L’Umbria si sa è una terra ricca di storia e di sapori, una regione che riesce a coniugare la vacanza lenta con i piaceri della vita. Aperta e disponibile, generosa e gentile offre ai visitatori molti spunti per conoscerla. L’arte, la storia, la cura del territorio, il cibo ed il relax sono le caratteristiche principali di questa antica terra italiana. Molto apprezzata dagli stranieri, offre la possibilità di conoscerla attraverso dei percorsi che sono in grado di celebrare sapori, profumi e storia. Il borgo medievale di Montefalco, in provincia di Perugia, non fa eccezione. Pur essendo una piccola realtà, infatti, occupa una posizione centrale nella produzione pittorica dell’Umbria e del centro Italia. Le numerose chiese presenti ospitano, infatti, opere del Perugino, di Ambrogio Lorenzetti, di Melozzo da Forlì ma non è tutto perché il borgo umbro è noto soprattutto per la presenza, a partire dal 1450, di un pittore come Benozzo Gozzoli, allievo del Beato Angelico, chiamato dall’ordine francescano per eseguire degli affreschi prima nella Pieve di San Fortunato poi nell’abside della chiesa di San Francesco

NON SOLO VINO: COSA VEDERE A MONTEFALCO

Montefalco. Chiesa di Santa Chiara

Montefalco. Chiesa di Santa Chiara

‘Montefalco, Benozzo pinse a fresco/giovenilmente in te le belle mura, /ebro d’amor per ogni creatura / viva, fratello al Sol, come Francesco’ scriveva D’Annunzio ne Le città del silenzio, ricordando il connubio tra il paese umbro ed il pittore toscano che raffigurò mirabilmente tra il 1450 ed il 1452 la vita di San Francesco nell’abside della chiesa a lui dedicata, rappresentandola in dodici riquadri su tre registri sovrapposti. La vita del santo è equiparata a quella di Gesù ed in questo continuo rimando, per rendere maggiormente attraenti le immagini, Benozzo Gozzoli decise di attualizzare le scene, ambientando i protagonisti nel periodo a lui contemporaneo.

Questo espediente doveva aiutare i fedeli ad immedesimarsi nelle scene che vedevano e ad accorciare la distanza temporale tra di loro ed il santo. Ma il pittore fiorentino aveva già lavorato a Montefalco, lasciando traccia del suo passaggio all’interno della Pieve di San Fortunato dove realizzò, oltre agli affreschi in non perfetto stato di conservazione, anche la bellissima pala d’altare denominata La Madonna della Cintola, oggi conservata nella Pinacoteca Vaticana.

Montefalco e i suoi vigneti

Montefalco e i suoi vigneti

Montefalco, che domina la pianura su cui scorrono i fiumi Clitunno, Tevere e Topino, deve il suo nome all’imperatore Federico II, grande appassionato di caccia al falcone, che qui soggiornò dal 1249 al 1250. Ma il suo nome è conosciuto anche dagli amanti del vino perché qui, oltre alla produzione di olio, si producono il Sagrantino di Montefalco ed il Montefalco rosso. Proprio il ruolo che ricopre la produzione vinicola si evidenzia all’interno del borgo dove, passeggiando, si possono trovare ed ammirarei filari di vite posti lungo le vie del paese e le pareti dei palazzi.

L’esemplare di vite più antico si trova all’interno dell’orto del monastero di Santa Chiara, suora agostiniana canonizzata nell’Ottocento. Il borgo di Montefalco è riuscito così ad amalgamare senza problemi il turismo enogastronomico con quello maggiormente interessato alla storia, all’arte ed ovviamente alla natura che qui signoreggia.

Dai luoghi panoramici del borgo come quelli di Largo della CastellinaLargo Sesto Properzio ci si può affacciare su punti geografici differenti, ammirando scorci suggestivi. Proprio perché da Montefalco si possono vedere il monte Vettore, Perugia, il monte Subasio e gli altri borghi umbri questo paese è conosciuto anche come ‘la ringhiera dell’Umbria‘, un piccolo borgo dal quale osservare le pianure e le colline sottostanti avvolte dal silenzio.

 

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