Il cardinale si avvicina con il corteo storico formato dalle autorità civili e da dame e cavalieri avvolti in costumi medievali, poi si ferma davanti alla Porta Santa della Basilica di Collemaggio e batte per tre volte il ramo d’ulivo sul legno. Nell’atmosfera sospesa dell’attesa la porta si apre e la folla applaude sancendo l’inizio del rito della Perdonanza Celestiniana. Comincia così la cerimonia che durerà un solo giorno, dai vespri del 28 agosto ai vespri del giorno dopo.

BASILICA DI COLLEMAGGIO: LE ORIGINI

La città de L’Aquila ospita ogni anno la cerimonia della Perdonanza in ricordo dell’indulgenza plenaria concessa da papa Celestino V la sera stessa della sua incoronazione a pontefice, avvenuta il 29 agosto del 1294. Pietro da Morrone, questo il suo vero nome, aveva passato la vita tra gli eremi della Majella e, quando venne raggiunto dalla notizia della sua elezione a papa decisa durante il conclave che si svolgeva a Perugia da due anni, fu colto dal più profondo sconforto. Ottantenne, infatti, fu costretto a lasciare l’eremo di Sant’Onofrio sul Morrone a dorso di un asino per giungere a L’Aquila per l’incoronazione.

Interni della Basilica di Collemaggio: al centro la tomba di Celestino V

Interni della Basilica di Collemaggio: al centro la tomba di Celestino V

Il primo atto ufficiale in veste di pontefice fu proprio la Bolla del Perdono, quell’indulgenza elargita il giorno della sua incoronazione, coincidente con quella della celebrazione della decollazione di San Giovanni, secondo la quale

“annualmente assolviamo dalla colpa e dalla pena […] tutti coloro che veramente pentiti e confessati saranno entrati nella predetta Chiesa dai vespri della vigilia della festività di San Giovanni fino ai vespri immediatamente seguenti la festività” [1].

LA PERDONANZA CELESTINIANA: SIGNIFICATO DEL RITO

A sinistra la Porta Santa, a destra il portale d'ingresso, al centro la navata interna

A sinistra la Porta Santa, a destra il portale d’ingresso, al centro la navata interna

Nasceva così il rito della Perdonanza, termine coniato successivamente da Gabriele D’Annunzio, la prima celebrazione religiosa che apriva ai fedeli la speranza del perdono divino e della rinnovata purezza spirituale senza la necessità di pagare ingenti somme alla Chiesa per la cancellazione dei peccati.

Una sorta di Giubileo nato sei anni prima della sua istituzione ufficiale avvenuta nel 1300 che ancora oggi si svolge ogni anno a L’Aquila, raccogliendo migliaia di persone attorno ad un simbolo identitario così forte come quello della basilica di Santa Maria di Collemaggio.

Il corteo storico formato da più di mille figuranti si snoda lungo la città ed accompagna le autorità civili e religiose fino al portale della basilica. La Dama della Bolla consegna la pergamena con il testo dell’indulgenza al sindaco che la legge davanti ai presenti.

Oggi, esattamente come durante il Medioevo, è l’autorità civile a conservare il prezioso documento e questo perché già nel 1295 papa Bonifacio VIII provò ad invalidare ed annullare il rito della Perdonanza.

Fu l’istituzione comunale, che deteneva la Bolla, a difendere ed indire la cerimonia religiosa voluta da Celestino V, garantendo l’indulgenza plenaria a tutti i fedeli che ogni anno si riunivano davanti alla basilica di Collemaggio.

La basilica di Santa Maria di Collemaggio ha una sua importanza storica e spirituale, essendo un luogo simbolo legato alla figura di Celestino V.

La chiesa, infatti, fu fondata proprio dal futuro pontefice quando nel 1275, ancora con il nome di Pietro da Morrone e di ritorno da Lione, si fermò a L’Aquila per riposare. Si addormentò poco fuori dalle mura cittadine, su un colle denominato Collemadio, ed in sogno gli apparve l’immagine della Madonna su una scala dorata che gli chiese di fondare un luogo sacro in suo onore.

Quella stessa chiesa sarà dopo meno di vent’anni il luogo della sua investitura a pontefice e successivamente il luogo della sua definitiva tumulazione nel 1327, dopo la canonizzazione avvenuta nel decennio precedente.

Le spoglie di Celestino V, nonostante i gravi danni subiti dal transetto a seguito del terremoto del 2009, sono state ricollocate all’interno della basilica di Collemaggio alla fine del 2017, quando dopo quasi nove anni di restauro è stato riaperto al pubblico e ai fedeli questo capolavoro del romanico.

Le tre navate, di cui è composta la chiesa, sono divise da due file di colonne ottagonali sovrastate da archi ogivali mentre la facciata è arricchita da tre bellissimi rosoni che sovrastano i relativi portali decorati con motivi a tortiglioni. La porta Santa, presso cui termina il Corteo della Bolla e che viene aperta soltanto nei due giorni della celebrazione della Perdonanza, si trova sul fianco sinistro della basilica.

 

[1]  Bolla del Perdono emessa da papa Celestino V il 29 settembre del 1294

 

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