Nel cuore di Roma, a valle dell’isola Tiberina, si trova ponte Palatino, una struttura in muratura e metallo che congiunge il quartiere di Trastevere con il Foro Boario. Fu costruito alla fine dell’Ottocento, dopo che Roma era divenuta capitale d’Italia ed andò a sostituire la passerella con funi che correva sopra le tre arcate di quello che ancora oggi viene chiamato ponte Rotto. Per la realizzazione della nuova struttura fu necessario abbattere quasi del tutto i resti sopravvissuti dell’antica costruzione e così oggi abbiamo questo panorama insolito di due ponti, uno intero, l’altro parziale, che corrono paralleli.

STORIA DI PONTE ROTTO A ROMA

Lungotevere - Ponte Rotto

Lungotevere – Ponte Rotto

La storia di ponte Rotto è un racconto travagliato, fatto di danneggiamenti, crolli, alluvioni, episodi funesti che si verificarono sin dalla sua prima costruzione. Il ponte Emilio, così si chiamava in origine, venne inizialmente costruito in legno nel 241 a.C. quando venne aperta la strada consolare Aurelia che collegava inizialmente Roma ai centri dell’Etruria meridionale quali Caere (Cerveteri), il suo porto Pyrgi (Santa Severa) e Centumcellae (Civitavecchia).

L’Aurelia Vetus iniziava proprio dal Pons Aemilius ed attraversava porta Aurelia (oggi Porta San Pancrazio) per dirigersi poi verso nord-ovest. La struttura ebbe vita breve poiché le forti correnti fluviali lo abbatterono e così nel II secolo a.C. si fece strada l’idea di costruire il primo ponte in muratura dell’epoca romana.

Ma nonostante le accortezze il nuovo ponte conobbe da subito problemi di stabilità dovuti a due motivazioni: la sua posizione obliqua rispetto alle correnti del Tevere e la sua costruzione in un’ansa del fiume dove la corrente dell’acqua sviluppa una potenza maggiore. Questi due fattori concomitanti causarono nel corso dei secoli numerosi crolli e, nonostante la ristrutturazione realizzata per il Giubileo del 1575, vennero giù tre delle sei arcate su cui poggiava.

LE PIENE DEL TEVERE E L’ABBATTIMENTO DI PONTE EMILIO

La causa dell’abbattimento di metà della struttura fu provocata nuovamente da una piena del fiume Tevere avvenuta il 24 dicembre del 1598. Dopo quel rovinoso evento si decise di non ristrutturare più il ponte che fu lasciato come era, adibendo la parte rimasta in piedi a giardino pensile.

Tra il 1853 ed il 1887, secondo il progetto dell’ingegner Pietro Lanciani, furono utilizzati i resti di ponte Rotto per farvi correre sopra una passatoia in grado di collegare nuovamente le due sponde di Roma ma le tre arcate in muratura davano segni di cedimento per cui si decise di abbandonare definitivamente il ponte al suo destino e si cominciò la costruzione del nuovo ponte Palatino, che gli correva accanto. Per facilitare la fabbricazione della nuova struttura vennero abbattute due delle tre arcate di ponte Rotto. Oggi, quindi, di quella struttura è rimasta una sola arcata visibile che conferisce a questo scorcio di Roma un’atmosfera poetica e malinconica.

 

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