Perché si mente?. Quante volte ci siamo posti questa domanda, smascherando la bugia di qualcuno o venendo scoperti noi stessi?! Eh sì, perché tutti, prima o poi, abbiamo detto una bugia. Moralmente riprovevole, considerata come peccato vero e proprio da alcune religioni e stigmatizzata in una delle fiabe più belle della nostra infanzia, nella figura di Pinocchio, la bugia è stata pronunciata, smentita, giudicata o confessata da ognuno di noi. Ma quando e perché la bugia si trasforma in mitomania e si parla di psicologia fantastica?

PSEUDOLOGIA FANTASTICA O SINDROME DI PINOCCHIO

Mentiamo. Lo facciamo tutti ogni tanto, per paura, per vergogna, per coprire i nostri errori o quelli di qualcuno che amiamo, per tutelare la nostra riservatezza, per mettere in cattiva luce qualcuno. Mentiamo per farci perdonare o per farci accettare. Mentiamo per non consentire all’altro di vedere come siamo fatti realmente. Mentiamo a noi stessi. A volte, addirittura, mentiamo per coprire una precedente bugia e, nei casi patologici, come quello di Jean-Claude Romand, le bugie iniziano a moltiplicarsi, prendono potere nella vita di chi le pronuncia, assumono una vita propria, fino a impadronirsi e a schiacciare quella reale. E confessare e liberarsi diventa sempre più difficile. Alla fine impossibile.

Jean Claude Romand

Jean Claude Romand

Ma da dove nasce l’esigenza di mentire? È un bisogno che risponde a un meccanismo di difesa. Mi sento in pericolo, esposto, quindi, mi proteggo con una bugia. Ma nel caso di Jean-Claude Romand, per esempio, è diverso. Lui ha mentito al punto di costruirsi una vita irreale e, con intenzione malevola, ha convinto tutti che le sue bugie corrispondessero a verità. Lui non è un bugiardo occasionale ma un bugiardo patologico. Ha iniziato a mentire per paura del giudizio altrui, per vergogna e per comodità. Poi, man mano, è diventato “normale” l’uso di costruzioni menzognere. Chi è il bugiardo patologico, quindi?

Il bugiardo patologico è chi mente in maniera continuativa nel tempo. Lo fa in modo compulsivo e le bugie sono fini a se stesse. Per il bugiardo, mentire, è appagante. Parte da un evento vero, il più delle volte, fino ad arrivare a colorire i fatti e alterarli.Si innesca un effetto a catena. Il bugiardo patologico, in ultimo, è un manipolatore della realtà e del suo interlocutore.

COME SMASCHERARE UN BUGIARDO PATOLOGICO

Pseudologia fantastica o sindrome di Pinocchio

Pseudologia fantastica o sindrome di Pinocchio

Spesso, quando parliamo con qualcuno, abbiamo l’impressione che stia mentendo. Per pudore o per evitare imbarazzo, non lo affrontiamo, ma ci rimane il sospetto e un conseguente senso di malessere. In questo può venirci incontro la conoscenza del linguaggio non verbale, altresì conosciuto come linguaggio del corpo.

In sostanza, quando mentiamo il nostro corpo ci tradisce. Tradisce anche il bugiardo patologico più abile. Questo perché, nel momento in cui un individuo mente, si attivano aree diverse del cervello rispetto a quelle preposte per i ricordi. Il sistema nervoso centrale si attiva e il corpo tradisce il bugiardo, rivelando l’inganno.

Lasciate stare il fissare il bugiardo negli occhi. Quello abile li terrà fissi su di voi. Notate altri particolari. Per esempio, la circolazione sanguigna aumenta nell’area superiore del torace e l’area sotto al collo diviene rossa o a chiazze rosse. Il respiro si fa più intenso. Aumenta la sudorazione, specie sopra il labbro.

Se è un uomo a mentire, sentirà la necessità di infilare un dito nel colletto della camicia per allentare la stretta, dal momento che il sangue inizierà a fluire in modo più intenso. La voce si farà un po’ più stridula. Le mani inconsapevolmente potranno velocemente toccare il proprio naso o coprire la bocca.

Mente, probabilmente, chi muove di scatto la testa, chi si tocca le parti vulnerabili del corpo, come il collo, il petto e ripete parole e frasi (lo fa per autoconvincersi e per avvalorare la bugia). Prende tempo, ripetendo che non ha commesso una determinata cosa.

Trascina i piedi, tradendo nervosismo e il bisogno di lasciare quella situazione anche fisicamente. Dà troppe informazioni non richieste. Si mette sulla difensiva, ostile, puntando, anche fisicamente, il dito. Il tentativo, infatti, è di rigirare il discorso verso di voi.

Gli occhi, in caso di bugia, guarderanno in alto a destra se destrorsi (vale l’inverso per i mancini). Infatti, per questi ultimi, l’emisfero destro del cervello è quello non dominante che permette l’elaborazione della fantasia, della creatività e dell’intuizione.

Infine, ma è una riflessione del tutto personale, diffidate di chi vi assicura che è incapace di mentire. Nessuno lo è.

 

Leggi anche:
Jean-Claude Romand: storia di un bugiardo pluriomicida
Billy Milligan e le sue 24 personalità
Viaggio nella coulrofobia. Quando i clown ci fanno paura