione civica, oltre a quella legata alla chiesa, diventando uno degli elementi riconoscibili del centro storico di Fara Alta.
Il Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina
Il Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina conserva importanti testimonianze della storia e del territorio di Fara Sabina. I reperti archeologici provengono da due importanti insediamenti dell’antica Sabina, Cures ed Eretum, e raccontano la vita delle popolazioni che abitarono questo territorio prima e durante la romanizzazione.
Nelle sale sono esposti vasi e ceramiche, armi e oggetti in metallo, elementi legati alla vita quotidiana e altri reperti archeologici che permettono di ricostruire usi, costumi e attività delle comunità che vissero nell’antica Sabina.
La visita al museo è quindi un buon modo per andare oltre l’aspetto medievale di Fara Alta e conoscere una storia molto più antica, che affonda le proprie radici nell’epoca dei Sabini e nei centri abitati che precedettero la dominazione romana.
Il Museo del Silenzio
Un luogo completamente diverso, ma altrettanto particolare, è il Museo del Silenzio, allestito all’interno del Monastero delle Clarisse.
Non è un museo tradizionale: è un percorso immersivo dedicato alla vita monastica che, attraverso gli oggetti semplici e quotidiani utilizzati dalle religiose, racconta una dimensione fatta di silenzio, preghiera, lavoro e vita comunitaria.
Gli ambienti e gli oggetti del monastero permettono di avvicinarsi a una realtà lontana dalla nostra quotidianità e di comprendere meglio come si svolgeva la vita delle Clarisse all’interno del monastero.
È una visita particolarmente interessante perché aggiunge al percorso attraverso Fara Sabina una dimensione più intima e spirituale, legata alla storia religiosa del borgo.
Il belvedere e la cisterna Farnesiana
Dopo aver esplorato chiese, musei e vicoli, vale la pena fermarsi a osservare Fara Sabina dall’alto. Dal belvedere si apre una vista ampia sulle colline della Sabina e sulla Valle del Tevere, offrendo uno degli scorci più suggestivi del borgo.
Il panorama cambia con la luce e con le stagioni, ma conserva sempre il carattere rurale del territorio circostante: colline, campi e piccoli centri si susseguono fino all’orizzonte.
Tra le testimonianze che si incontrano passeggiando nel centro storico c’è anche la cisterna-edicola Farnesiana, realizzata nel Cinquecento e capace di contenere seicentomila litri di acqua. La struttura, a pianta quadrata, unisce alla sua originaria funzione pratica un elemento architettonico di pregio e rappresenta una delle tracce della storia più antica di Fara Alta.
L’Abbazia di Farfa
Non si può visitare Fara Sabina senza dedicare un po’ del proprio tempo all’Abbazia di Farfa, uno dei luoghi più importanti della storia religiosa della Sabina.
Il complesso monastico si trova nel piccolo borgo di Farfa ed è composto dalla chiesa, dal monastero e dalla biblioteca. Intorno all’abbazia si sviluppa un piccolo centro storico caratterizzato da strade in pietra, antichi edifici e botteghe, che contribuiscono a creare un’atmosfera raccolta e particolare.
La storia dell’abbazia è strettamente legata alle vicende della Sabina e al ruolo che il monastero assunse nel corso del Medioevo. La sua influenza si estese infatti a un vasto territorio dell’Italia centrale, coinvolgendo anche Fara Sabina e numerosi altri centri della zona.
Durante la visita vale la pena soffermarsi sulla chiesa abbaziale e sugli elementi artistici che conserva, ma anche dedicare un po’ di tempo alle vie del borgo. Passeggiare nei dintorni dell’abbazia permette, infatti, di completare la visita con un’esperienza diversa da quella del centro storico di Fara Alta.
Cosa vedere nei dintorni di Fara Sabina
Fara Sabina può essere il punto di partenza per scoprire altri luoghi della Sabina.
La posizione del borgo permette infatti di costruire un itinerario più ampio, alternando borghi, abbazie, aree naturali e paesaggi collinari.
Tra le tappe da prendere in considerazione:
- Toffia, a pochi chilometri da Fara Sabina, è una scelta naturale per proseguire l’itinerario tra i piccoli borghi del territorio;
- Riserva Naturale Nazzano Tevere-Farfa, che comprende anche parte del territorio di Fara Sabina, è ideale per chi vuole alternare alla visita dei borghi una passeggiata nella natura;
- Casperia, a circa 30 minuti d’auto, è un’altra interessante destinazione per continuare la scoperta dei borghi medievali della Sabina.
Quanto tempo serve per visitare Fara Sabina?
Per visitare con calma il centro storico di Fara Alta è sufficiente una mezza giornata. Se vuoi invece trasformare la visita in una giornata alla scoperta della Sabina, puoi aggiungere all’itinerario l’Abbazia di Farfa e, in base al tempo a disposizione, una passeggiata nella Riserva Naturale Tevere-Farfa.
Fara Sabina cosa vedere in un giorno
Una giornata può iniziare a Fara Alta, dedicando la mattina al centro storico e alle sue principali attrazioni: Piazza del Duomo, la Collegiata di Sant’Antonino Martire, il Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina e il Museo del Silenzio.
Dopo il pranzo, puoi proseguire verso Farfa per visitare l’abbazia e passeggiare tra le vie del piccolo borgo. Se il tempo lo permette, la giornata può concludersi nella Riserva Naturale Tevere-Farfa, con una passeggiata immersi nel paesaggio della valle.
In questo modo puoi alternare arte, storia e natura, concentrando in una sola giornata alcune delle esperienze più interessanti da vivere nei dintorni di Fara Sabina.
Come arrivare a Fara Sabina da Roma
Fara Sabina si trova a circa un’ora da Roma e può essere raggiunta facilmente in auto. Il tempo di percorrenza varia naturalmente in base alla zona di partenza e al traffico.
Se si arriva con il treno, è importante considerare che la stazione ferroviaria di Fara Sabina-Montelibretti non si trova nel centro storico di Fara Alta: per raggiungere il borgo è quindi necessario organizzare lo spostamento dalla stazione..
Quando visitare Fara Sabina
Fara Sabina può essere visitata in ogni stagione, ma primavera e autunno sono particolarmente piacevoli per passeggiare nel borgo e scoprire il paesaggio circostante.
In primavera le colline si riempiono di verde, mentre in autunno il paesaggio della Sabina assume colori più caldi e gli uliveti diventano protagonisti della campagna.
Anche l’inverno può essere una buona occasione per visitare il borgo nelle giornate limpide, soprattutto quando la luce permette di apprezzare i panorami dalla parte alta del paese.
Continua il viaggio in Sabina
Fara Sabina è solo una delle tante destinazioni da scoprire in questo angolo del Lazio. Tra borghi, abbazie, paesaggi e tradizioni, sono molte le esperienze che puoi vivere sul territorio.
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Credits immagine: @Palasico
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