Nemi: cosa vedere nel borgo dei Castelli Romani sul lago

Nello scenario dei Castelli Romani si trova un piccolo borgo medievale arroccato sulle colline che dominano un bacino lacustre: Nemi. La posizione a 521 metri di altitudine e l’affaccio sul lago rendono il paese uno dei luoghi più riconoscibili dei Colli Albani, conosciuto anche per la coltivazione delle fragole e per i dolci che ne hanno fatto una delle specialità locali.

Nemi è il secondo comune più piccolo dei Castelli Romani dopo Colonna. In epoca antica l’area era legata ad Aricia, l’odierna Ariccia, mentre sulle rive del lago si trovava uno dei principali santuari del Lazio antico, quello dedicato a Diana Nemorense. Il nome stesso del paese rimanda a questa storia. Nemus in latino significa bosco e richiama il Nemus Dianae, il bosco sacro della dea della caccia, dei boschi e della fertilità.

La storia di Nemi non comincia quindi con il borgo medievale. Prima delle case, del castello e delle strade che oggi si affacciano sul lago, qui c’erano un luogo di culto, un bosco sacro e una frequentazione del territorio che risale a epoche molto più antiche.

La storia di Nemi

Il centro abitato di Nemi si sviluppa nel Medioevo intorno a un primo nucleo fortificato. Tra il IX e il X secolo viene costruita una torre nell’area dell’attuale Piazza Umberto I; nel XII secolo, il complesso si amplia fino a diventare un vero e proprio castello medievale, probabilmente legato ai Conti di Tuscolo. La popolazione che viveva nella valle e nei dintorni del lago si spostò progressivamente verso il fortilizio, più sicuro e facilmente difendibile.

È attorno a questo nucleo che cresce il borgo medievale. Nel corso dei secoli Nemi passa sotto il controllo di diverse famiglie. Nel 1572 il castello viene ceduto ai Frangipane (antica famiglia della nobiltà romana che ebbe possedimenti in diversi territori del Lazio) che iniziano la trasformazione del complesso fortificato in una residenza signorile. La struttura viene modificata nel corso dei secoli successivi e passa anche ai Braschi, mentre gli ultimi proprietari nobili sono i Ruspoli, dai quali deriva il nome attuale del palazzo.

Tra Settecento e Ottocento Nemi attirò viaggiatori, scrittori e artisti affascinati dal lago e dal paesaggio dei Colli Albani. Tra coloro che passarono o soggiornarono nel paese vengono ricordati Hans Christian Andersen, Goethe e Stendhal; più tardi arrivò anche Gabriele d’Annunzio. Il lago colpì anche Charles Gounod: secondo la tradizione, il panorama notturno di Nemi gli avrebbe ispirato la celebre Ave Maria.

Cosa vedere nel centro storico di Nemi: da Piazza Roma a Palazzo Ruspoli

Arrivando a Nemi, prima di entrare nel borgo si incontra il Santuario del Santissimo Crocifisso, costruito nel Seicento per iniziativa di Mario Frangipane. La chiesa apparteneva al complesso dei Francescani e conserva il Crocifisso al quale è legata la devozione locale. La sua posizione, appena fuori dal centro, permette inoltre di avere una prima vista d’insieme sul paese e sul lago.

Da qui si può proseguire verso il centro storico e raggiungere Piazza Roma, dove si trova la Fontana della Dea Diana, realizzata nel 2000 dallo scultore Luciano Mastrolorenzi. È un richiamo evidente alla storia antica di Nemi, dominata dal culto della dea e dal bosco sacro che circondava il lago. Dalla piazza si entra nel nucleo più antico del paese e si raggiunge Santa Maria del Pozzo, la chiesa parrocchiale legata alla storia del castello.

L’edificio attuale venne costruito nel Seicento dai Frangipane e sostituì la precedente chiesa che si trovava all’interno del recinto fortificato. Il suo spostamento all’esterno delle mura fu parte della trasformazione del castello medievale in una residenza signorile. Poco più avanti si apre Piazza Umberto I, dominata da Palazzo Ruspoli. È qui che si trova il nucleo della Nemi medievale: una prima torre venne costruita tra il IX e il X secolo e intorno ad essa sorse nel XII secolo il castello, probabilmente appartenente ai Conti di Tuscolo.

Nel 1572 il complesso passò ai Frangipane, che ne avviarono la trasformazione in palazzo. Nei secoli successivi arrivarono i Braschi e infine i Ruspoli, il cui nome è rimasto legato all’edificio. Da qui il percorso conduce verso la Terrazza degli Innamorati, ricavata sotto Palazzo Ruspoli e affacciata sul Lago di Nemi. È uno dei punti migliori per guardare il lago dall’alto e riconoscere, sulla sponda, l’area del Santuario di Diana e il Museo delle Navi Romane.

La terrazza prende il nome dagli amori mitologici legati alla valle del lago, in particolare quelli tra Diana e Virbio e tra Numa Pompilio ed Egeria. Da qui il centro storico è praticamente concluso. Per continuare la visita bisogna scendere verso la parte bassa di Nemi, dove si trovano il lago, l’area archeologica del Santuario di Diana e il Museo delle Navi Romane.

Il Lago di Nemi

Il Lago di Nemi si trova a 316 metri di altitudine, nel fondo dell’antico apparato vulcanico dei Colli Albani. È un lago piccolo, con una superficie di circa 1,7 chilometri quadrati, un perimetro di circa 5 chilometri e una profondità massima di poco più di 30 metri. Le sue rive sono circondate dai boschi e, sul bordo del cratere, sorgono Nemi e Genzano di Roma. Il lago non ha un emissario naturale. Le sue acque vengono regolate da un antico emissario artificiale, un cunicolo lungo circa 1.650 metri che attraversa il cratere e porta l’acqua verso la valle di Ariccia.

La sua origine è molto antica e la sua costruzione è legata alla necessità di controllare il livello del lago. Questa opera ebbe un ruolo decisivo anche in epoca moderna. Per recuperare le due grandi navi romane che si trovavano sul fondo del lago, tra il 1928 e il 1932 il livello dell’acqua venne abbassato di circa 22 metri proprio utilizzando l’antico emissario. Le navi furono così riportate alla luce e trasportate nel museo costruito sulla riva.

Oggi il lago si può raggiungere dal paese scendendo verso la sponda, oppure percorrendo la strada che arriva direttamente nella zona del Museo delle Navi Romane. Intorno all’acqua corre un ambiente boscoso che permette di vedere Nemi da una prospettiva diversa rispetto ai belvedere del centro: il paese appare allora sullo sperone del cratere, molto più in alto rispetto alla superficie del lago.

Il Santuario di Diana Nemorense

La storia più antica di Nemi è legata al Santuario di Diana Nemorense, costruito sulle rive del lago all’interno del bosco sacro della dea. Il culto di Diana era legato alla caccia, ai boschi e alla fertilità. Il santuario divenne uno dei principali luoghi religiosi del Lazio antico e fu legato alla Lega Latina dopo la distruzione di Alba Longa, l’antica città latina che secondo la tradizione sorgeva sui Colli Albani e che alcuni studiosi hanno identificato con l’area dell’attuale Castel Gandolfo.

L’area sacra venne ampliata nel corso dei secoli e comprendeva il tempio, terrazze, edifici di servizio e strutture termali. Gli scavi archeologici hanno restituito numerosi oggetti votivi e altri materiali che permettono di ricostruire la frequentazione del santuario.

Il Museo delle Navi Romane

Le due navi recuperate dal Lago di Nemi sono probabilmente la storia più famosa legata al paese. Le imbarcazioni risalgono alla prima età imperiale e sono tradizionalmente attribuite a Caligola. Avevano dimensioni eccezionali: una misurava circa 71 metri di lunghezza per 20 di larghezza, l’altra circa 73 metri per 24. Per secoli rimasero sul fondo del lago.

Dopo diversi tentativi di recupero, tra il 1928 e il 1932 furono riportate alla luce attraverso una grande operazione che comportò l’abbassamento artificiale del livello dell’acqua e il riutilizzo dell’antico emissario. Per conservarle venne costruito un museo appositamente progettato per accogliere i grandi scafi. La vicenda delle navi ebbe però un epilogo drammatico. Nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno 1944 un incendio le distrusse quasi completamente.

Gli scafi originali non sono quindi più visibili, ma il museo conserva materiali superstiti, elementi delle imbarcazioni, ricostruzioni e due modelli in scala 1:5. Il percorso comprende inoltre reperti legati alla storia del territorio e al Santuario di Diana.

La Sagra delle Fragole di Nemi

Le fragole sono il prodotto più conosciuto di Nemi e uno dei simboli gastronomici dei Castelli Romani. La coltivazione è legata alla storia agricola del territorio e le fragole vengono utilizzate per dolci, confetture e liquori, oltre che consumate fresche.

Alla fragola è dedicata la Sagra delle Fragole e Mostra dei Fiori, una manifestazione che appartiene da oltre un secolo alla tradizione del paese. La festa si svolge tradizionalmente all’inizio di giugno. Il centro storico viene decorato con fiori e le strade ospitano iniziative, prodotti locali e appuntamenti dedicati alla tradizione agricola.

Uno degli elementi più riconoscibili è la presenza delle Fragolare, le donne che un tempo vendevano le fragole coltivate nel territorio e che durante la festa indossano il costume tradizionale. La sagra conserva così il legame tra Nemi e la sua produzione agricola, che nel tempo è diventata parte dell’immagine stessa del paese.

Come arrivare a Nemi

Nemi dista circa 30 chilometri da Roma. In auto da Roma si può seguire la Via Appia fino a Genzano e poi prendere la Via Nemorense verso Nemi. Un’altra possibilità è la Via dei Laghi, che attraversa il territorio dei Castelli Romani e raggiunge il paese dall’area del lago. Chi arriva dall’autostrada A1 può uscire a San Cesareo e proseguire verso i Castelli Romani. Nemi non ha una stazione ferroviaria. Chi arriva con i mezzi pubblici deve quindi raggiungere uno dei centri collegati alla rete ferroviaria dei Castelli Romani e proseguire in autobus fino al paese.

Dove parcheggiare a Nemi

Il centro storico di Nemi è molto raccolto e la disponibilità di parcheggio nelle immediate vicinanze può essere limitata, soprattutto nei fine settimana e durante gli eventi più frequentati. Conviene quindi lasciare l’auto nelle aree di sosta esterne al nucleo storico e proseguire a piedi.

Tra le principali zone di parcheggio ci sono quelle lungo Via Nemorense e Via dei Laghi. In occasione delle giornate di maggiore affluenza il Comune può predisporre aree di sosta aggiuntive e servizi navetta per il centro.

Prima di partire è consigliabile verificare la segnaletica sul posto e le eventuali disposizioni temporanee sulla viabilità, soprattutto durante feste e manifestazioni.

Quanto tempo serve per visitare Nemi?

Per il centro storico, Palazzo Ruspoli, la Terrazza degli Innamorati e le principali chiese può bastare mezza giornata. Per aggiungere il Museo delle Navi Romane, il Santuario di Diana e la passeggiata verso il lago è meglio considerare una giornata.

Se vuoi continuare a esplorare questo angolo di Lazio, nella nostra guida ai Castelli Romani trovi altri borghi, laghi, ville e luoghi storici da scoprire, con idee per costruire itinerari anche fuori dai percorsi più conosciuti.


Credits immagine: @Alessandra La Ruffa

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