Lago del Turano: cosa vedere tra borghi, montagne e sentieri

Il Lago del Turano è uno dei paesaggi più riconoscibili della Sabina. Si trova in provincia di Rieti, nella parte orientale del Lazio, a circa 536 metri di altitudine, incastonato tra i rilievi dell’Appennino centrale.

È un lago artificiale, nato alla fine degli anni Trenta con la costruzione della diga sul fiume Turano. Oggi le sue acque si allungano per circa 10 chilometri seguendo la forma della valle, insinuandosi tra montagne e boschi e formando piccole insenature e penisole sulle quali sorgono alcuni dei borghi più belli della zona.

A guardarlo oggi, con l’acqua che riflette le montagne e i paesi affacciati sulle rive, è facile dimenticare che questo paesaggio è relativamente recente. Prima della diga, qui c’era una valle attraversata dal Turano, con campi, pascoli e terreni coltivati.

La costruzione dello sbarramento, realizzato nei pressi di Posticciola, trasformò radicalmente il territorio. Circa 500 ettari di terreni agricoli e pascoli furono sommersi e molti abitanti lasciarono progressivamente la valle, trasferendosi nei centri vicini o emigrando verso Roma.

Il nuovo bacino entrò a far parte del sistema idroelettrico dell’area ed ancora oggi è collegato attraverso una galleria sotterranea al vicino Lago del Salto.

Quello che possiamo osservare è quindi il risultato di due paesaggi sovrapposti: quello antico della valle del Turano e quello, molto più recente, creato dall’acqua.

Intorno al lago si trovano quattro piccoli centri — Castel di Tora, Colle di Tora, Ascrea e Paganico Sabino — mentre poco più lontano si incontrano Rocca Sinibalda e Posticciola. Alle loro spalle si alzano i Monti Navegna e Cervia, tutelati dall’omonima riserva naturale.

Cosa vedere sul Lago del Turano

Il Lago del Turano non ha un unico centro da cui partire per la visita. I paesi sono distribuiti lungo le rive e sui versanti della valle e ognuno offre una prospettiva diversa sul paesaggio.

Castel di Tora

Castel di Tora è il borgo più conosciuto del lago e uno dei punti migliori da cui iniziare la visita.

Il paese è costruito sul fianco della montagna e conserva un centro storico raccolto, fatto di vicoli, scalinate, archi e case in pietra. La struttura dell’abitato segue il pendio e rende la passeggiata particolarmente piacevole: il lago compare tra le case, in fondo alle strade e si apre improvvisamente quando si raggiungono i punti più panoramici.

Le origini del borgo sono medievali. Il paese è documentato già nell’XI secolo con il nome di Castrum Vetus de Ophiano e fino al 1864 era conosciuto come Castelvecchio. Nel corso dei secoli il territorio fu legato anche all’Abbazia di Farfa e a diverse famiglie feudali.

Nel centro storico si trova la chiesa di San Giovanni Evangelista, mentre nelle strade del borgo rimangono diverse testimonianze dell’antico impianto fortificato.

Castel di Tora è anche uno dei luoghi da cui partire per raggiungere Monte Antuni e l’antico borgo di Antuni.

Castel di Tora (a destra) e il borgo fantasma di Antuni
Castel di Tora (a destra) e il borgo fantasma di Antuni (@Gabriele Marcelli)

Antuni e l’Eremo di San Salvatore

Di fronte a Castel di Tora, su un promontorio affacciato sul Lago del Turano, si trovano i resti di Antuni, uno degli insediamenti più suggestivi della valle.

L’antico borgo fortificato sorse a partire dall’XI secolo e fu per lungo tempo legato all’Abbazia di Farfa. La sua posizione, su uno sperone roccioso circondato dalla valle, aveva anche una funzione strategica e difensiva. Al centro dell’abitato si trovava il castello, intorno al quale si sviluppavano le case e gli edifici del piccolo paese.

La storia di Antuni cambiò durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1944 un bombardamento colpì il borgo, causando gravi danni al castello e a diversi edifici civili e religiosi. Gli abitanti furono così costretti ad abbandonare il paese e Antuni rimase disabitato.

Il recupero avviato in epoca più recente ha permesso di restaurare parte dell’antico abitato. Passeggiando tra le sue vie si incontrano così edifici, resti delle antiche costruzioni e scorci sulla valle del Turano.

Dal borgo si raggiunge l’Eremo di San Salvatore, ricavato all’interno di una grotta naturale. La cavità venne utilizzata come luogo di ritiro spirituale e trasformata in una piccola chiesa rupestre, chiudendo l’apertura della grotta con una parete in pietra.

All’interno sono ancora visibili il giaciglio utilizzato dall’eremita, l’altare e alcune tracce degli affreschi che decoravano l’ambiente. La particolare posizione dell’eremo, immerso nella roccia e affacciato sulla valle, contribuisce a rendere questo luogo uno degli angoli più singolari del territorio del Turano.

Per visitare Antuni e l’Eremo di San Salvatore è necessario partecipare a una visita guidata e prenotare in anticipo. L’accesso non è libero e non è possibile raggiungere il sito autonomamente. Per informazioni su visite, date e modalità di prenotazione è consigliabile consultare la pagina dedicata prima della partenza.

Colle di Tora

Sulla sponda del Lago del Turano si trova Colle di Tora, riconoscibile per la sua posizione su una stretta lingua di terra che si allunga nell’acqua.

Il paese era conosciuto in passato come Collepiccolo e, come gli altri centri della valle, ha cambiato profondamente il proprio rapporto con il territorio dopo la costruzione della diga.

Prima della nascita del lago, il paese si affacciava sulla valle attraversata dal fiume. L’innalzamento delle acque sommerse le zone più basse e trasformò il paesaggio: quella che oggi appare come una penisola era un tempo parte della terraferma.

Il centro storico conserva case in pietra e strade strette. Tra gli edifici religiosi si trovano la chiesa di San Lorenzo e la chiesa di Santa Anatolia.

Colle di Tora è anche legato a uno dei prodotti agricoli più caratteristici della zona, il fagiolo a pisello del Lago del Turano, una varietà tradizionale locale dalla forma piccola e tondeggiante, oggi inserita nell’Arca del Gusto di Slow Food.

Il borgo di Colle di Tora sul Lago del Turano
Il borgo di Colle di Tora sul Lago del Turano (@Alastar07)

Ascrea

Più in alto rispetto al lago si trova Ascrea, piccolo paese costruito sulle pendici del Monte Navegna.

La posizione permette di osservare il Turano da una prospettiva diversa rispetto ai borghi direttamente affacciati sull’acqua. Dal paese lo sguardo segue il bacino lacustre, mentre alle spalle iniziano i rilievi della Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia.

Il territorio di Ascrea conserva anche testimonianze di insediamenti abbandonati, tra cui quelle dell’antico abitato di Mirandella, e offre accesso alla parte montana della valle.

Per chi visita il Lago del Turano, Ascrea rappresenta quindi il punto in cui il paesaggio del lago comincia a lasciare spazio a quello dell’Appennino.

Paganico Sabino

Nella parte settentrionale del bacino si trova Paganico Sabino, piccolo centro costruito sul versante della montagna.

Il paese conserva un nucleo storico fatto di vicoli e abitazioni in pietra e offre alcuni punti panoramici sulla valle e sul Lago del Turano.

Nei dintorni si trovano le Gole dell’Obito, una profonda incisione naturale scavata dal corso d’acqua che separa i rilievi del Navegna e del Cervia.

Interessante è anche la Pietra Scritta, una testimonianza funeraria di epoca romana risalente al I secolo a.C., che ricorda quanto la presenza umana nella valle sia molto più antica della nascita del lago.

Paganico è inoltre uno dei principali punti di accesso alla parte settentrionale della Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia.

La diga del Turano e Posticciola

Per comprendere la storia del lago bisogna arrivare a Posticciola, nei pressi della diga.

È qui che la costruzione dello sbarramento trasformò definitivamente la valle. La diga, realizzata negli anni Trenta, raccolse le acque del Turano creando il bacino artificiale che oggi costituisce il centro geografico e paesaggistico della valle.

Poco più a valle si trova l’antico Ponte di Posticciola, legato alla viabilità storica della zona.

Il contrasto tra il ponte in pietra e la grande infrastruttura della diga racconta bene la trasformazione del territorio: da una parte le antiche vie che attraversavano la valle, dall’altra la grande opera idraulica del Novecento che ne ha modificato per sempre il paesaggio.

Rocca Sinibalda

A poca distanza dal lago, nella parte occidentale della valle, si trova Rocca Sinibalda.

Il paese è dominato dal celebre Castello Sforza Cesarini, una delle architetture fortificate più particolari del Lazio.

La rocca ha origini medievali, ma l’edificio attuale è soprattutto il risultato della trasformazione voluta nel XVI secolo dal cardinale Alessandro Cesarini. Il progetto è tradizionalmente attribuito a Baldassarre Peruzzi e trasformò la precedente fortificazione in una grande residenza fortificata rinascimentale.

La pianta del castello, costruito seguendo la conformazione dello sperone roccioso, viene spesso associata alla forma di un’aquila con le ali spiegate.

Gli interni conservano decorazioni e affreschi di epoca rinascimentale e manierista, tra cui cicli ispirati alla mitologia classica e alle Metamorfosi di Ovidio.

La Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia

Alle spalle dei borghi del Turano si estende la Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia, un’area protetta di circa 3.600 ettari tra il Lago del Turano e il Lago del Salto.

Il territorio comprende boschi, pascoli, valloni, corsi d’acqua e due rilievi principali: il Monte Navegna, che raggiunge i 1.508 metri, e il Monte Cervia, alto 1.436 metri.

La Riserva è attraversata da una rete di sentieri che permette di esplorare il territorio a piedi, raggiungendo le montagne e alcuni dei punti panoramici più belli della zona. I percorsi sono diversi per lunghezza e difficoltà: si va da itinerari più brevi, adatti a chi vuole semplicemente fare una passeggiata nella natura, a escursioni più impegnative verso le cime.

Per chi visita il Lago del Turano, la Riserva offre quindi la possibilità di spingersi oltre le rive e conoscere il paesaggio montano che fa da cornice al bacino.

Cosa fare sul Lago del Turano

Il Lago del Turano si presta a essere vissuto con ritmi diversi. Non è necessario affrontare un’escursione per godersi il paesaggio: si può semplicemente seguire la strada che costeggia il bacino, fermarsi nei punti panoramici, entrare nei piccoli borghi o percorrere brevi tratti a piedi lungo le rive.

Le passeggiate più semplici possono essere abbinate alla visita di Castel di Tora e Colle di Tora, permettendo di alternare il centro storico al paesaggio del lago. Chi invece vuole camminare più a lungo può scegliere uno dei numerosi sentieri che si inoltrano verso le montagne della Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia, con itinerari di diversa lunghezza e difficoltà.

Durante l’estate alcune zone delle rive vengono utilizzate per la balneazione e per trascorrere qualche ora vicino all’acqua. Le sponde, però, non sono uniformemente attrezzate e l’accessibilità varia da una zona all’altra, per cui è bene informarsi prima di scegliere dove fermarsi.

Un modo originale per osservare il paesaggio è anche quello di navigare sul lago. Durante la stagione turistica il Thiora, un battello elettrico, effettua escursioni sul bacino, offrendo una prospettiva diversa sui borghi, sulle montagne e sulle insenature che caratterizzano il Turano. Orari, disponibilità e modalità di prenotazione possono variare in base al periodo.

Il lago può essere inoltre esplorato in bicicletta, soprattutto lungo le strade che attraversano la valle. Per chi non cerca un’attività sportiva, invece, una delle esperienze più piacevoli rimane semplicemente quella di percorrere la strada panoramica tra i borghi, fermandosi di volta in volta a osservare il paesaggio.

Cosa mangiare nella Valle del Turano

La cucina della Valle del Turano conserva una forte impronta contadina e pastorale.

La tradizione gastronomica utilizza soprattutto legumi, cereali, formaggi, pasta fatta in casa, funghi, tartufi e prodotti del bosco.

Il prodotto più caratteristico del territorio del lago è il fagiolo a pisello del Lago del Turano, coltivato tradizionalmente soprattutto nel territorio di Colle di Tora.

È un legume piccolo e tondeggiante, dalla consistenza pastosa e dal sapore delicato. La coltivazione è rimasta legata a piccoli appezzamenti e la produzione è oggi limitata. Il fagiolo è inserito nell’Arca del Gusto di Slow Food.

La cucina della valle segue inoltre molto la stagionalità: i prodotti del bosco acquistano importanza in autunno, mentre legumi e preparazioni tradizionali sono presenti durante tutto l’anno.

Quando andare al Lago del Turano

Il Lago del Turano può essere visitato in tutte le stagioni, ma il periodo migliore dipende dal tipo di esperienza che si cerca.

La primavera è ideale per camminare e per vedere la valle nel momento in cui la vegetazione torna a essere verde.

L’estate è la stagione più indicata per chi vuole vivere il lago, fermarsi sulle rive e approfittare delle attività sull’acqua. È anche il periodo più frequentato.

L’autunno è particolarmente interessante per le escursioni, grazie ai colori dei boschi e alle temperature generalmente più adatte alle camminate.

L’inverno cambia completamente il carattere della valle. I paesi sono più silenziosi e le montagne possono essere innevate, ma per le escursioni in quota occorre verificare con attenzione le condizioni dei sentieri.

Lago del Turano: itinerario di un giorno

Per una prima visita al Lago del Turano non serve cercare di vedere tutto.

Si può iniziare da Castel di Tora, dedicando la mattina al centro storico e ai punti panoramici sul lago.

Da qui si può raggiungere Antuni, verificando prima le modalità di visita dell’antico borgo e dell’Eremo di San Salvatore (si può accedere solo con una visita guidata).

Dopo pranzo si può proseguire verso Colle di Tora, passeggiando nel centro storico e lungo la penisola che si inoltra nel lago.

Il pomeriggio può essere dedicato alla strada panoramica verso la diga e Posticciola, oppure a una sosta sulle rive.

Chi arriva soprattutto per camminare può invece sostituire una parte delle visite con un’escursione nella Riserva.

Lago del Turano in due giorni

Con due giorni a disposizione è possibile conoscere la valle con maggiore calma.

Il primo giorno può essere dedicato ai borghi del lago: Castel di Tora, Antuni e Colle di Tora, con una sosta lungo le rive.

Il secondo può essere dedicato alla parte montana, scegliendo un’escursione nella Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia.

In alternativa si può esplorare la parte occidentale della valle raggiungendo Rocca Sinibalda e Posticciola.

Come arrivare al Lago del Turano

Il mezzo più pratico per visitare il Lago del Turano è l’automobile.

I borghi, la diga, Posticciola, Rocca Sinibalda e i punti di partenza dei sentieri sono distribuiti lungo la valle e non esiste un unico centro dal quale organizzare tutta la visita.

Da Roma il viaggio richiede indicativamente circa un’ora e mezza, mentre da Rieti il lago è più vicino.

Una volta arrivati, l’auto permette di spostarsi tra i diversi paesi e di fermarsi nei numerosi punti panoramici lungo la strada.

Scopri la Sabina

Il Lago del Turano è solo uno dei paesaggi da conoscere nella Sabina. Tra borghi medievali, montagne, laghi e piccoli paesi arroccati sulle colline, c’è un territorio da esplorare con calma.

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Credits immagine di copertina: Francesco Simone Mensa

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