PASSAGGI LENTI

La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi – Bruce Chatwin

La Madonna dei Pellegrini, icona del popolo romano

Cappella Cavalletti con la Madonna dei Pellegrini di Caravaggio

A Roma, più o meno da sempre, il tour caravaggesco prevede essenzialmente tre tappe fondamentali per conoscere le sue opere capitoline: Galleria Borghese, che conserva il maggior numero di dipinti; la chiesa di San Luigi dei Francesi, a pochi passi da Palazzo Madama e da piazza Navona; la chiesa di Santa Maria del Popolo, nell’omonima piazza alle pendici del Pincio. Eppure la presenza del pittore, nativo di Milano (è stato ormai dimostrato che Michelangelo Merisi nacque nel capoluogo lombardo il 29 settembre 1571 e non nel piccolo paese di Caravaggio), non si esaurisce nelle due chiese indicate e nel museo nell’omonima villa. Alle tre tele, infatti, conservate presso la Galleria Doria Pamphilj, alla Giuditta e Oloferne di Palazzo Barberini, alla Deposizione di Cristo nei Musei Vaticani, al Giovanni Battista dei Capitolini e al medesimo soggetto in Palazzo Corsini si aggiunge, infine, la Madonna dei pellegrini custodita, da sempre, nella chiesa di Sant’Agostino che conserva, oltre alle spoglie mortali di Santa Monica, capolavori come un Isaia di Raffaello e un altare del Bernini. (altro…)

“Io venia pien d’angoscia a rimirarti”, il libro di Michele Mari

Michele Mari, copertina del libro

Io venia pien d’angoscia a rimirarti, non è solo uno splendido verso di una delle poesie più celebri di Giacomo Leopardi, ma è anche il titolo di un bellissimo e singolare romanzo di Michele Mari.

Recanati, febbraio 1813, palazzo Leopardi. Orazio Carlo, secondogenito di Monaldo Leopardi, da alcuni giorni ha cominciato a tenere un diario sul quale riporta prevalentemente e in modo minuzioso i comportamenti, alcuni decisamente non consueti, dell’amato fratello Giacomo, che lui affettuosamente preferisce chiamare Tardegardo.

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Alba Fucens, tra i resti della città romana ai piedi del Velino

Alba Fucens

Un suggestivo sito archeologico ai piedi del Monte Velino. La città romana di Alba Fucens ha una storia affascinante tutta da scoprire. Ricordo un paese minuscolo, poche case costruite intorno ad una  piazza, centro di aggregazione dell’abitato. Su di essa si ergevano gli edifici principali del borghetto: la chiesa di San Nicola e la scuola. Ricordo i racconti del terremoto del gennaio 1915, quando l’urlo della terra ha portato via più di 30.000 persone e distrutto i paesi della Marsica. Ricordo l’odore degli animali, gli insetti che volavano insistenti e l’acchiappamosche poggiato sulla finestra dell’abitazione che si affacciava sulla piazza. Io ed i miei genitori eravamo ospiti lì, nella casa bassa di fronte alla chiesa. Ricordo la piccola maestra che vi abitava, minuscola e coi i capelli bianchissimi. Si chiamava Armida e lei, in culla, si era salvata dal terribile sisma. (altro…)

In bici fino a Santiago. Racconto di un viaggio singolare

In bici verso Santiago

Andrea Perinelli è un ragazzo di quasi quarant’anni con tre grandi passioni: la Capoeira, di cui è un apprezzato maestro, il Brasile e i viaggi che, però, non sono propriamente classificabili nella categoria normali. Perché viaggiare, per Andrea, è un’esperienza da vivere pienamente, con tutti i sensi, assaporando lentamente tutto ciò in cui si imbatte.

Uno di questi viaggi non “normali” lo ha compiuto la primavera scorsa, dal 30 marzo al 12 aprile 2016: Lisbona – Santiago de Compostela in bicicletta, più di seicento chilometri fra vie impervie, strade statali, dolci pianure e ripide colline, solo con la bicicletta verso la meta sognata. Lo abbiamo intervistato. (altro…)

Il brigante Domenico Tiburzi, storia della sua uccisione

Il brigante toscano Domenico Tiburzi

Nella seconda metà dell’Ottocento il brigantaggio interessò, oltre le terre del Meridione, anche la Maremma. Nato prima dell’unità d’Italia, il fenomeno fu debellato dopo la costituzione dello Stato unitario grazie ad un intervento decisivo da parte del Presidente del Consiglio, nonché Ministro dell’Interno, Giovanni Giolitti.

Terra aspra e malarica, la Maremma vedeva vivere di fame e di stenti la sua popolazione. In questo territorio così martoriato si andarono ad annidare contadini o pastori che cercavano di sopravvivere attraverso l’uso delle armi e della soverchieria. Uno di questi fu il brigante Domenico Tiburzi. (altro…)