PASSAGGI LENTI

La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi – Bruce Chatwin

Assisi al tempo dei Romani

foro assisi

Piccolo preambolo a questo articolo: il terremoto che ha interessato il centro Italia, a distanza di mesi, ha modificato il flusso turistico nelle regioni colpite dal sisma (e non solo). Anche Assisi, pur non avendo subito danni e non essendo stata direttamente coinvolta nell’evento distruttivo, ha visto ridursi notevolmente il numero dei visitatori. Questo fenomeno si sta verificando in molti paesi dell’Italia centrale e sta mettendo a dura prova le economie locali. Marco Zubboli, libraio di Assisi, ha chiesto un piccolo aiuto a questo sito. Non avendo altra possibilità che quella legata alla scrittura, pubblichiamo questo articolo. I luoghi da raccontare ci sono stati suggeriti da Marco.

Se volessimo consigliare ad un ipotetico viaggiatore i monumenti ed i tesori di Assisi da visitare, di certo, non dimenticheremmo di indicare la basilica di San Francesco, quella di Santa Chiara e la cattedrale di San Rufino. (altro…)

“Tre uomini in bicicletta”. Una folle avventura da Trieste a Istanbul, pedalando

Bicicletta

Tre uomini, il giornalista Paolo Rumiz, il vignettista Francesco Altan e il professore Emilio Rigatti. Tre biciclette, una Haro Extreme color rosa confetto del 1990, decisamente la più vecchia, una Specialized biammortizzata grigio militare del 1993 e, infine, la più nuova e tecnologica, una Turner Burner XC, per gli amanti della materia una sorta di Ferrari su due ruote. Una sola meta finale: Istanbul, ma partendo da Trieste e principalmente pedalando soltanto.

È questa l’essenza di Tre uomini in bicicletta (Feltrinelli), un piccolo libro che si sposa perfettamente con il principio ispiratore di Passaggi Lenti, perché la lentezza, i paesaggi, gli incontri, sono il succo di questo libricino divertente, divagante ma anche straordinariamente stimolante. (altro…)

La morte di Pasolini sotto il cielo di Ostia

Pier Paolo Pasolini

‘Amo ferocemente, disperatamente la vita. E credo che questa ferocia, questa disperazione mi porteranno alla fine. Amo il sole, l’erba, la gioventù. L’amore per la vita è divenuto per me un vizio più micidiale della cocaina. Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile. Come finirà tutto ciò? Lo ignoro.’ Come è terminata la sua vita noi invece lo sappiamo. La storia della vicenda di Pier Paolo Pasolini, pur nelle tinte fosche di un delitto non ancora chiaro, si chiude con il suo corpo martoriato ritrovato una domenica mattina ad Ostia. Il poeta, il visionario, l’intellettuale, lo scrittore del proletariato giace prono con una canottiera di colore verde sollevata a metà schiena. Ha il volto girato verso destra, i jeans abbottonati ma con la cerniera abbassata. Ha degli stivaletti marroni ai piedi. E segni di pneumatici sul corpo. (altro…)

Il monumento ai caduti di Dogali, l’obelisco dimenticato

Obelisco di Dogali a Roma

L’obelisco di Dogali fu il primo monumento ad essere eretto nella Roma divenuta da poco capitale del Regno ma fu anche il primo ad essere rapidamente dimenticato, confinato in un giardino nascosto a pochi metri dalla stazione Termini.

Il monumento ai caduti di Dogali è un obelisco commemorativo che oggi a malapena si nota fra gli alti alberi dei giardinetti di via Luigi Einaudi, strada che collega piazza dei Cinquecento a piazza della Repubblica, proprio davanti a Palazzo Massimo. Eppure quando fu realizzato nel lontano 1887 sembrava destinato a ben altra fortuna. (altro…)

Carcere di Santo Stefano, un luogo della memoria da tutelare

L'isola di Santo Stefano

Per gli ignari turisti, che lo osservano da Ventotene, l’isolotto di Santo Stefano è poco più che uno scoglio in mezzo al mare, difficile da raggiungere, battuto da onde violente e venti sferzanti; per gli altri, per le decine di detenuti che su quel piccolo ammasso roccioso hanno trascorso parte della loro vita, è stato, invece, un vero e proprio inferno in terra. L’inferno del carcere di Santo Stefano. (altro…)