Aggiornamento articolo: 11/07/2026
L’Umbria è una terra di storia e natura, uno scrigno di tesori preziosi e ogni volta sorprendenti. Essere all’aria aperta ed entrare in contatto con l’ambiente circostante è l’esperienza perfetta per scoprire questo territorio. Oggi vi portiamo nel paesino di Stifone (oggi frazione del comune di Narni) e dal piccolo lago su cui si affaccia, un luogo dove il tempo sembra essersi arrestato. Protagonista assoluto di questo luogo è la natura e il fiume Nera, corso d’acqua le cui sorgenti sono situate nelle Marche, a 902 m s.l.m. sui Monti Sibillini.
PERCORSO CICLOPEDONALE DELLE GOLE DEL NERA
Un giorno il pastore Velino, camminando per i boschi, si imbatté nella bellissima ninfa Nera. Fra i due fu amore a prima vista. I due iniziarono a vedersi con assiduità ma questa frequentazione giunse alle orecchie dell’invidiosa Giunone che, non tollerando l’amore fra una divinità e un pastorello, decise di mutare la ninfa in un fiume, il Nera per l’appunto.
Velino, ignaro della sorte occorsa all’amata, cercò per giorni la ragazza, senza tuttavia trovarla. Venuto a sapere da un oracolo dell’accaduto, iniziò a vagare per i boschi come un folle e, devastato dal dolore, si buttò dalla rupe dove la prima volta aveva incontrato Nera. Quell’insano gesto commosse, tuttavia, la Dea Feonia che decise di trasformare Velino in una cascata, la Cascata delle Marmore, a perenne suggello di quell’infelice amore.
STIFONE (NARNI) E LE ACQUE BLU DEL NERA
Una porzione di questo leggendario fiume è l’essenza delle Gole del Nera, piccolo lago a ridosso dell’incantevole paesino di Stifone, un manipolo di case che sembra uscito fuori da un presepe.
Questa porzione di paradiso si raggiunge attraverso un agevole percorso ciclopedonale, il cui inizio corrisponde con il ponte di Augusto (27 a.C.), sul quale passava l’antica via Flaminia, una delle principali strade consolari romane.

Si tratta di un posto magico, reso tale dagli imponenti resti del ponte, ma anche dalle limpide acque del Nera e dalla fitta vegetazione, tra cui lecci e pini di Aleppo.
Nel corso dei secoli lo scenario del ponte ha ispirato schiere di artisti, sedotti da un luogo di rara bellezza. Tra la fine del ‘700 e per buona parte del secolo successivo, pittori inglesi, francesi, tedeschi e persino scandinavi visitarono gli antichi resti per immortalare sulle tele quell’incredibile magnificenza.
Come nel caso del celebre paesaggista francese Corot, che dipinse più volte il ponte, o dell’inglese Turner. Per i plenaristi, i pittori che dipingevano all’aperto, il ponte di Augusto, così come i dintorni di Narni, rappresentavano occasioni imperdibili da riprodurre su tela.
Thomas Jones, nel 1776, così scrisse a proposito di questo luogo:
«Non posso fare a meno di riconoscere le emozioni nuove e straordinarie che provai nell’attraversare per la prima volta queste terre bellissime e pittoresche. Era come se ogni scena mi fosse già apparsa in sogno. Sembra un paese incantato».
Lasciati i resti del ponte di Augusto, ha inizio il percorso ciclabile delle Gole del Nera, una pista ciclo-pedonale che si rivela un riuscitissimo progetto di recupero della dismessa tratta ferroviaria, inaugurato nel 2016.

Il percorso, lungo sei chilometri (il tempo medio di percorrenza a piedi è di circa 1 ora e 20 minuti) è caratterizzato da un’ampia strada sterrata, completamene in piano, impreziosita dalla suggestiva presenza di due ampie gallerie.
All’uscita della prima, voltando lo sguardo alla propria destra, si può ammirare fra i boschi rigogliosi, il delicato profilo dell’abbazia di San Cassiano, complesso monastico benedettino risalente al X secolo d.C.
Chi volesse addentrarsi più nella natura, può scegliere di battere il sentiero che costeggia il fiume e che si trova alla sinistra della strada ciclopedonale.
Si tratta di una soluzione meno agevole, anche se priva di rischi, ma senza dubbio più suggestiva e consigliata in giornate calde e assolate. Il tratto ciclabile, infatti, eccezion fatta per le citate gallerie, è totalmente privo di zone d’ombra.
Il sentiero, tuttavia, non arriva fino a Stifone. Giunti in prossimità di alcune case è inevitabile riprendere il percorso ciclopedonale che, dopo una ventina di minuti circa, porta all’incanto del lago e del paesino.
Impossibile non ammirare la bellezza di un luogo che sembra uscito fuori da un libro di fiabe. Lo stormire delle foglie, il canto degli uccelli e quel colore intenso delle limpidissime acque del fiume Nera che diventa per un attimo lago, rendono l’atmosfera davvero suggestiva.
Sembra impossibile che a pochi chilometri ci sia l’autostrada, la ferrovia e il centro urbano di Narni. Il consiglio è di visitare questo luogo in primavera, quando la natura è nel pieno del risveglio e le temperature sono ancora miti. Fate scorta di acqua perché lungo il tragitto, eccezion fatta per l’inizio, non esistono fontanelle, o punti ristoro.
IL SEGRETO DELLE ACQUE TURCHESI E DEL PORTO NASCOSTO
A Stifone il Nera assume un incredibile colore turchese grazie alle numerose sorgenti carsiche che alimentano il fiume con acque limpidissime, ricche di minerali. La particolare composizione dell’acqua, unita alla luce e al fondale chiaro, crea questa tonalità quasi irreale.
Ma Stifone custodisce anche un importante segreto archeologico: nei pressi del borgo sono stati scoperti i resti di un antico porto fluviale e di un cantiere navale, probabilmente utilizzato in età romana. Da qui, sfruttando la navigabilità del Nera e del Tevere, imbarcazioni e merci potevano raggiungere Roma. Ancora oggi, tra la vegetazione, sono visibili i resti del canale artificiale e delle strutture legate all’antico approdo.
⚠️ Avviso importante: Accesso alla Sorgente della Morìca
Mentre l’intero percorso ciclopedonale delle Gole del Nera è completamente libero, gratuito e accessibile senza limiti di orario, l’accesso alla Sorgente della Morìca e ad alcune specifiche aree limitrofe è soggetto a precise regolamentazioni.
Per motivi di sicurezza idraulica (legati alla presenza della vicina centrale idroelettrica) e per garantire la tutela ambientale del sito, l’area è gestita con ingressi contingentati e specifici divieti di balneazione.
Nota bene: Poiché le modalità di accesso, gli orari e i divieti possono subire variazioni, è fondamentale consultare il regolamento aggiornato sul sito ufficiale del Comune di Narni o sui canali ufficiali delle Gole del Nera prima di pianificare la visita.
COME ARRIVARE ALLE GOLE DEL NERA E DOVE DORMIRE NEI DINTORNI
Il percorso ciclopedonale del Nera è facilmente raggiungibile in auto o il treno. Nel primo caso, percorrendo la strada provinciale Narnese (SP1) direzione centro storico di Narni, si devono seguire le indicazioni stradali che portano a un ampio parcheggio proprio a ridosso del percorso.
In treno, invece, si scende alla stazione Narni-Amelia e poi a piedi si raggiunge agevolmente il ponte di Augusto.
Se avete scelto di soggiornare per qualche giorno in questo suggestivo angolo dell’Umbria, consigliamo di visitare anche il vicino borgo di Amelia, dove troverete la calorosa accoglienza di Silvia Bombara con il suo B&B Le Cisterne.
COSA VEDERE NEI DINTORNI: TRA SOTTERRANEI E IL CENTRO D’ITALIA
Se decidete di trascorrere un intero weekend in questa zona, Narni offre altre due tappe imperdibili a pochi minuti dalle Gole:
- Narni Sotterranea: Un viaggio emozionante nel sottosuolo della città. Visiterete un’antica chiesa affrescata, acquedotti romani e, soprattutto, le stanze del Tribunale dell’Inquisizione, con le celle ancora coperte dai graffiti ricchi di messaggi misteriosi lasciati dai prigionieri.
- Ponte Cardona: Immerso nei boschi, questo antico ponte romano segna il punto che l’Istituto Geografico Militare ha ufficialmente stabilito come il centro geografico d’Italia.
Il momento perfetto per andare: Come accennato, la primavera è la stagione ideale. Se pianificate la visita tra la fine di aprile e la metà di maggio, potrete anche immergervi nell’atmosfera della Corsa all’Anello, una delle rievocazioni storiche medievali più belle d’Italia, che accende Narni con taverne tipiche aperte, spettacoli e sfilate in costume.
Nelle vicinanze: Amelia, un borgo antico nel cuore verde dell'Umbria