La Rocca dei Papi a Montefiascone

Rocca dei Papi a Montefiascone, vista sul lago di Bolsena

Montefiascone e la sua incantevole Rocca dei Papi richiamano alla memoria il lago su cui si affacciano, quello di Bolsena, fanno venire in mente il vino che il vescovo Defuk tanto amava e ricordano quella via Francigena che proprio lì segnava, e segna tuttora, quel chilometro cento dal soglio di San Pietro.

ORIGINI DI MONTEFIASCONE

Panorama del lago di Bolsena da Montefiascone

Panorama del lago di Bolsena da Montefiascone

Le origini di Montefiascone risalgono al periodo etrusco e poi romano ma la fortuna della cittadina viterbese si accresce durante il Medioevo, quando Papa Innocenzo III nel 1206 costituisce il Patrimonio di San Pietro e rinforza la Rocca del paese, la cosiddetta Rocca dei Papi. Provvede, quindi, alla costruzione della Chiesa di Santa Maria e da quel periodo in poi inizia una frequentazione costante da parte dei papi che gli succedono.

LA ROCCA DEI PAPI

Ad Antonio da Sangallo il Giovane papa Giulio II, all’inizio del Cinquecento, affida la progettazione del portico del cortile interno e altri interventi di ristrutturazione della Rocca dei Papi. È proprio dalla cima della torre, denominata del Pellegrino, che si può ammirare una vista spettacolare sul sottostante lago. Dai seicento metri di altitudine su cui si trova la Rocca dei Papi è possibile scorgere le isole bisentina e martana, quest’ultima teatro dell’uccisione della regina dei Goti, Amalasunta.

IL MUSEO DI ANTONIO DA SANGALLO

La Rocca dei Papi a Montefiascone, oggi sede del Museo di Antonio da Sangallo

La Rocca dei Papi a Montefiascone, oggi sede del Museo di Antonio da Sangallo

Durante gli scavi archeologici eseguiti nel corso degli anni ’80, nella Rocca dei Papi sono state rinvenute delle tombe che costituiscono una area sepolcrale risalente all’epoca longobarda (VI-VII secolo); i resti di corpi umani sono tuttora visibili attraverso il pavimento costituito da lastre trasparenti. Ossa e scheletri umani giacciono sotto i piedi dei visitatori che si apprestano a scoprire il Museo lì allestito. Un percorso storico non solo del sito in cui ci si trova ma anche un excursus sulla progettazione architettonica di Antonio da Sangallo, che tanto ha contribuito a progettare ad edificare nel territorio laziale.

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