Collocato su una collina che domina Parigi, Montmartre è il quartiere più in alto di tutta la capitale francese ma non per questo è noto in tutto il mondo. A renderlo celebre sono stati artisti quali Corot, Manet, Degas, Renoir, Toulouse-Lautrec, Picasso, Utrillo o il nostro Modigliani; pittori che soggiornandovi contribuirono a trasformare Montmartre in uno dei luoghi più famosi e imperdibili di Parigi.

MONTMARTRE A PARIGI, IL QUARTIERE DEGLI ARTISTI

Per secoli Montmartre, il cui nome deriva molto probabilmente da un antico tempio dedicato al dio Marte, è stato poco più che un villaggio. Il profilo di questo luogo era segnato da vigneti, piantati nel medioevo dai monaci benedettini, campi coltivati, cave di gesso e dai mulini a vento, dentro i quali veniva prodotta buona parte della farina di Parigi.

Una ripida collinetta (128 metri sopra il livello del mare) da cui scrutare Parigi, una città che cresceva rapidamente, diventando una delle metropoli più importanti al mondo.

Cosa vedere a Montmartre

Montmartre, il quartiere degli artisti

Il carattere agricolo di quella butte (in francese collinetta) mutò radicalmente nella seconda metà dell’800, quando quella terra di contadini e mulini iniziò quella rapida trasformazione che la renderà, di lì a poco, uno dei simboli di Parigi, sinonimo di arte e mondanità, luogo romantico per antonomasia.

A partire dal 1860 Montmartre entrò stabilmente a far parte del tessuto urbano di Parigi, integrandosi con una città che stava prepotentemente diventando la capitale del mondo, specie in ambito artistico.

I prezzi modici delle abitazioni e la straordinaria posizione panoramica lo resero molto appetibile, specie per coloro che non potevano permettersi di vivere nei quartieri più conosciuti e costosi. Per qualche anno, però, Montmartre fu tutto tranne che un quartiere alla moda.

Sul finire del XIX secolo, infatti, era poco più che una baraccopoli, abitata da artisti spiantati, prostitute e delinquenti di vario tipo. Era così poco raccomandabile da essere ribattezzato Le Maquis de Montmartre, letteralmente la boscaglia di Montmartre, la cui cupa fama stimolò il brulicare di leggende a tinte fosche, come quella della roccia della strega.

Si tratta, invero, di una pietra, ancora oggi visibile tra Rue Lepic e Avenue Junot sulla cui provenienza sono state avanzate svariate ipotesi, alcune davvero fantasiose. Qualcuno dice che sia una meteorite, altri ciò che resta di un’antica sorgente; di certo quello che è poco più di un sasso, ha prodotto tante leggende, alcune nere, altre decisamente romantiche, come quella che vuole che proteggesse l’amore di coloro che avessero il coraggio di poggiarvi sopra la mano.

Nei primi anni del XX secolo, però, su quel famigerato quartiere si rovesciò lo sguardo di famelici costruttori che, presagendo l’affare, trasformarono Montmartre in un quartiere rinomato, senza tuttavia intaccare quel carattere bohèmien che ancora oggi si respira camminando in quel dedalo di stradine che ne fanno uno dei posti più affascinanti di Parigi.

COSA VEDERE A MONTMARTRE

Un rione ricco di storia ma anche di luoghi da conoscere, fili di un’unica trama che porta il visitatore a percorrere un viaggio fra chiese, musei e pittoresche piazze, dove si respira ancora l’anima di un luogo davvero speciale.

La prima tappa di questo viaggio per Montmartre, da compiere rigorosamente a piedi, è rappresentata dalla chiesa del Sacro Cuore che con la sua bianca sagoma domina candidamente la scena.

La storia di questo luogo è piuttosto complessa. Nel 1873 si decise di costruire un grande edificio religioso da dedicare al Sacro Cuore di Gesù, una sorta di voto a due anni dalla conclusione della sanguinosa e fatale guerra franco-prussiana, che aveva visto uscire la Francia letteralmente con le ossa rotte.

Montmartre

Montmartre, sullo sfondo la Basilica del Sacro Cuore

I lavori, diretti dall’architetto Paul Abadie (che progettò un’opera il cui stile era a metà fra il romanico e il bizantino) iniziarono solamente nel 1875. La chiesa, che si avvalse dei finanziamenti di due importanti uomini d’affari, Alexandre Legentil e Hubert Rohault de Fleury, fu terminata soltanto nel 1914, a causa di alcuni imprevisti dovuti all’instabilità del terreno. Lo scoppio della Prima Guerra mondiale, poi, rinviò la solenne consacrazione che si tenne solo nel 1919, dopo la fine del Conferenza di Parigi.

Particolare stupore suscita la grande cupola dalla cui sommità, raggiungibile con una scala a chiocciola composta da 300 gradini, si gode una vista magnifica di Parigi, un panorama mozzafiato che ripaga la fatica per arrivarci. Un altro motivo di vanto del Sacro Cuore è dato dalla Savoyarde, la grande campana quadrata, la più grande di tutta la Francia, il cui suono rappresenta la colonna sonora di tutto il quartiere, scandendo i ritmi di abitanti e visitatori.

Un altro luogo che merita di essere visitato è il cimitero di Montmartre, uno dei luoghi più antichi di tutto il quartiere che con i suoi 11 ettari è il più grande di Parigi dopo il celeberrimo Père Lachaise e il cimitero di Montparnasse.

Cimitero di Montmartre

Cimitero di Montmartre

Aperto il 1 gennaio 1825, al civico 20 di Avenue Rachel, il camposanto, sorto sul sito di un’antica cava di gesso, ospita nella sua vasta area le tombe di molti personaggi famosi. Tra questi scrittori come Alexandre Dumas (figlio), Emile Zola e Henri Stendhal; musicisti del calibro di Hector Berlioz e Jacques Offenbach (autore fra l’altro del celebe can-can), il celebre regista Francois Truffault, uno dei padri della Nouvelle Vague ma anche il ballerino russo Vaslav Nijinsky, la cantante Dalidà e il grande pittore Edgar Degas.

IL MUSEO DEL QUARTIERE E IL CELEBRE MOULIN ROUGE

Se si vuole poi approfondire la conoscenza di Montmartre allora una visita obbligatoria è quella al Musee de Montmartre che fra oltre 300 dipinti, fotografie, manifesti, tra cui alcuni del celebre Toulouse-Lautrec e altri oggetti, ripercorre la storia di questo affascinante quartiere.

A poca distanza dal museo si trovano i giardini di Auguste Renoir, forse, fra tutti gli illustri ospiti, quello che instaurò con il quartiere il legame più intenso. Il pittore impressionista vi ci trasferì con tutta la famiglia, apprezzando la meravigliosa vista ma anche la salubrità dell’aria che, come amava spesso ripetere ai suoi ospiti, «era pura e ricordava quella di campagna».

Uno dei dipinti più famosi del pittore, non a caso, fu Le Bal du Moulin de la Galette, un vecchio mulino trasformato in una balera che attirava il meglio della popolazione parigina.

In tema di mulini impossibile non citare il celeberrimo Moulin Rouge, in Place Pigalle, edificio iconico di Montmartre, immortalato dal pittore Toulouse-Lautrec e più recentemente dal film di Baz Luhrmann, con Nicole Kidman nel panni della ballerina Satine.

Georges Stein, "Le Moulin Rouge, le soir" (1910)

Georges Stein, “Le Moulin Rouge, le soir” (1910)

Il Moulin Rouge era il simbolo del divertimento parigino e non solo. Aperto nel 1891 da Charles Zidler e Joseph Oller (quest’ultimo proprietario dell’Olympia, il teatro più importante di Parigi), il Moulin Rouge si impose fin da subito per spettacoli più leggeri rispetto al cartellone di altri teatri.

Fra le attrazioni più importanti un posto di assoluto rilievo spettava al mitico can-can che entusiasmava gli spettatori provenienti da tutto il mondo pur di vedere le sensuali ballerine, come nel caso del futuro re Edoardo VII d’Inghilterra che presenziò allo spettacolo del 26 ottobre 1890.

Il 27 febbraio 1915 un terribile incendio distrusse il Moulin Rouge gettando nella disperazione i parigini e non solo. I lavori per la ricostruzione vennero subito iniziati ma, complice la guerra, furono ultimati solo nel 1921, quando il teatro fu nuovamente riaperto.

Ma Montmartre non è solo musei, chiese o edifici famosi. È anche un intrico di stradine che si inerpicano per la Butte mostrando il volto più autentico del quartiere, fatto di locali tipici, luoghi d’incontro e anche singolari stazioni della metropolitana, come nel caso di Abesses (linea 12), non solo la più profonda di tutta la rete metropolitana ma anche una delle più belle di tutta Parigi, con i suoi murales che decorano le sei rampe della scala a chiocciola che conduce all’esterno, realizzati da diversi artisti tra il 2006 e il 2007.

DOVE MANGIARE E DOVE DORMIRE

Dove mangiare a Montmartre? E dove dormire? Il quartiere parigino offre una ampia gamma di soluzioni, soddisfacendo anche le esigenze più complesse e stravaganti.

Quanto al cibo la gamma è amplissima, dai rinomati ristoranti, dove assaggiare le prelibatezze tipiche, ai locali più piccoli ma non meno deliziosi in quanto a pietanze. Fra questi ultimi, noi di Passaggi Lenti ci sentiamo di consigliare Padam Padam, in Rue Veron 29. Si tratta di un locale caratteristico dove si mangia e soprattutto si beve ottimamente, in un clima giovanile e spensierato.

Non lontano, su Rue Lepic, si trova La Maison Lepic, a nostro avviso un luogo perfetto per soggiornare. Si tratta di una piccola casa-albergo che si trova nel palazzo dove abitò Theodorus Van Gogh, noto come Theo, e che ospitò anche il più celebre fratello Vincent Van Gogh. La Maison Lepic offre un perfetto rapporto tra qualità e prezzo, unendo all’eleganza della struttura la gentilezza dei gestori, una famiglia italiana che da anni vive a Parigi, tra cui spicca Agnese, una perfetta padrona di casa che sa coccolare gli ospiti nel migliore dei modi.

E per i più golosi, al civico 23 di Rue Lepic, si trova una delle migliori cioccolaterie di Parigi, A la Mere de Famille, il consiglio è di farci assolutamente una capatina, fidatevi, non vi pentirete.

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