“Il 2020 dovrebbe averci insegnato che è con un altro passo che, d’ora in poi, dobbiamo spostarci: un passo consapevole, lento, rispettoso dell’altro e della natura”. Sociologa, ricercatrice sociale e guida ambientale escursionista, Irene Pellegrini, classe 1977, è un vulcano di interessi dall’entusiasmo contagioso. A metà maggio 2021, insieme a Barbara Gizzi, partirà per un’esperienza molto affascinante e originale, il Grand Tour Enogastronomico sul sentiero Italia CAI. Un viaggio dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia con un preciso tema di ricerca e di racconto: il cibo in cammino. Ce ne parla meglio Irene in questa intervista per Passaggi Lenti.

In primo luogo, raccontaci un po’ di te. Cresciuta a Grosseto, studi a Roma, da 5 anni vivi a Zurigo. Qual è il tuo rapporto con il tema del viaggio?

Vedo il viaggio come un meraviglioso strumento. Sono una persona molto curiosa e che si annoia con facilità. Muovermi, andare lontano da ciò che conosco per consuetudine ed abitudine è sempre stato il mio modo di appagare l’attrazione verso lo sconosciuto e, allo stesso tempo, di allontanare lo spettro dell’inedia.

Con questo spirito ho lasciato Grosseto a diciannove anni per studiare a Roma. Certo, laurearmi era un obiettivo ma non il primo. Quello che volevo era confrontarmi con persone diverse da quelle cresciute nel mio stesso quartiere, che hanno frequentato più o meno le mie stesse scuole, che parlano con il mio accento, che fanno l’aperitivo sempre allo stesso bar e mangiano quello che mangio io.

Roma, come è facile immaginare, con la sua meravigliosa complessità ha saziato abbondantemente la mia curiosità per più di dieci anni. Roma è la mia prima casa da adulta, a Roma vivono i miei amici, quelli della vita. Per fortuna, poi, mi è piaciuto anche molto quello che ho studiato e con la sociologia sono voluta andare fino in fondo diventando ricercatrice sociale dopo il mio dottorato. Ho fatto ricerca su argomenti che ancora non erano di moda e l’ironia è voluta: discriminazione di genere, omofobia, bullismo.

Irene Pellegrini, guida ambientale escursionista

Irene Pellegrini, guida ambientale escursionista

Poi la precarietà lavorativa e qualche clamoroso insuccesso sentimentale mi hanno fatto riprendere il viaggio verso altri lidi. Alcune delle strade, piazze e quartieri di Roma, erano ormai pieni di troppi ricordi che, per quanto belli, ti ancorano sempre un po’ troppo al passato impedendo allo sguardo di andare oltre, lontano. Sentivo che stavo di nuovo adagiandomi nella falsa confortevolezza dell’abitudine.

Allora sono partita per San Francisco, e poi, siccome all’amore non si comanda, mi sono ritrovata a Zurigo dove viveva la donna di cui mi sono innamorata in California (everything is possible in San Francisco).

In Svizzera del viaggio e della mobilità ho cominciato ad occuparmi professionalmente lavorando per cinque anni per l’Università di Ginevra ad una ricerca sulla migrazione italiana in Svizzera, “Dalla valigia di cartone al web”. Da questo punto in poi, nomadismo, spostamento e sociologia del turismo e del viaggio sono diventate la mia passione.

Insieme a Barbara Gizzi hai da poco creato il sito Altropasso. Interessante il claim, “itinerari di viaggio e di ricerca”. Ce lo spieghi meglio?

Barbara è stata un altro magnifico incontro. Quando ci si sposta, anche solo con le idee, si dà la possibilità al caso di farci dei regali. Circa un anno e mezzo fa, stavo progettando il viaggio che intraprenderemo insieme tra poco e che racconterà del cammino per il mondo della cucina italiana.

Barbara aveva scritto due libri sul turismo lento e soprattutto, guarda caso, sui cammini toscani. L’ho contattata per darmi una mano e poi, proprio mentre stavo per partire il mondo è cambiato: la pandemia ci ha fermati.

Però, professionalmente parlando Barbara ed io non ci siamo mollate più e quello che doveva essere solo un viaggio, insieme a lei è diventato un contenitore, un laboratorio di progetti e idee che portiamo avanti insieme e che intendono avere, appunto, un Altropasso. Il 2020 dovrebbe averci infatti insegnato che è con un altro passo che, d’ora in poi, dobbiamo spostarci: un passo consapevole, lento, rispettoso dell’altro e della natura.

Irene Pellegrini

Irene durante la Grande Traversata Elbana all’Isola d’Elba

Noi intendiamo aprire itinerari di viaggio che siano anche, riflessivamente, strade di ricerca e di riflessione su questi temi. Spostamento lento significa anche riflessivo. Il fenomeno sociale del turismo a piedi è in crescita e in fermento. Ogni giorno vedo moltiplicarsi offerte, format, definizioni su questi temi. Quasi last minute, quasi ‘spot’ di un attimo, veloci, istantanei. Tutto questo è indubbiamente il segno di un turismo che sta cambiando, probabilmente più per necessità che per intenzione, ma, appunto, deve arrivare la ricerca, la pausa di riflessione, il momento in cui ci si ferma per capire dove stiamo andando.

Nel frattempo sono diventata guida ambientale escursionista e ho avuto la fortuna di girare e di viaggiare a piedi, sempre rispettando le rigide regole sanitarie di questo inverno ma avendo modo di conoscere a fondo cose che ignoravo della natura, delle piante, degli animali e, soprattutto, anche qua, di incrociare il mio cammino con colleghi che sono diventati amici, di quelli veri.

Altropasso sta per intraprendere il suo primo viaggio, un Grand Tour Enogastronomico sul sentiero Italia CAI, con un obiettivo molto ambizioso e originale, percorrere e raccontare il sentiero intrecciando cibo e cammino. Di che si tratta?

L’uomo è stato nomade per gran parte della sua storia e si è spostato per un motivo: trovare il cibo. Poi, distinguendosi per sempre dagli altri animali ha fatto una cosa unica: ha cominciato a cucinare. Da quel punto in poi la storia dell’umanità può essere letta come la storia dello stomaco e dell’appetito.

L’uomo e le ricette non si sono mai fermate. Anche i prodotti che frettolosamente chiamiamo ‘tipici’ o ‘locali’ hanno storie di spostamento, di contaminazione culinaria e culturale.

Trekking enogastronomico in Toscana

Una cartina e un buon bicchiere di vino, what else?

La carbonara è un incontro di guerra tra gli osti romani e l’esercito americano, le acciughe sono un ingrediente tipico di molti piatti piemontesi perché ce le hanno portate i contrabbandieri di sale, e in Piemonte ci sono molte cose belle, ma non il mare.

Noi racconteremo uno dei cammini più belli e lunghi del mondo, il sentiero Italia CAI attraverso le storie di una delle culture gastronomiche più famose del mondo, quella italiana. Ma sia quel sentiero sia quella cucina saranno racconti polifonici e corali di lingue e culture diverse che hanno avuto la fortuna di incontrarsi in un luogo.

Bellissima l’idea di proporre dei percorsi di trekking enogastronomici? Come è possibile partecipare?

Altropasso per ora propone percorsi di trekking personalizzati. Anche qua la nostra intenzione è rispettare una modalità di viaggio che non può ricalcare le dinamiche dei viaggi organizzati di trenta, quaranta persone che seguono la guida turistica con l’ombrellino colorato tra la folla. Piccoli gruppi di massimo sei persone o singoli o coppie, possono scriverci ([email protected]) e, nell’ambito delle nostre offerte, scegliere un itinerario.

Certamente, il costo sarà leggermente più alto dei 10/15 euro ad escursione di altri tipi di esperienze ma posso garantirti che stiamo pensando anche alla sostenibilità economica delle nostre iniziative.

Questo per quanto riguarda la sezione prettamente escursionistica della nostra attività. In futuro proporremmo anche itinerari a più tappe o tematici che riguarderanno caratteristiche e storie sociali dei territori.

Invece, nell’ambito dei molti progetti che abbiamo in ballo in futuro, tanti dei nostri itinerari saranno aperti alla partecipazione delle persone in forma gratuita o con contributo volontario. Anche il Grand Tour Enogastronomico prenderà questa forma: aggiorneremo costantemente il nostro programma di viaggio e chi vuole potrà seguirci a camminare e a mangiare!

E noi vi seguiremo dalla pagina Facebook di Altropasso! Grazie mille Irene e buon cammino! 

 

Per approfondire:

 

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