Lo zen e la cerimonia del tè

Libro del tè

Per noi occidentali, dominati dai ritmi frenetici, il tè è una bevanda come tante altre, da consumare in fretta sul bancone di un bar affollato, lasciando per pochi istanti in infusione, in una tazza un’anonima bustina. Ma per gli orientali il tè è la bevanda “lenta” per antonomasia, preparato seguendo un preciso rituale, fatto di gesti calmi che si ripetono, uguali ed immutati, da secoli. Per capire cosa rappresenti per gli asiatici il tè, e in particolare per i giapponesi, basti solo sapere che nella terra del Sol levante questa bevanda, che era nata in Cina con finalità mediche, ha dato vita a una vera e propria religione: il teismo.

Al culto del tè, alla sua storia, alle tecniche per prepararlo, al ruolo che questa bevanda ha rivestito silenziosamente nel corso dei secoli nella società giapponese, è dedicato un piccolo libro del tè: Lo zen e la cerimonia del tè.

Scritto più di cento anni fa, nel 1906 da Kazuko Okakura, discendente una famiglia di samurai, The Book of tea, questo il titolo originale, è un viaggio nel mondo del tè che l’occidente conobbe soltanto nel corso del ‘600 creando entusiastici ammiratori, rapiti da “quell’eccellente bevanda cinese, approvata da tutti i medici” ma anche convinti oppositori, alcuni dei quali decisamente esagerati come l’inglese Henry Sayville che in un pamphlet definiva il consumo del tè una pratica indecente, che rendeva gli uomini più bassi e meno attraenti e le donne decisamente meno belle.

Libro del tè di Okakura: "Lo zen e la cerimonia del tè"

Libro del tè di Okakura: “Lo zen e la cerimonia del tè”

Un libro del tè che, in poco meno di cento pagine e attraverso sette capitoletti, bellissimo quello dedicato ai fiori, conduce il lettore con mano ferma alla conoscenza del tè che definire semplicemente una bevanda appare oltremodo riduttivo. Alla fine della lettura probabilmente si condividerà questa interpretazione, essendo questo un universo unico che prima da lontano e poi sempre più da vicino esploriamo con passo inizialmente incerto e poi assolutamente sicuro.

E allora facciamo la conoscenza delle tre diverse scuole per la sua preparazione, da quella più antica, consistente nella bollitura del tè a quella romantica, che prevede la sbattitura del tè, passando per quella più affermata dell’infusione ma anche della sala del tè, un’apposita stanza, creata secondo rigidi canoni stilistici ed architettonici, dove il maestro del tè, silente e affascinante anfitrione, prepara con riti perpetuati da secoli la preziosa bevanda.

Un mondo fatto di profumi, fiori delicati, ceramiche di inestimabile valore, un libro leggero come le foglie di tè che magari in certe parti può anche risultare ostico da leggere ma tale ostacolo nasce proprio dalla difficoltà, tutta occidentale, di accettare il lento scorrere del tempo, in fin dei conti siamo pur sempre figli del caffè e del suo fantastico aroma da consumare, però, velocemente, a dispetto di tutto e tutti, dimenticando che forse dovremmo noi imporre i ritmi alla vita e non il contrario.

 

2 Commenti

  1. Marco Zubboli

    Grazie Maurizio per queste chicche culturali….poi stiamo parlando di tè bevanda “culturale” proveniente dalla Cina….da dove proviene anche la materia prima sopra la quale viene stampata la cultura. La carta!!!!

  2. Roberto Paesani

    Bellissima recensione. Sempre interessante leggerti ed apprezzarti. Bravo Maurizio!

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