Non sarà conosciuta e solcata da centinaia di migliaia di sandali dei pellegrini che percorrono il Cammino di Santiago ma la Via Francigena rappresenta la strada di pellegrinaggio verso Roma che ha segnato un’appartenenza ad un mondo, un camminare devoto e religioso. La visita alla tomba di Pietro costituiva una delle tre principali peregrinationes dei fedeli e Roma era ovviamente una delle città più visitate nel Medioevo, oltre a Gerusalemme e Santiago. La Via Francigena non era una strada definita e consolidata, era semmai un fascio di strade che dall’Inghilterra e dalla Francia giungevano a Roma. Il tratto che qui ci interessa descrivere è quello che si avvicina alla Città Eterna, è la Via Francigena del Lazio che inizia da Centeno, la frazione del comune di Proceno attraversato dalla tappa interregionale Radicofani-Acquapendente.

IL PERCORSO DELLA VIA FRANCIGENA DEL LAZIO

ll segnale della Via Francigena

ll segnale della Via Francigena

Siamo in Tuscia, nella provincia più settentrionale del viterbese e qui un tempo correva la dogana che divideva lo Stato Pontificio dal Granducato di Toscana. Dopo avere attraversato il Ponte Gregoriano sul fiume Paglia, costruito nel Cinquecento proprio da papa Gregorio XIII per agevolare i pellegrini che finivano annegati, si arriva, da nord, al paese di Acquapendente. Il borgo è conosciuto ancora oggi soprattutto per la presenza dell’antichissima basilica del Santo Sepolcro, che custodisce nella cripta un’edicola con le sembianze del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Il riferimento al pellegrinaggio in Terra Santa diede notevole fama a questo borgo in cui soggiornavano migliaia di pellegrini durante il Medioevo.

LE TAPPE DELLA VIA FRANCIGENA DEL LAZIO

TAPPE DELLA VIA FRANCIGENA DEL LAZIOKM
1. Da Acquapendente a Bolsena22,1 Km
2. Da Bolsena a Montefiascone17,7 Km
3. Da Montefiascone a Viterbo17,8 Km
4. Da Viterbo a Vetralla16,9 Km
5. Da Vetralla a Sutri23,6 Km
6. Da Sutri a Campagnano di Roma23,8 Km
7. Da Campagnano di Roma a La Storta23 Km
8. Da La Storta a Roma17,2 Km

 

PRIMA TAPPA: ACQUAPENDENTE-SAN LORENZO NUOVO-BOLSENA 

È da Acquapendente che parte la prima tappa della Via Francigena del Lazio che vede come meta finale la bellissima Bolsena, affacciata sul lago omonimo. Avrete la possibilità di passare attraverso i luoghi più belli della Tuscia, in quella terra antica animata dagli Etruschi e poi dai Romani. Dal Santo Sepolcro di Acquapendente si segue la strada per Torre Alfina fino ad arrivare a San Lorenzo Nuovo e poi a Bolsena. La vista del lago vulcanico più grande d’Europa sarà un ottimo sprone per proseguire fino alla destinazione finale.

Acquapendente, il sacello nella Cripta della Basilica del Santo Sepolcro

Acquapendente, il sacello nella Cripta della Basilica del Santo Sepolcro

La vista delle acque in cui si trovano l’isola Bisentina e la Martana ed il panorama saranno un buon viatico e potrete riposare e mangiare in questo borgo medievale davvero suggestivo. Dopo aver attraversato prati ed uliveti arriverete infatti a Bolsena, conosciuta per la festa del Corpus Domini e per la collegiata di Santa Caterina dove un sacerdote tedesco che stava celebrando messa vide il sangue fuoriuscire dall’ostia. I pellegrini si fermavano qui per pregare la santa ma Bolsena regala anche bellissime vedute sul lago dalla Rocca Monaldeschi. Attenzione: lungo il percorso troverete punti di ristoro ed acqua solamente a San Lorenzo Nuovo.

Partenza: ACQUAPENDENTE, Chiesa del Santo Sepolcro (420 metri)

Arrivo: BOLSENA, Basilica di Santa Cristina (350 metri)

Lunghezza della tappa: 22,1 chilometri (5 ore e 30 minuti)

Dislivello: 200 m↑-300↓

Difficoltà: E (escursionistico)

SECONDA TAPPA: BOLSENA-MONTEFIASCONE 

Panorama del lago di Bolsena da Montefiascone

Panorama del lago di Bolsena da Montefiascone

Ecco la seconda tappa che partendo da Porta Romana conduce verso il Parco del Turona e poi, attraverso un tratto costituito dall’antico basolato romano della Via Cassia, arriva al borgo di Montefiascone, conosciuto per la bellissima Rocca dei Papi e per il vino bianco locale Est!Est!!Est!!!, ribattezzato in questa maniera dal coppiere del vescovo Johannes Defuk incaricato di assaggiare la bevanda alcolica e di segnalare la presenza di vino buono con un est (bonum). Dalla rocca si può vedere il bellissimo panorama che si apre sul lago di Bolsena e poco distante da qui si trova il punto che indica che mancano 100 chilometri all’arrivo a Roma.

Partenza: BOLSENA, Basilica di Santa Cristina (350 metri)

Arrivo: MONTEFIASCONE, Rocca dei Papi (633 metri)

Lunghezza della tappa: 17,7 chilometri (4 ore e 30 minuti)

Dislivello: 600 m↑-300 m↓

Difficoltà: E (escursionistico)

TERZA TAPPA: MONTEFIASCONE-VITERBO 

Si riparte dalla Rocca dei Papi di Montefiascone e si comincia a scendere in direzione di Viterbo ammirando il bellissimo panorama e percorrendo anche oggi una parte del basolato romano della Via Cassia. Si passa quindi accanto alle cinque vasche delle terme del Bagnaccio e si prosegue verso Viterbo entrando in città proprio dalla Cassia. Viterbo, conosciuta come la Città dei Papi perché durante il Medioevo fu spostata qui la sede papale, è una città dal cuore medievale. Da non perdere il quartiere di San Pellegrino ed il Museo del Sodalizio dei Facchini che ogni anno, nella notte del 3 settembre, trasportano la macchina di Santa Rosa attraverso le strade della città.

Palazzo dei Papi a Viterbo

Palazzo dei Papi a Viterbo

Partenza: MONTEFIASCONE, Rocca dei Papi (633 metri)

Arrivo: VITERBO, Piazza del Plebiscito (326 metri)

Lunghezza della tappa: 17,8 chilometri (4 ore e 30 minuti)

Dislivello: 150 m↑-450 m↓

Difficoltà: T (turistico)

QUARTA TAPPA: VITERBO-VETRALLA 

Eccoci giunti alla quarta tappa, impegnativa soprattutto per la mancanza di punti di ristoro lungo il percorso. Da Viterbo, partendo da Piazza del Plebiscito, si prosegue in direzione sud e si prende una strada sterrata che permette di evitare l’asfalto. Si passa, quindi, accanto ai ruderi del Ponte Camillario, costruito in epoca romana, e si prosegue verso la città di Vetralla, attraverso campi e boschi, fino a giungere al Duomo del borgo.

Partenza: VITERBO, Piazza del Plebiscito (326 metri)

Arrivo: VETRALLA, Duomo (300 metri)

Lunghezza della tappa: 16,9 chilometri (4 ore e 30 minuti)

Dislivello: 300 m↑-300 m↓

Difficoltà: E (escursionistico)

QUINTA TAPPA: VETRALLA-CAPRANICA-SUTRI 

Si riparte dal borgo di Vetralla e ci si incammina nella bellissima foresta dove, dopo aver superato un noccioleto, si arriva nella suggestiva località di Querce d’Orlando, che deve il suo nome all’eroe della Chanson de Roland che qui si fermò a riposare. I noccioleti e le torri di epoca romana faranno da sfondo al vostro transito sulla Via Francigena del Lazio in uno dei tratti più suggestivi del percorso. Si arriva quindi a Capranica, città in cui nel Trecento governò la famiglia degli Anguillara, e si prosegue attraverso una sterrata che costeggia il bosco alla volta di Sutri, il borgo conosciuto per il suo anfiteatro scavato nel tufo e per la chiesa della Madonna del Parto, ricavata da un mitreo. Unico punto di ristoro in cui trovare acqua è la città di Capranica.

Partenza: VETRALLA, Duomo (300 metri)

Arrivo: SUTRI, Anfiteatro romano (291 metri)

Lunghezza della tappa: 23,6 chilometri (6 ore)

Dislivello: 400 m↑-400 m↓

Difficoltà: E (escursionistico)

SESTA TAPPA: SUTRI-MONTEROSI-CAMPAGNANO DI ROMA 

La sesta tappa continua la sua discesa verso sud rasentando il borgo di Monterosi (l’ultimo paese del Viterbese), un importante centro posto sulla Via Cassia, e poi proseguendo verso ovest. Si entra così nel Parco della Valle del Treja con le caratteristiche cascate di Monte Gelato. Subito dopo comincia la salita che porterà al paese di Campagnano di Roma. Punti di ristoro ed acqua disponibili a Monterosi e alle Cascate di Monte Gelato.

Partenza: SUTRI, Anfiteatro romano (291 metri)

Arrivo: CAMPAGNANO, Chiesa del Gonfalone (270 metri)

Lunghezza della tappa: 23,8 chilometri (7 ore)

Dislivello: 350 m↑-400 m↓

Difficoltà: E (escursionistico)

SETTIMA TAPPA: CAMPAGNANO DI ROMA-FORMELLO-LA STORTA 

Si parte da Campagnano e ci si dirige, attraverso sentieri e strade poco trafficate, verso il Parco regionale di Veio, che prende il nome dall’antica città etrusca e che assicura belle vedute sulla campagna romana. Si passa, quindi, accanto al santuario della Madonna del Sorbo, divenuto un monastero carmelitano nel 1427, e si arriva a Formello, Isola Farnese ed infine alla destinazione finale de La Storta.

Percorso Via Francigena del Lazio

Via Francigena del Lazio: la Valle del Sorbo nel parco di Veio vicino Formello e Isola Farnese

Partenza: CAMPAGNANO, Chiesa del Gonfalone (270 metri)

Arrivo: LA STORTA, Chiesa del Sacro Cuore (172 metri)

Lunghezza della tappa: 23 chilometri (6 ore)

Dislivello: 550m↑-650m↓

Difficoltà: E (escursionistico)

OTTAVA TAPPA: LA STORTA-ROMA 

Finalmente (o purtroppo) si è giunti alla tappa finale della Via Francigena del Lazio, quella che porta diritti a Piazza San Pietro. Il tracciato è molto trafficato a causa dei passaggi del tratto finale nelle strade cittadine romane. Dalla località La Storta (passata alla storia per il terribile eccidio nazista), dopo avere superato il Grande Raccordo Anulare, si entra nel Parco dell’Insugherata e nella Riserva Naturale di Monte Mario. Da qui si scende verso il quartiere di Prati e ci si incammina verso il colonnato di San Pietro, la tanto agognata meta finale.

Partenza: LA STORTA, Chiesa del Sacro Cuore (172 metri)

Arrivo: ROMA, Piazza San Pietro (19 metri)

Lunghezza della tappa: 17,2 chilometri (4 ore e 30 minuti)

Dislivello: 150↑-300↓

Difficoltà: E (escursionistico)

 

 

Per saperne di più:

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