Entrato nel novero dei Borghi più belli d’Italia, il paese di Vitorchiano si trova ai piedi dei monti Cimini e si erge su uno scenografico masso di peperino, la caratteristica pietra lavica locale formatasi in quest’area a seguito di eruzioni vulcaniche. La suggestiva posizione di questo paese sospeso nel tempo regala incredibili affacci sul territorio della Tuscia. L’antico nucleo urbano di Vitorchiano così ben mantenuto è cinto da due torrenti che scorrono lungo la vallata e che lo circondano conferendogli un aspetto suggestivo. Gli edifici del centro storico si affacciano prepotentemente sul precipizio che si apre sotto di essi e la loro fisicità sembra imporsi sul selvaggio territorio circostante. Questa sua conformazione che gioca con l’opera dell’uomo e con il bellissimo scenario naturalistico che la caratterizza rende questo borgo molto apprezzato dai visitatori che ne stanno riscoprendo negli ultimi anni il pregio e la bellezza.

COSA VEDERE A VITORCHIANO

Gli elementi paesaggistici ed i sapienti rimandi architettonici si mescolano armonicamente, conferendo a Vitorchiano un carattere unico. I boschi di querce e latifoglie, i noccioleti, i vigneti e gli uliveti che corrono tutt’intorno al borgo, la presenza del peperino e gli edifici medievali pressoché intatti rendono questo borgo davvero affascinante. Un luogo che sta risvegliando gli interessi di turisti ed amanti dei paesaggi dimenticati.

Percorrendo le strade ed i vicoli di Vitorchiano capiterà spesso di incontrare la scritta SPQR e questa particolarità susciterà sicuramente la curiosità del visitatore attento. La motivazione della presenza di questo antico e famoso acronimo nel borgo del Viterbese risale al Medioevo quando vi fu intenso un periodo di lotte e di guerre tra città vicine. Nel Duecento, infatti, il borgo fu assediato dalla vicina Viterbo e Roma intervenne in aiuto di Vitorchiano, liberandola dagli invasori. Da quel momento in poi l’Urbe ed il paese dell’alta Tuscia divennero inseparabili ed alleati.

Moai di Vitorchiano

Al centro il Moai di Vitorchiano

Nel 1267 Vitorchiano ebbe il privilegio di essere riconosciuta addirittura come terra fedelissima di Roma e le venne concesso l’uso del simbolo SPQR, iscrizione oggi diffusissima sulle abitazioni e sui palazzi storici del borgo. Da quell’anno in poi la cittadina laziale ebbe il privilegio di fornire giovani vitorchianesi per la guardia capitolina che si occupava di difendere l’Urbe dai nemici. L’uniforme dei cosiddetti “Fedeli di Vitorchiano”, con gli inconfondibili colori giallo e rosso,  fu disegnata da Michelangelo ed ancora oggi questi giovani prendono parte alle cerimonie ufficiali di Roma suonando le clarine.

IL MOAI DI VITORCHIANO

Vitorchiano conserva intatta la sua conformazione medievale ed il paese a nord, est ed ovest era difficilmente attaccabile grazie alla presenza di burroni e di strapiombi che ancora oggi si aprono sotto di esso. Davvero un’incredibile difesa naturale. Il problema era dato semmai dal lato meridionale e così nel Duecento vennero alzate le mura e le torri in peperino che attualmente cingono il paese. L’accesso alla cittadina laziale, quella Porta Romana che affaccia verso la Capitale, si apre su una delle torri merlate della cinta muraria.

Attraverso di essa si entra nella parte del borgo più antico e si cammina nelle strade medievali alla scoperta del tessuto urbano più antico. Passeggiando tra i vicoli si incontrano i luoghi più importanti di Vitorchiano: il Palazzo Comunale con la caratteristica torre dell’orologio, la duecentesca chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo costruita in peperino con il campanile ed portale laterale in stile gotico, la chiesa della Santissima Trinità e poi sparsi nel centro storico le scale, i balconi fioriti, gli angoli caratteristici del borgo.

Ma a Vitorchiano, sulla  sulla via Teverina, si trova un’opera particolare scolpita in loco da undici indigeni maori che sono giunti in Italia nel 1990 per sollevare il problema del deterioramento delle statue dell’Isola di Rapa Nui. Si tratta dell’unico esemplare di Moai conosciuto fuori dall’isola di Pasqua, un’opera alta 6 metri realizzata in peperino locale dai componenti della famiglia Atan per ringraziare la popolazione vitorchianese che ha contributo al restauro delle statue dell’isola di Pasqua.

DOVE MANGIARE

Nel borgo di Vitorchiano ci sono tanti ristoranti che offrono piatti di qualità della tradizione locale. Iniziamo con il primo: la Fraschetta Della Mela Stregata che propone interessanti piatti della tradizione laziale rivisitati in chiave moderna in un’atmosfera familiare e rilassante. Lo stesso discorso vale per il Ristorante Zafferano con una cucina anche a base di pesce attenta alla freschezza dei prodotti. Cortesia, disponibilità ed ambiente familiare vi conquisteranno. Troverete, invece, un menu a metà tra quello siciliano, terra di origine dello chef, e quello della Tuscia nel ristorante Casa Iozzìa, location moderna ed attenta alla prelibatezza dei prodotti. Un viaggio tra i sapori del mare e dei boschi coronato da una stella Michelin.

DOVE DORMIRE

Se avete intenzione di fermarvi qualche giorno a Vitorchiano per godere dei silenzi della Tuscia avete a disposizione varie alternative alla vostra vacanza rilassante. In centro storico troverete la Casa Sermichelino, un appartamento composto da salone e due camere da letto dotato di ogni comfort per passare la vostra vacanza in completa autonomia. La pulizia, l’accoglienza e la disponibilità dei proprietari saranno garantiti. Un appartamento un po’ più piccolo (un bilocale) ma sempre collocato all’interno delle mura è il Panorama di Vitorchiano che offre disponibilità ed accoglienza dei proprietari. Il silenzio del luogo e gli affacci sul borgo poi completano l’offerta.

Un’altra possibilità di alloggio la offre il B&B Il Moai che mette a disposizione dei suoi ospiti anche biciclette gratuite per girare nei vicoli del borgo. La struttura si trova in posizione tranquilla ed è dotata di camere grandi e pulite. Ovviamente al risveglio troverete servita una colazione italiana.

Per approfondire:

 

Leggi anche: 
La Rocca dei Papi a Montefiascone
Tuscia Viterbese: 6 borghi da non perdere