Quando Dante Alighieri lo vide per la prima volta nel 1306 restò sgomento tanto la sua imponenza rendeva misero e meschino quel piccolo uomo che lo osservava in tutto il suo essere finito. Quelle alte e possenti mura faranno dire al Divin Poeta nel IV canto del Purgatorio che ‘Qui conviene ch’om voli’ tanto risultava inaccessibile il borgo arroccato e chiuso in se stesso. Era San Leo il paese che apparve imponente a Dante, il centro abitato oggi in provincia di Rimini che sorge in prossimità della Repubblica di San Marino, a 650 metri d’altitudine. Il borgo dell’entroterra romagnolo è una bomboniera di case, di palazzi costruiti su una pavimentazione lastricata in pietra ed avvolti in un’atmosfera rilassante.

COSA VEDERE A SAN LEO

Appare imponente e suggestiva la rocca di San Leo che si erge sulla roccia con quei rimandi alle atmosfere medievali e rinascimentali, quando il carattere difensivo dei centri abitati andava a costituire e a caratterizzare le città ed i borghi.

L’area che include San Leo e che si estende verso la provincia di Pesaro-Urbino e verso quella di Arezzo è denominata Montefeltro e, secondo alcuni, il suo toponimo sembrerebbe avere origini antiche, legate alla presenza del culto di Giove Feretrio dalla cui corruzione sarebbe derivato appunto il nome di Montefeltro.

E poi c’è un’altra storia che si aggiunge a questa. Quella di due tagliapietre che rispondevano al nome di Leone e Marino che nel IV secolo diedero avvio alle due comunità che fondarono rispettivamente San Leo e San Marino.

Ristoranti San Leo

San Leo vista dalla Rocca

Nato in epoca romana e passato sotto la dominazione dei Goti, dei Bizantini, dei Longobardi e dei Franchi, San Leo deve la sua fortuna all’ampliamento e all’opera di ristrutturazione messa in piedi nel 1473 dal duca Federico di Montefeltro, signore della bellissima Urbino. Fu l’architetto militare Francesco di Giorgio Martini a darle le fattezze che oggi la caratterizzano e che la resero in grado di difendersi da un assalto condotto con le armi da fuoco.

Fortezza militare di tutto punto, centro difficile da espugnare ma comunque conquistato diverse volte, oggi San Leo è accessibile dall’unica porta che apre il passo al visitatore alle vie del borgo.

ROCCA DI SAN LEO, LA PRIGIONE DI CAGLIOSTRO

Raggomitolato in se stesso, costruito con la pietra bianca locale che lo illumina, San Leo è costituito da eleganti palazzi nobiliari (palazzo della Rovere, palazzo Nardini e palazzo dei Medici), dal duomo, dalla torre civica ed ovviamente dalla fortezza costituita dal mastio centrale e dalle torri circolari. La rocca di San Leo è caratterizzata nel lato sud-est dagli appartamenti nobiliari perché nel Rinascimento il signore, l’aristocratico non è soltanto un guerriero ma è anche amante della raffinatezza e della ricerca dell’armonia.

E così in quella fortezza ha conosciuto anche le ore liete della nobiltà che qui dimorava, attratta e divertita dalle feste da ballo, dai banchetti e dalle letture.

San Leo Rimini

Il castello di San Leo

Ma nel castello di San Leo è stato imprigionato per 4 anni anche Giuseppe Balsamo, meglio note come conte di Cagliostro. Passato attraverso varie corti europee, alchimista e mago, Cagliostro divenne molto popolare per le guarigioni ed i fenomeni paranormali che accadevano in sua presenza. Ma la sua fortuna cominciò a declinare dopo qualche anno, travolto da scandali ed accuse tra le quali ricordiamo quella legata all’affaire passato alla storia come lo scandalo della collana.

Assolto lasciò definitivamente Parigi ma giunto a Roma lo attendeva il processo che lo portò alla condanna a morte, pena commutata poi da papa Pio VI all’ergastolo da scontare presso la fortezza pontificia di San Leo. Il 20 aprile 1791 Cagliostro arrivò nella rocca del Montefeltro dove venne racchiuso prima nella Stanza del Tesoro e poi nel Pozzetto dove morì il 26 agosto del 1795.

Ma qui venne richiuso anche il patriota Felice Orsini che venne arrestato insieme al padre nel 1844 e fu condotto nella Fortezza di San Leo dove “l’aria vi è purissima, ma il freddo si fa sentire assai per tempo e l’acqua potabile essendo di cisterna è cattiva. Le segrete orribili, anguste, con mura spesse più di un metro”[1].

E poi di qui passò anche San Francesco che, in transito nel Montefeltro, fu colto insieme a frate Leone da un temporale in una notte di maggio del 1213. I due frati trovarono riparo in una capanna ed il giorno dopo il poverello di Dio iniziò una predica sotto un olmo. Un giovane nobile presente in piazza, Orlando Catani da Siena, fu rapito dalle parole del santo e gli regalò proprio la montagna della Verna, luogo  in cui Francesco ricevette le stimmate. Lo stemma comunale ricorda quell’episodio con la figura del santo proprio in prossimità di quest’olmo.

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RISTORANTI A SAN LEO: DOVE MANGIARE

Dopo avere visitato il borgo di San Leo ed avere scoperto le sue storie potete pensare di fermarvi un po’ in loco e di gustare i piatti tipici della zona. All’Osteria La Corte vengono preparati ottime pappardelle al ragù di cinghiale, gustosissimi ravioli al formaggio di fossa e prelibate uova strapazzate al tartufo. Pasta fatta in casa, tagliatelle ai funghi porcini, salumi e carne alla griglia sono, invece, alcuni dei piatti cucinati dall’Osteria Belvedere che mette a disposizione anche alcune camere per gli ospiti. Possibilità di pernotto anche nella Locanda La Rocca che, oltre alle sue stanze, propone piatti della tradizione locale come i passatelli, l’agnello ed i formaggi.

DOVE DORMIRE

Oltre agli alloggi che abbiamo già menzionato precedentemente potete dormire (e mangiare) in una struttura posta ad un paio di chilometri dal centro di San Leo. Palazzo Serre è un antico casolare restaurato in cui rilassarsi e godere della vista sulla rocca. Silenziosa e tranquilla, la struttura è dotata di camere comode ed arredate con gusto. Cordialità e relax anche nell’Agriturismo Eutopia che offre la possibilità di pernottare in camera o in appartamento. L’abbondante colazione viene servita nella sala comune.

[1] Felice Orsini, “Memorie politiche”.

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