L’odore della primavera a Roma sa di rose. Ogni 21 aprile, per festeggiare la nascita della Città Eterna, si aprono infatti i cancelli del roseto comunale situato alle pendici dell’Aventino e ricostruito su quest’area per volere del comune nel 1950, dopo la sua distruzione avvenuta durante la seconda guerra mondiale. Il roseto di Roma ha visto cambiare la sua collocazione originaria passando dal colle Oppio, dove nel 1932 venne aperto grazie all’interessamento della contessa Mary Gailey Senni, alla attuale valle Murcia, zona sacra agli ebrei che qui dal 1645 seppellivano i loro defunti.

ROSETO DI ROMA: STORIA DELLA SUA APERTURA

Roseto di Roma

Roseto di Roma, 1100 varietà di rose presenti

L’area cimiteriale poi si ampliò con l’acquisto di altre zone attigue tanto che alla metà del Settecento sulle mappe di Roma si potevano evidenziare due aree, quella dell’Ortaccio Vecchio degli Ebrei e quella di nuova acquisizione denominata dell’Ortaccio degli Ebrei. Le sepolture si susseguirono fino alla fine dell’Ottocento mentre l’area venne sgomberata del tutto nel 1934 durante la realizzazione dell’asse viario che venne aperto sul Circo Massimo. Le tombe ebraiche vennero traslate al cimitero del Verano e l’area rimase incolta. Nel 1950 il comune di Roma, con l’approvazione della comunità ebraica, intraprese un nuovo progetto realizzando su questa area un giardino in grado di ospitare le rose che un tempo si trovavano sul colle Oppio e che la furia della guerra aveva strappato via.

Oggi nel roseto di Roma è possibile immergersi in un profluvio di profumi e di colori che si mescolano tra le 1100 varietà di rose presenti e provenienti da numerosi paesi del mondo che spaziano dalla Nuova Zelanda al Medio Oriente, dall’Europa all’Africa. Il roseto comunale di Roma è costituito da due aree distinte per un totale di circa un ettaro di espansione. L’area riservata alle collezioni ricorda ancora oggi l’antico luogo sacro legato al seppellimento degli ebrei grazie al disegno dei vialetti interni che formano la menorah, il candelabro a sette bracci. Qui sono presenti varietà di rose classiche, moderne ed ibride, specie pregiate e specie quasi del tutto sconosciute. Alcune sono rare, altre non hanno nulla a che vedere con la rosa così come siamo abituati a conoscerla. Tutte le rose sono contraddistinte da un cartellino che ne identifica il nome, la varietà, il paese di provenienza e l’anno di acquisizione. La sezione a valle, più piccola, ospita il concorso annuale, il Premio Roma, e viene aperta al pubblico solo al termine della competizione.

Roseto comunale di Roma

Roseto comunale di Roma

Nel roseto di Roma ci si dimentica di essere nel cuore della Città Eterna, i rumori appaiono più lontani, ci si immerge in un tripudio di colori, tra rose a cespuglio, ad alberello o rampicanti. Si tratta proprio di un giardino incantato in grado di stupire e meravigliare ogni anno i visitatori, una camminata tranquilla e profumata nel cuore di Roma. Una passeggiata in questa porzione della Città Eterna è sicuramente gradevole e piacevole. Dal roseto comunale, il cui ingresso è gratuito, si può infatti risalire lungo l’Aventino e fermarsi al Giardino degli Aranci per ammirare dalla terrazza panoramica l’affaccio su Roma e poi continuare la visita al quartiere entrando nelle chiese di Santa Sabina, Santa Prisca, Sant’Alessio e Sant’Anselmo.

 

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