Finalmente dopo tanta attesa ha visto la luce il tratto della pista ciclabile che collega l’abitato di Parco Leonardo, a Fiumicino, con l’area archeologica di Portus, l’antico porto fluviale voluto dall’imperatore Traiano nel II secolo d.C.. Il percorso, lungo poco più di 3 chilometri, parte da un cancello verde posto sulla sinistra di via Portuense (per chi proviene da Roma) ed arriva all’altezza del cimitero di Fiumicino situato sempre sulla stessa via. Partendo proprio dal parcheggio del camposanto iniziamo a percorrere questa ciclabile che affascina fin dalle prime pedalate o, per chi vuole venire a passeggiare, dai primi passi. Il luogo, infatti, è immerso nella natura e nella storia accompagnato sempre dal fiume Tevere.

FIUMICINO: PISTA CICLABILE DA PARCO LEONARDO A PORTUS

Pista ciclabile di Fiumicino da Parco Leonardo a Porto

Pista ciclabile di Fiumicino da Parco Leonardo a Porto

Ci troviamo a poche centinaia di metri dall’accesso al parco archeologico del Porto di Traiano (ingresso libero) e dall’ingresso dell’Oasi di Porto (a pagamento), le due aree che un tempo erano occupate da quell’opera ingegneristica di Apollodoro di Damasco che permise di collegare Roma al Mediterraneo.

Ma siamo anche alle spalle dell’antico borgo fortificato denominato Episcopio di Porto, l’antico abitato costruito nel Medioevo per difendersi dalle incursioni saracene e barbariche di cui rimangono le mura del XII secolo ed il portale che reca lo stemma di papà Sisto IV, il pontefice che nel 1483 pagò i lavori di restauro della cinta muraria, facendo aggiungere la merlatura.

Oltre le mura si può scorgere la chiesa dedicata al santo patrono di Fiumicino, Sant’Ippolito, riedificata nel Cinquecento dopo gli anni di abbandono e di incuria della precedente chiesa paleocristiana costruita tra il IV ed il V secolo sui resti di antiche terme romane e poi abbandonata nel corso del Quattrocento. Integro è il suo campanile cosmatesco del XII secolo le cui finestre vennero murate per utilizzarlo come torre di avvistamento.

Il silenzio interrotto soltanto dai versi degli uccelli e degli animali acquatici ci accompagna lungo tutto il tragitto che costeggia la sponda destra del fiume Tevere. In lontananza si intravedono le cime abruzzesi e dall’altra parte del corso d’acqua l’abitato prima di Isola Sacra e poi di Ostia Antica.

PARCO LEONARDO – PORTO: IN BICI LUNGO LE SPONDE DEL TEVERE

Al centro la stele funeraria lungo la pista ciclabile di Parco Leonardo

Al centro la stele funeraria lungo la pista ciclabile di Parco Leonardo

Andare in bici o semplicemente passeggiare qui è davvero piacevole ed appare inaspettato ed inconsueto il paesaggio che ci accompagna. Natura e storia del territorio, come dicevamo in precedenza, sono intimamente legati ed intrecciati tra loro e non ci riferiamo soltanto all’epoca romana o a quella medievale.

Continuando il tragitto, infatti, si può notare sulla nostra destra, accanto ad un pannello informativo, una vecchia chiusa che consentiva di evitare le piene del Tevere, irrigare i campi attraverso uno sbarramento delle acque fluviali e collegare il corso d’acqua principale al bacino di Portus.

Ma le sorprese non sono finite qui perché continuando si può ammirare il caratteristico paesaggio di quell’agro romano che è quasi scomparso del tutto, così amato e riprodotto da viaggiatori e pittori che si recavano in Italia e a Roma per catturarne gli scorci più pittoreschi. Da Poussini a Corot, da Lorrain ai fiamminghi il paesaggio romano è entrato in numerose tele che hanno eternato vedute e scenari della campagna che cingeva Roma.

Infine s’incontra una stele funeraria di fine Ottocento dedicata a quei tre ‘fiumaroli’ che morirono proprio tra le acque del Tevere. Era il 19 maggio 1898 quando Attilio Cicinelli, Attilio Bruni e l’ex garibaldino Girolamo Malloni furono inghiottiti dal fiume a causa di una tromba d’aria. Si stavano recando a Roma a bordo di una chiatta per consegnare il legname ma un uragano, come recitano i versi sulla stele, li fece affogare in quello che oggi appare un pacifico fiume.

 

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