Ninfa, un giardino di delizie

Ninfa (LT)

Ninfa. Un giardino all’inglese con un’estensione di otto ettari, ricco di numerose varietà di piante e di fiori, un ponte romano, dei resti di abitazioni e dei ruderi di chiese. Lecci, aceri giapponesi, ciliegi, bambù, ortensie e rose sono solo alcune delle mille varietà botaniche presenti nel parco. Un unicum di colori e profumi che varia secondo le stagioni.

LA STORIA DEL GIARDINO DI NINFA

Ninfa, fiore

Ninfa, fiore

Posizionata ai piedi dei Monti Lepini, nella provincia di Latina, l’area su cui si trova il giardino di Ninfa  ritornò in possesso della famiglia Caetani solo verso la fine dell’Ottocento.

La zona, ricoperta di paludi, venne bonificata. Furono eseguiti lavori di restauro dei  ruderi ancora esistenti e piantati i primi alberi. Il recupero del giardino di Ninfa si perfezionò poi nel corso degli anni Trenta quando Marguerite Chapin e sua figlia Leila Caetani diedero al parco l’aspetto che ancora oggi possiamo ammirare: un’area in cui la vegetazione sembra collocarsi spontaneamente senza alcun tipo di calcolo o geometria disegnata dall’uomo.

Nella concezione del giardino all’inglese, al contrario di quello razionale e geometrico (detto all’italiana), vengono accostati elementi naturali ad elementi artificiali; un luogo in cui la natura sembra selvaggia, non organizzata dalla mano dell’uomo, un parco di delizie che deve suscitare nel visitatore emozioni attraverso l’accostamento di elementi naturali e di architetture che comprendono rovine, pagode e tempietti.

Bambù a Ninfa

Bambù a Ninfa

Il giardino di Ninfa ospita diverse specie botaniche acquistate dalla famiglia Caetani durante i suoi viaggi all’estero, piante che bene si sono adattate all’ambiente umido del parco. Qui, dopo il restauro  dell’antico palazzo baronale, la famiglia Caetani soggiornò fino al 1977, quando morì l’ultima rappresentante della dinastia, quella Leila che tanto aveva contribuito all’abbellimento del giardino.

GIARDINO E RUDERI DI NINFA

Ninfa

Ninfa

I ruderi inglobati in esso ci indicano che Ninfa doveva essere una città con più di 150 abitazioni, un castello, numerose chiese. Divenuto un feudo papale già nell’alto Medioevo, passò nelle mani di famiglie nobiliari fino a che nel 1297 fu acquistato dal nipote dell’allora papa Bonifacio VIII, Pietro Caetani. Nel 1382 la città di Ninfa fu assediata e saccheggiata durante una lotta interna alla stessa famiglia. La malaria poi fece il resto e per secoli il borgo  scomparve dalla memoria e dalla storia fino al momento in cui venne recuperato dagli stessi Caetani alla fine dell’Ottocento. Ritenuto uno dei giardini più belli del mondo, vi soggiornarono  scrittori del calibro di Virginia Woolf, Truman CapoteGiuseppe Ungaretti.

INFO UTILI

Per visitare il giardino di Ninfa è necessario contattare la Fondazione Caetani che si occupa della gestione del sito, ricordando che l’accesso è consentito soltanto in determinati periodi. La visita sarà effettuata in piccoli gruppi con guida specializzata.

Ecco come arrivare a Ninfa: mappa

 

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2 Commenti

  1. Paola

    Sono stata a Ninfa…posto incantevole che raggiunge il massimo splendore intorno al mese di maggio, quando la maggior parte dei fiori e delle piante sono al massimo del loro fulgore.
    Consiglio di visitare anche il Castello Caetani nella vicina Sermoneta, castello usato molto spesso come “location” per set cinematografici (lì sono state girate alcune scene del film “Il racconto dei racconti – Tale of tales” di Matteo Garrone.

    1. alessandra (Autore Post)

      Grazie per il tuo contributo. Il castello si trova a circa sette chilometri da Ninfa e l’abbinamento tra i due siti è doveroso. Hai fatto bene a sottolinearlo.

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