PASSAGGI LENTI

La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi – Bruce Chatwin

Cosa vedere a Orvieto: non solo Duomo e Pozzo di San Patrizio

Orvieto - Cappella di San Brizio, particolare

L’Umbria è un prezioso fazzoletto di terra, un piccolo paradiso di sapori antichi, di passaggi artistici, di scenari da brivido e chi ha la fortuna di visitarla non può mancare di annotare sul proprio taccuino le sensazioni che offre l’antica Orvieto, la città che si erge a 325 metri di altezza su un masso tufaceo ovale e che domina la pianura del fiume Paglia in un intreccio di vicoli, piazze, abitazioni, chiese e palazzi civili di pregevole fattura. Questo piccolo comune umbro racchiude brandelli di storie passate, di scontri tra guelfi e ghibellini, di papi che qui hanno dimorato e di famiglie in lotta che si sono avvicendate tra le pietre della sua architettura. La pulizia, l’ordine e la cura per il dettaglio lasciano davvero sbalorditi, ogni angolo ed ogni strada sono sistemati con accuratezza, le aree pedonali consentono di passeggiare senza l’ingombro ed i rumori delle macchine, il silenzio rotto dal vociare delle persone avvolge il luogo in un’atmosfera sospesa ed irreale. (altro…)

La fuga di Herbert Kappler. Una vicenda che resta ancora un mistero

Kappler

“Avvolsi il colonnello in una coperta e lentamente ci avviammo per le scale, scendendo un gradino alla volta, senza fare il minimo rumore. Giunti in macchina, distesi mio marito sul sedile posteriore e lo coprii con la coperta. Era quasi l’una di notte e io sapevo di poter contare su almeno sette ore di vantaggio: fino al controllo mattutino del prigioniero”. A parlare della fuga di Kappler, in un’intervista al settimanale “Oggi” nel giugno del 2007, è Annelise Gertrude Walter Wenger, meglio nota con il suo cognome da coniugata: Annelise Kappler, la moglie di Herbert Kappler. I due, entrambi divorziati, si erano sposati nell’aprile del 1972 dopo una lunga corrispondenza epistolare. Il matrimonio civile, officiato dal vicesindaco di Gaeta, il socialista Pasqualino Polisi, era stato celebrato nel carcere della cittadina laziale, dove Kappler stava scontando la pena dell’ergastolo, comminata dal tribunale militare di Roma il 28 luglio 1948. (altro…)

Tuscia Viterbese: 6 borghi da non perdere

Borghi più belli della Tuscia: 6 da vedere

La provincia di Viterbo è un territorio in cui natura, arte e storia creano un connubio dal fascino unico. Dal panorama imperdibile che domina Civita di Bagnoregio, allo spettacolare Parco dei Mostri di Bomarzo, dal delizioso borgo medievale di Tuscania, alle splendide cittadine dai suggestivi affacci sul lago come Bolsena e Montefiascone, fino a una delle tappe più evocative della via Francigena come Acquapendente, vi proponiamo un tour tra i borghi più belli della Tuscia viterbese. (altro…)

Vipiteno: cosa vedere nel tipico borgo tirolese

Vipiteno

La piccola ed ordinata Vipiteno in Trentino Alto Adige è la cittadina italiana più a settentrione del nostro paese, un borgo dal carattere tirolese che si trova a circa 1000 metri di altitudine e ad appena 15 chilometri dall’Austria. La sua collocazione nella magnifica valle dell’Isarco consente a chi si trova in visita e agli amanti dell’escursionismo di avventurarsi tra i vari percorsi esistenti, che consentono di conoscere il territorio circostante così ricco di storia e di paesaggi mozzafiato. Ma, natura a parte, Vipiteno affascina di per sé con la sua eleganza e signorilità, per il senso della misura e dell’armonia che la avvolge. (altro…)

“Arrivammo prima dell’alba”. Tre ragazzi nel dramma di Amatrice

Terremoto di Amatrice

È notte fonda quando una scossa di magnitudo 6.0 polverizza Amatrice. L’epicentro è compreso fra la Valle del Tronto e i comuni di Accumoli, in provincia di Rieti e Arquata del Tronto, paesino marchigiano in provincia di Ascoli Piceno. Sono le 3:36 del 24 agosto 2016. Come a L’Aquila sette anni prima, il terremoto arriva quando la gente dorme, quando fuori è buio, quando bisognerebbe soltanto sognare, cullati dalla brezza lieve di un luogo che ha l’odore della vacanza, il profumo della tradizione e la suggestione di infinite estati trascorse a mirare un palcoscenico naturale unico. Poco dopo quella tragedia il sindaco Sergio Pirozzi pronuncia parole che non lasciano scampo: “Amatrice non c’è più”. Il panorama di un paese incastonato come una gemma rara fra i meravigliosi monti della Laga, è strappato via per sempre dall’album dei ricordi. (altro…)