Questo 2020 è un anno strano. I mesi appena trascorsi hanno stravolto con una rapidità incredibile la quotidianità, le abitudini, le percezioni e l’intero modo di vivere, di tutti i cittadini del mondo. Una vulnerabilità universale paragonabile, forse, alle grandi pestilenze che hanno cambiato il volto ad interi periodi storici; cataclismi forieri, in alcuni casi, di importanti cesure e della ricerca di nuove visioni paradigmatiche.
A pochi giorni dalla riapertura delle “frontiere” regionali, il nostro Belpaese, con prudenza e raziocinio può tornare ad accoglierci nella sua interezza. La natura non ha mai smesso di vivere, non ha alterato i sui cicli, anzi, quasi per contrappasso ha tratto respiro grazie al demone contemporaneo che ha tenuto l’uomo a casa e permesso alle creature viventi non umane, di riprendersi i propri spazi.
Uno degli spettacoli più affascinanti che l’Appennino offre all’inizio dell’estate, è indubbiamente la fioritura della lenticchia nella Piana di Castelluccio di Norcia, un paesino, quest’ultimo, che da un’altura domina l’altipiano carsico ai piedi dei Monti Sibillini, a 1300 metri di altitudine.

LA PIANA DI CASTELLUCCIO DI NORCIA

Sebbene il colpo d’occhio, che si giunga da Norcia, o da Forca di Presta, tolga il fiato, arrivare alla Piana di Castelluccio oggi fa male. Fa male perché si penetra in un territorio stravolto, irriconoscibile, ferito a morte. Si attraversano le “terre mutate” in pochi mesi da una ferocia sismica che ha raso al suolo interi borghi, portando con sé vite umane, ma anche ricordi, scorci, voci, riferimenti che sono il fondamento del paesaggio della memoria e delle radici di chi in quei luoghi è nato, li ha vissuti, li ha amati. Amatrice, Arquata del Tronto, Castelluccio, Norcia, Visso e tutti gli altri meravigliosi borghi e frazioni di questa parte d’Appennino.

 

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UNA STORIA DI CORAGGIO: LA TRATTORIA DI SANTINO A AMATRICE

Se si raggiunge la Piana di Castelluccio di Norcia percorrendo la via Salaria, una sosta presso la Trattoria da Santino ad Amatrice è d’obbligo. Alberta, la proprietaria, è uno di simboli della caparbietà e della tenacia di questa terra. Il suo ristorante alle porte della città, conosciutissimo e frequentatissimo, accoglieva miriadi di motociclisti e viandanti di ogni sorta, con la sua coratella speciale, le verdure in pastella e un’amatriciana unica al mondo.

Castelluccio di Norcia

Castelluccio di Norcia

Poi da quel maledetto terremoto del 24 agosto 2016, quando l’orologio della torre civica è rimasto fermo alle 3.36, la trattoria di Alberta, che era una delle poche rimaste in piedi, è diventata il punto di riferimento per i soccorritori, le forze dell’ordine, il personale impegnato nella messa in sicurezza di ciò che era rimasto in piedi.

Sarebbe però riduttivo dire che il locale rappresentasse in quei giorni solo un mero ristoro alimentare, perché la Trattoria da Santino, per coloro che hanno operato in quella catastrofe immane, era come un porto sicuro, un rifugio, una pausa dell’anima nel condividere un pasto e alleggerire i propri fardelli interiori.

Poi però, il 30 ottobre 2016, quando un’altra fortissima scossa di terremoto ha sconvolto il Centro Italia, anche la signora Alberta, con il suo locale ormai inagibile, ha dovuto chiudere. Una storia come altre, se non fosse oggi Alberta ha settantacinque anni, e il 14 giugno 2019, dopo tre anni, ha riaperto.

Il nuovo locale è un prefabbricato nella frazione di Santa Giusta, in un’area dove si concentrano i moduli abitativi che ospitano la comunità amatriciana, messa di nuovo a dura prova dal Covid che, subdolamente, l’ha privata del suo punto di forza: l’abbraccio, la prossimità, la vicinanza fisica e mentale.

LA FIORITURA DI CASTELLUCCIO

La fioritura nella piana di Castelluccio di Norcia è una magia che si ripete ogni anno, da maggio fino all’inizio del mese di luglio, quando raggiunge il suo culmine. Il vasto altopiano si trasforma in una tavolozza a strisce colorate, offrendo uno spettacolo davvero unico.

Castelluccio

La fioritura di Castelluccio

L’evento, assimilato alla fioritura della lenticchia, deve la sua spettacolarità non tanto a questo prezioso legume, quanto a varie specie più o meno infestanti che si sviluppano liberamente perché i campi sono privi di pesticidi.

Le condizioni estreme della Piana (poca pioggia e ampie escursioni termiche), proibitive per qualsiasi coltivazione, rendono provvidenziale la presenza degli infestanti poiché tramite le loro radici, mantengono nei suoli un livello costante di umidità e trattengono le sostanze nutrienti, creando le condizioni per lo sviluppo della lenticchia.

Proprio perché a fiorire sono diverse specie, la Fiorita o Fioritura di Castelluccio non è un fenomeno statico, ma un viaggio cromatico che inizia ai primi di maggio e termina a luglio, con alternanze e sfumature notevoli anche da una settimana all’altra.

Oggi è possibile scegliere il periodo “migliore” (soggettivamente, s’intende) grazie ad una webcam posizionata a Castelluccio di Norcia che, in tempo reale, mostra lo stato di avanzamento di questo straordinario concerto floreale.

QUANDO L’ALTIPIANO È UN’IMMENSA TAVOLOZZA

La prima pennellata di maggio è il giallo delle corolle della senape selvatica, seguite dai papaveri che impongono il loro rosso acceso impressionando incredibilmente la vista. A stemperare le tinte decise gialle e rosse, a maggio inoltrato iniziano a diffondersi tra i campi la camomilla bastarda e il leucantemo, con il loro bianco delicato e discreto.

Gli “specchi di Venere”, con le loro campanule, tra maggio e i primi di giugno, aggiungono sporadiche sfumature di blu, tendendo anche al violetto e al celeste. Il culmine cromatico è dato infine dal deciso violetto del fiordaliso, tra fine giugno e i primi di luglio.

Piana di Castelluccio

Piana di Castelluccio

Una meraviglia che gratuitamente e generosamente si offre a chi svalica da uno dei tre punti d’accesso: Forca di Presta da sud, Forca Canapine da ovest o Castelsantangelo sul Nera da Nord. Un premio dedicato all’uomo che, collaborando con Madre Natura, è riuscito ad addomesticare un territorio climaticamente e geograficamente assimilabile alla steppa.

Nella Piana di Castelluccio si può camminare tra i campi di lenticchie (nel rispetto delle coltivazioni e stando attenti a non calpestarle), perdersi tra gli steli mossi dal vento come in un mare colorato incastonato tra le vette dei Monti Sibillini, in cui tra balle di fieno che di tanto in tanto galleggiano, emerge fiero e maestoso, seppur ferito, il Poseidone della Piana, Castelluccio di Norcia.

Bosco Italia, Castelluccio

Bosco Italia, Castelluccio

Adagiato su un pendio, si staglia il Bosco Italia, una selva che disegna i contorni del nostro Paese, isole comprese. Un’imponente scultura naturale visibile a grande distanza che inorgoglisce e ricorda che la bellezza, per gli italiani, nasce dalla terra, è nel DNA, è radice atavica.

Foto di Stefano Biancone.

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