Un giovane parte da Norcia per compiere i suoi studi a Roma, vi rimane per qualche tempo poi, disgustato dalla dissolutezza e dalla lussuria della comunità che frequenta, decide di ritirarsi nella valle dell’Aniene, in un territorio circondato da montagne e boschi. È soltanto il V secolo d.C. e quel ragazzo, di nome Benedetto, sceglie di vivere in una grotta situata nei pressi di quanto rimane di una villa neroniana. Quel luogo oggi si chiama Subiaco, città nata ‘sotto il lago’ (sub lacum), e deve il suo nome ai tre bacini artificiali ricavati dagli ingegneri romani attraverso lo sbarramento del fiume Aniene, un espediente che permise di abbellire la domus dove l’imperatore romano Nerone trascorreva il tempo dedicato all’ozio. Sul monte Taleo, dove si trovavano la grotta che ha ospitato per tre anni San Benedetto e l’antro in cui il giovane riceveva i pastori, oggi sorge un dei più bei monasteri d’Italia, sviluppatosi a partire dal IX secolo ed avvolto dalla roccia viva e dalla natura straordinaria: il monastero di San Benedetto.

SANTUARIO DEL SACRO SPECO. SULLE ORME DI SAN BENEDETTO

Interno del Monastero di San Benedetto a Subiaco

Interno del Monastero di San Benedetto a Subiaco

Il santo umbro è oggi considerato il fondatore del monachesimo occidentale, quel fenomeno mistico che richiede un distacco dalle incombenze quotidiane attraverso una vita dedita alla spiritualità e alla preghiera. Il monachesimo cristiano si sviluppa a partire dal III secolo sotto due forme, quella eremitica e quella organizzata in comunità (anche detta cenobitica). In aree occidentali quali quelle della Provenza, dell’Italia e dell’Irlanda gli anacoreti cominciano a sentire l’esigenza di riunirsi in cenobi, ovvero in comunità costituite da più monaci che scelgono una forma di isolamento dal mondo esterno. Ovviamente, come in tutte le congregazioni di uomini, si avverte la necessità di seguire una regola comune e quella di San Benedetto è fondante del monachesimo occidentale. Ora et labora, prega e lavora: questi sono i due pilastri fondamentali che l’abate ed i monaci appartenenti all’ordine benedettino sono tenuti a seguire per lo svolgimento della vita quotidiana.

Monastero di San Benedetto a Subiaco

Monastero di San Benedetto a Subiaco

Il monastero di San Benedetto, anche detto Sacro Speco, vede la sua nascita già nel IX secolo come santuario rupestre, sorto sulle due grotte in cui Benedetto visse e predicò ai pastori per tre anni. I periodi di costruzione del complesso benedettino, che hanno inizio nell’anno Mille, hanno riguardato vari secoli e queste tempistiche differenti si riscontrano nelle stratificazioni architettoniche ancora oggi presenti. Si accede, infatti, dalla chiesa superiore e poi, mano mano, si scende alla scoperta degli altri ambienti, alcuni dei quali riccamente affrescati:la chiesa inferiore, la grotta di San Benedetto e la Scala Santa.

Monastero di San Benedetto, esterni

Monastero di San Benedetto, esterni

Il luogo è avvolto da un silenzio suggestivo, talvolta interrotto dai canti dei monaci, e collocato in un ambiente pieno di misticismo e di contemplazione. Un’unione perfetta tra la roccia e l’architettura umana, una commistione unica tra i colori dei cicli pittorici e la luce che proviene dall’esterno. La chiesa più antica, quella inferiore, presenta tutte le volte e le pareti decorate da affreschi attribuiti a Magister Conxolus a cui si deve la quasi totalità delle pitture realizzate a metà del XIII secolo. Conosciamo il suo nome perché il pittore ha firmato l’affresco della Madonna con Bambino e Angeli presente nel piccolo catino dell’abside. Suoi sono anche gli episodi agiografici di San Benedetto in cui vengono descritti gli avvenimenti salienti della vita del santo.  Ma il monastero di San Benedetto racchiude altre pitture nel resto delle sue stanze, tra cui il ciclo dedicato alla Madonna nella cappella quadrangolare a lei intitolata, gli affreschi della Cappella di San Gregorio con la prima rappresentazione di San Francesco in un periodo in cui l’assisiate era ancora in vita, la Cavalcata della Morte sulle pareti della Scala Santa e poi tutti i dipinti di tema evangelico e quelli relativi alla vita di San Benedetto presenti nella chiesa superiore.

Monastero di San Benedetto a Subiaco, interni

Monastero di San Benedetto a Subiaco, interni

IL SACRO SPECO A SUBIACO

Ma è il Sacro Speco il luogo in grado di suscitare emozione nei fedeli e nei visitatori: si tratta della piccola cavità in cui San Benedetto visse per tre anni in solitudine e penitenza, ricevendo da un foro della roccia il cibo calato dall’alto con una cesta dal monaco Romano. L’interno è ornato da mosaici cosmateschi e dal duecentesco paliotto d’altare (opera sempre dei marmorari romani), mentre nel Seicento vi è stata aggiunta la statua del santo che prega, realizzata da un allievo del Bernini, Antonio Raggi. Per la sua posizione, l’importanza che riveste e per le pitture che ospita, l’antico monastero di San Benedetto è un autentico gioiello, un piccolo paradiso poco conosciuto che racchiude in sé la potenza di una natura intatta e la bellezza delle opere architettoniche e pittoriche dell’uomo. La visita a questo luogo ascetico e contemplativo è consigliata per coloro che vogliono allontanarsi dai ritmi frenetici della vita quotidiana e fermarsi a guardare un posto suggestivo, incastonato nella roccia e dalla vista davvero incredibile.

 

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