Iscrizione di San Clemente, alle origini del volgare italiano

Articolo aggiornato in data 11/07/2026

All’interno della splendida Basilica di San Clemente a Roma, nella suggestiva sezione sotterranea, è custodita una delle testimonianze storiche e linguistiche più affascinanti d’Italia. Si tratta dell’Iscrizione di San Clemente, uno dei primissimi documenti scritti che attestano il passaggio progressivo dal latino al volgare italiano.

Dal seppellimento alla riscoperta: la storia della Basilica Inferiore

La basilica paleocristiana (divisa in tre navate e ricca di affreschi del IX e XI secolo) ha vissuto una storia tormentata:

  • L’oblio: Intorno al XII secolo, la struttura inferiore venne seppellita dal pietrame per fungere da fondamenta per il nuovo edificio di culto superiore. Rimase nel silenzio per ben sette secoli.
  • La rinascita: Fu solo nel 1857 che la basilica inferiore riemerse dalle viscere della terra, grazie ai lungimiranti lavori di scavo condotti dall’allora priore del convento.

Il contesto storico e l’affresco di Sisinnio

Il celebre ciclo di affreschi fu dipinto intorno al decennio 1090-1100, poco dopo il devastante incendio appiccato a Roma nel 1084 dalle truppe normanne di Roberto il Guiscardo. L’affresco ci riporta nella Roma del I secolo d.C. e narra la leggenda del pretore romano Sisinnio attraverso una vera e propria narrazione visiva:

  1. Il tentato arresto: Nella parte alta, il funzionario romano tenta di arrestare San Clemente Papa, davanti agli occhi dei vescovi e di Teodora (moglie di Sisinnio, convertitasi al cristianesimo).
  2. Il miracolo della colonna: Nella fascia sottostante, l’ira del prefetto esplode. Sisinnio ordina ai suoi tre sottoposti di cacciare e legare il pontefice. Tuttavia, per un prodigio divino, i servi si ritrovano a trascinare con immane fatica una pesantissima colonna di marmo, convinti di aver catturato il Santo.

Il primo “fumetto” della storia: il testo dell’iscrizione

Ciò che rende unico questo affresco è la presenza di iscrizioni poste accanto ai personaggi, che funzionano come dei veri e propri fumetti ante litteram. Le parole che escono dalle loro bocche sono la trascrizione fedele del parlare comune e rappresentano uno dei primi documenti scritti della nostra lingua alla fine dell’anno Mille.

Mentre San Clemente si esprime in un latino solenne e dotto, il patrizio e i suoi servi usano un volgare italiano colorito, energico e popolaresco:

Sisinnio: “Fili de le pute, traite! Gosmari, Albertel, traite! Falite dereto co lo palo, Carvoncelle!”

(Figli di puttana, tirate! Gosmari, Albertello, tirate! Spingi da dietro con il palo, Carboncello!)

San Clemente (in latino): “Duritiam cordis vestri, saxa trahere meruistis.”

(A causa della durezza del vostro cuore, avete meritato di trascinare sassi.)

Iscrizione di San Clemente
L’iscrizione di San Clemente è uno dei primi esempi di volgare italiano

Analisi linguistica: il passaggio dal latino al volgare

L’Iscrizione di San Clemente è un pilastro della filologia italiana perché mostra visivamente la netta frattura linguistica e sociale dell’epoca, ma anche i primi sintomi della trasformazione della lingua.

1. La nascita del volgare nelle battute dei servi

La lingua parlata da Sisinnio e dai suoi uomini è chiaramente un esempio di volgare italiano in evoluzione. Lo si nota da elementi grammaticali rivoluzionari per l’epoca, del tutto assenti nella lingua classica:

  • La comparsa delle preposizioni articolate: Espressioni come “co lo palo” e “de le pute” dimostrano che i casi latini stanno scomparendo per fare spazio alla struttura della lingua italiana moderna.

2. Il latino “degenerato” di San Clemente

Ad ulteriore conferma della contaminazione della lingua, si osservi la frase del Santo. San Clemente è l’unico a esprimersi nella lingua di Cicerone, che tuttavia appare già profondamente modificata e “volgarizzata”:

  • Perdita della “h”: Il verbo trahere (trascinare) perde l’aspirazione e viene scritto “traere” (nell’affresco trahere è già modificato dalla fonetica popolare).
  • Scambio di casi grammaticali: In luogo dell’ablativo richiesto dalla grammatica classica (duritia), l’autore dell’iscrizione utilizza l’accusativo “duritiam” (Duritiam cordis vestri…).

Un ponte verso l’italiano moderno

Questo straordinario documento, pur volendo sottolineare la distanza culturale e di ceto dei protagonisti raffigurati (il Papa colto contro i servi popolani), evidenzia un chiaro e inarrestabile ravvicinamento del latino alla lingua parlata al giorno d’oggi da tutti noi.

Domande Frequenti (FAQ) sull’Iscrizione di San Clemente

Qual è il primo documento in volgare italiano?

L’Iscrizione di San Clemente (1090-1100) è uno dei primi documenti in assoluto e il primo in assoluto a inserire il volgare in un contesto artistico e narrativo (un affresco). Cronologicamente, è preceduto dal Placito Capuano (960 d.C.), che è invece un documento notarile.

Dove si trova precisamente l’affresco di Sisinnio?

Si trova a Roma, all’interno della Basilica Inferiore di San Clemente (la chiesa sotterranea), situata in Via di San Giovanni in Laterano, a pochi passi dal Colosseo.

Perché l’iscrizione è definita il “primo fumetto”?

Perché per la prima volta nella storia dell’arte italiana le parole non sono semplici didascalie, ma escono direttamente dalla bocca dei personaggi per descrivere l’azione in tempo reale, esattamente come avviene nei moderni fumetti.

Come visitare la Basilica di San Clemente a Roma

Se stai pianificando una visita per vedere dal vivo questo pilastro della lingua italiana, ecco alcune informazioni utili:

  • Dove si trova: Via di San Giovanni in Laterano 108, Roma (Metro B – fermata Colosseo o Metro A – fermata San Giovanni).
  • Cosa vedere: Il complesso è diviso in tre livelli. Il livello archeologico più profondo (un mitreo del II secolo), la Basilica Inferiore (XI secolo, dove si trova l’affresco) e la Basilica Superiore (XII secolo).
  • Nota per i visitatori: Mentre l’ingresso alla Basilica Superiore è gratuito, l’accesso agli scavi archeologici sotterranei e alla Basilica Inferiore richiede l’acquisto di un biglietto.

 

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